L'esperto risponde
Disturbi di tipo funzionale
12 Giugno 2009
Buongiorno dottore. la contatto perchè da tempo soffro di problemi intestinali e volevo un suo parere. da quando ero adolescente m iera stato diagnosticata la sindrome del colon irritabile, quindi periodi di stitichezza alternati a periodi diarrea e come rimedio mi è stato detto di osservare una dieta calibrata alla "fase intestinale" in cui mi trovavo. Due anni orsono in seguito allo sforzo eccessivo nell'andare di corpo un mattino, mi si è aperta una piccola ernia nella linea alba sovraombelicale. Dopo accertamento tramite colonscopia si è evinto che era a contenuto adiposo ma mi consigliarono cmq di operarla perchè "dicono" si era strozzata. Due settimane fà sono andata dal mio medico perchè sentivo ancora la pallina granulosa sopra l'ombelico che mi bruciava insieme alla parte sx del medio -altoaddome Accanto all'ombelico), in particolare dopo i pasti, al momento di andare in bagno e la notte. Il dottore mi ha mandato a fare un'ecografia questo è il referto completo:
'Fegato di volume nei limiti ed ecostruttura lievemente disomogenea senza identificabili alterazioni focali con caratteristiche di tipo ripetitivo. Colecisti paramorfica alitiasica. Vie bliari non dilatate (coledoco prepancreatico< 4 mm). Nei limiti il calibro dellav. porta(<12 mm). Pancreas esplorabili di dimensioni nei limiti ed ecostruttura lievemente disomogenea senza identificabili alterazioni focali. Non dilatazione del d. di Wirsung. Milza di dimensioni nei limiti co riscontro in sede mesosplenica di formazione iperecogena a componente calcifica di 13 mm. reni di dimensioni nei limiti, a spessore parenchimale conservato, senza segni di idronefrosi. Riscontri di alcuni depositi di cristalli a livello caliceale dx e sx. nei limiti iil calibro del'aorta addominale e delle art. iliache comuni. Non identificabili significative linfoadenomegalie in regione paravascolare aortica. vescica a minima replezione senza evidente litiasi. Con i limiti dovuti alla scarsa replezione vescicale non evidenti espansi pelvici. Nei limiti lo spessore parietale dell'ultima ansa ileale (<3 mm) senza significativi aspetti di edema della mucosa. Nei limiti lo spessore parietale del colon dx e sx senza evidenti aspetti id flogosi parietale con relativa "ipertonia" associata ad aumento delle austre a livello del discendente-sigma e lieve ispessimento dello strato ipoecogeno muscolare della sede, senza attuali fluide periviscerali. Riscontro di edema del tessuto adiposo mesenteriale interessante anche la radice del mesentere. Assenza di flusso peritoneale in sede addomino- pelvica.
Duplice interruzione della parete addominale anteriore in regione xifo-ombelicale con erniazione del tessuto adiposo attraverso porta erniaria del diametro di 3,5 mm(craniale) e 4 mm (periombelicale).'
Da ciò il medico mi ha prescritto di fare una cura con mesalazina per un mese circa,di moderarmi nel fumo (ah sì io fumo quelle 5/6 sigarette al giorno) e di cercare di mangiare quello che mi faceva stare bene (??).
Io ho interrotto la cura dopo qualche giorno perchè non ne trovavo giovamento visto che l'addome mi si era gonfiato a dismisura e quel poco che riuscivo a mangiare mi provocava dei bruciori alla zona periombelicale,la peristalsi ha cominciato a divenire nuovamente irregolare e caratterizzata soprattutto da stitichezza,per non parlare dell'alitosi e delle vertigini al mattino..
Ora io non so cosa devo fare, ne cosa posso mangiare! Se potesse darmi qualche consiglio gliene sarei grata, perchè è parecchio fastidiosa la faccenda..
Mara
Mi spiace di non poterle essere daiuto, ma questa rubrica non può sostituirsi alle cure di un medico in carne ed ossa, al Suo fianco, che la curi.
Lecografia che mi ha mostrato risulta sostanzialmente normale, se non per le due ernie addominali (1 periombelicale ed una più viciono allo sterno), il sigma muscoloso di una persona spesso stitica ed i depositi calcifici ( peraltro minimi) a livello renale.
Non vedo correlazione diretta tra i reperti dellecografia e i sintomi che Lei riferisce, che sembrano di natura funzionale, ma non posso dire nulla di preciso con questi pochi dati ed in questa sede.
Per i disturbi funzionali dellapparato digerente sono spesso utili una dieta ricca di fibre vegetali e di liquidi, così come la pratica regolare di attività fisica sportiva intensa, compatibilmente con età e stato cardiovascolare, e lastensione da eccitanti come fumo, caffè e cioccolato.
Alcuni Pazienti trovano disturbanti le verdure con alto contenuto di fibre (come i carciofi), i legumi e i vegetali della famiglia dei cavoli e dei broccoli, potrebbe provare ad eliminare questi alimenti. Se si sente molto gonfia, in alcuni casi può giovare una breve dieta di 4-5 giorni a base di soli riso, pesce, carne ed uova, da consumare bolliti o ai ferri e conditi solo con olio e sale.
Un disturbo funzionale come il Suo, è senzaltro difficile da diagnosticare su internet, perché manca la possibilità dellesame obbiettivo e del confronto diretto, pertanto dovrebbe valutare le sue necessità con un medico che possa visitarla e valutarla di persona, in particolare nel periodo in cui il disturbo è presente.
Distinti saluti
Dr. Stefano Pallotta
8 Giugno 2009
Gentile Dottore, da sempre soffro di uno strano disturbo. Non saprei neppure a chi chiedere in quanto questo dolore non dura mai più di due giorni. Ogni tanto accuso delle fitte acute appena sotto l'ombelico. Le fitte compaiono in momenti differenti. Alle volte coincidono con il ciclo, altre no. E' come se mi si infiammasse un nervetto e ogni volta che da seduta mi alzo in piedi stirando l'addome questo dolore si acutizza. L'ultima volta mi ha fatto male anche durante la minzione. Non credo si tratti di un ernia almeno non al tatto. Vado dal ginecologo una volta all'anno e faccio sempre le ecografie. Non riesco a trovare una risposta neppure su internet...
Forse lei sapra' darmene una...
Grazie mille.
G.
Mi spiace di non poterle essere d'aiuto, ma un disturbo come il Suo, così sfuggente da definire e di breve presentazione, è quanto di peggio si possa tentare di diagnosticare in internet, perché manca la possibilità dell'esame obbiettivo.
Durante questi episodi di dolore ci sono alterazioni dell'alvo? C'è febbre, o temperatura ascellare inferiore alla rettale di più di un grado, un grado e mezzo?
Un possibile ausilio potrebbe essere un'ecografia con studio delle anse intestinali, ma non è un esame facile a trovarsi, e pertanto, dovrebbe valutare le sue necessità con un medico che possa visitarla e valutarla di persona, in particolare nel periodo in cui il dolore è presente.
Distinti saluti
Dr. Stefano Pallotta
21 Agosto 2007
Salve,
mi chiamo Antonio, vorrei chiedervi a cosa è dovuta questa sintomatologia.
Ho spesso dei dolori simili a bruciori o spasmi nelle zone periferiche dell'ombelico specialmente a destra che vanno dall'alto verso il basso e si irradiano in corrispondenza sulla schiena, mentre altre volte ho delle contrazioni nella parte superiore dell'addome, sotto costale, che prende tutto il tratto da sx verso destra, senza bruciori solo contrazioni.
Ho effettuato una colonscopia dalla quale è emerso soltanto un colon fortemente spastico.
Si può parlare di colon irritabile o colite spastica, che ne pensa?
E quale cura mi consiglia farmacologica o di prodotti tipo fibre?
Grazie attendo risposta
Caro Antonio,
non potrei proprio consigliarti altro che approfondire l’origine di questa sintomatologia con il tuo Medico Curante, poiché la descrizione che ne dai non mi permette di orientarmi meglio e, comunque, bisognerebbe poterti visitare prima di fare qualunque ipotesi.
Che la colonscopia recentemente eseguita sia nella norma è un fatto positivo, ma non esaustivo delle indagini che potrebbero essere indicate nel tuo caso.
Distinti saluti
Dr. Stefano Pallotta
3 Maggio 2007
Buongiorno Dott. Pallotta,
da parecchio tempo (almeno due anni) mi trovo a convivere con un fastidiosissimo problema, quello del gonfiore addominale.
Parlo di gonfiore addominale cronico, perché il problema persiste continuamente.
Conduco una vita piuttosto regolare, mangio correttamente (colazione con yogurt, cereali, tè o tisana; pranzo con verdure cotte o insalata, un apporto proteico e un po' di pane; cena con pesce e verdure generalmente).
Pratico regolarmente sport (spinning, ciclismo e jogging).
E devo regolarmente assumere pasticche di carbone vegetale o bere tisane al finocchio per cercare di contrastare questo mio fastidio, che comunque non se ne va.
Da alcuni anni so di essere intollerante, non allergica, a tutte le farine bianche, quelle integrali, a tutti i lieviti, e ai formaggi freschi, cose che sostanzialmente evito, soprattutto pane e pasta (che mangio solo nel fine settimana e un pezzo di pane tutti i giorni a pranzo); cerco di non mangiare quotidianamente questi alimenti poiché ho notato che se li assumo quotidianamente, dopo qualche tempo mi si ingrossano dei linfonodi a livello della gola (come risulta da ecografia eseguita; una visita da un otorinolaringoiatra l'ho fatta, ma il dottore mi disse che non esiste alcun nesso tra quello che mangio e questo ingrossamento, non sapendomi dare alcuna spiegazione, e sottoscrivendomi dei medicinali per alleviare l'eventuale fastidio provocato, cosa che non ho mai preso!). Se invece evito di mangiare queste cose, la sensazione di fastidio alla gola mi passa! Così ho deciso di autoregolarmi nella loro assunzione, secondo la mia personale sensazione!
Ho anche fatto le analisi per capire se poteva trattarsi di un inizio di celiachia (così alcuni mi hanno consigliato), ma sono risultati negativi anche quelli!
In ogni caso il gonfiore addominale persiste, per il quale non so darmi spiegazioni, visto che non mi provoca neanche dolore, e quindi non saprei neanche dire se può trattarsi di una forma di colite.
RingraziandoLa anticipatamente per il consiglio che saprà darmi, nel frattempo La saluto cordialmente.
Gentile sportivo/sportiva,
Mi sembra di capire che i problemi siano due: gonfiore addominale cronico e fastidio alla gola.
Per il gonfiore, peraltro non doloroso o associato a turbe dell’alvo, che Lei riferisce, posso consigliarLe di eseguire un breath test al glucosio, per verificare se vi sia una componente di sovracrescita batterica ileale alla base della produzione esagerata di gas. Per quanto riguarda il fastidio alla gola posso solo condividere l’opinione del Collega otorinolaringoiatra. Pur considerando che non conosco i farmaci che Le sono stati consigliati, vorrei segnalarLe che mi sembra una pessima idea richiedere un consiglio specialistico e poi non seguirlo. In questo modo Lei non permette neanche al Collega di verificare l’esattezza dell’interpretazione data del Suo problema. Sempre a riguardo del fastidio alla gola posso anche ipotizzare un collegamento con il reflusso gastroesofageo, e suggerire di indagare questa possibilità con il Suo Curante.
Saluti cordiali e buona fortuna
Dr. Stefano Pallotta
30 Aprile 2007
Gent.mo dottore,
mi chiamo Costanza ho 37 anni. Circa 6 mesi fa improvvisamente la mia digestione è cambiata. Una sera a letto ho cominciato ad avere una forte tachicardia con reflusso, per fortuna dopo un bel po’ che sono stata sveglia e seduta il tutto si è calmato, l’episodio si è ripetuto ancora una volta sono andata al pronto soccorso e mi hanno diagnosticato reflusso gastroesofageo. Anche se gli episodi non si sono più ripetuti il reflusso è rimasto e mi capita spesso di avere dolore all’altezza dello stomaco con un conseguente senso di oppressione, inizio di eruttazioni continue e senso di spossatezza, mi sembra di stare meglio quando vado in bagno considerato che da questo punto di vista sono abbastanza regolare, anche se inizialmente avevo spesso episodi di diarrea. Intanto ho cominciato una cura con capsule che prendo al mattino a stomaco vuoto nel frattempo ho avuto un forte calo di peso con conseguente anemia da carenza di ferro quest’ultima per fortuna rientrata. Ho fatto una gastroscopia da cui risulta una gastrite cronica e dopo aver consultato un gastroenterologo che ritiene che i sintomi che ho non sono da attribuire alla gastrite ho effettuato una ecografia addominale e esame di sangue occulto nelle feci da cui non risulta niente. Pertanto il gastroenterologo ritiene che i miei sintomi sono riconducibili alla sindrome dell’intestino irritabile e secondo lui oltre a continuare la cura che sto già facendo dovrei prendere un antidepressivo, cosa che non intendo fare perché non mi sento depressa e anche il mio medico curante me lo ha sconsigliato. Riconosco di essere un soggetto ansioso e che forse tende a non sfogare il proprio stress. Ho ripreso a mangiare un po’ di tutto eliminando per quanto possibile ciò che mi fa stare male cerco di controllare al meglio la mia ansia anche se non è sempre facile nonostante abbia praticato lo yoga, nonostante ciò non ho recuperato i 7 kg persi, ma guardaroba da rifare a parte, posso farmene una ragione. Le chiedo se secondo Lei i miei sintomi sono riconducibili all’intestino irritabile, se dovrei fare altri esami per approfondire e se oltre all’alimentazione e ad uno stile di vita da migliorare, esistono medicinali che alleviano i sintomi e se il Benefibra può essermi d’aiuto.
Le chiedo scusa per la lungaggine e Le auguro buon lavoro.
Cara Costanza,
se capisco bene quello che ti è successo e come è stato interpretato dai tuoi medici, tu hai due tipi di disturbi: il primo potrebbe essere la malattia da reflusso, per la quale forse stai prendendo già la terapia (la capsula del mattino a stomaco vuoto) e che può benissimo non dare alcun danno allo stomaco visibile nella gastroscopia, mentre il secondo potrebbe essere la sindrome dell’intestino irritabile. Poiché circa questa seconda diagnosi sono molto dubbioso, non riuscendo a valutare bene i tuoi sintomi, sono anche in difficoltà nel consigliarti una terapia. Posso solo dirti che la terapia con antidepressivi nella sindrome dell’intestino irritabile non si dà perché il o la Paziente siano depressi ma perché, nelle particolari dosi utilizzate, l’antidepressivo agisce sulla percezione viscerale del dolore e migliora i sintomi senza influire sulla psiche.
Potresti discutere questi dubbi direttamente con il tuo Gastroenterologo, senza lasciarlo nella falsa convinzione che tu stia assumendo una terapia che in realtà non segui.
Auguri di pronta guarigione
Dr. Stefano Pallotta
25 Aprile 2007
Buongiorno,
da tempo soffro di dolori al fianco sinistro crampi addominali eccessivo gonfiore addominale dolori addominali che adesso mi prende anche lo stomaco mi sono accorta che nel cambiamento di stagione ne soffro di più ho già provato Benefibra per un breve periodo diciamo settimane poi il mio medico curante mi ha fatto provare a prendere *** all'inizio sembrava che andava bene poi si è ripresentato il problema dico anche che quando mi viene lo stimolo di evacuare aspetto molto tempo prima di andare così lo stimolo mi passa premetto che da molti anni soffro d'ansia che con il cambiamento di stagione come adesso sta avvenendo ne soffro molto.
In attesa di una sua risposta in merito porgo cordiali saluti
Caro/cara,
penso che quando l’ansia influenza così tanti aspetti della tua vita “fisiologica” e in modo tanto diretto che tu stesso/stessa lo riconosci, allora è il momento di affrontarla con uno specialista, in questo caso uno psichiatra, per poter sciogliere questo “nodo che ti stringe la pancia”.
Dal punto di vista organico la prima cosa che ti consiglio è di non aspettare che finisca lo stimolo all’evacuazione per poi rischiare una stipsi secondaria, ma di assecondarlo senza aspettare molto tempo. Se disturbi dovessero continuare, parlane con il tuo Medico Curante.
Cari saluti
Dr. Stefano Pallotta
23 Aprile 2007
Gentile Dottor Pallotta,
sono una ragazza di 21 anni e soffro di colon irritabile da circa 3/4 anni. Volevo avere un'informazione: accusando principalmente disturbi come meteorismo e aerofagia con prevalenza alla stipsi (in pratica ho aria in tutto il tratto addominale e spesso faccio fatica ad evacuare), Benefibra è indicata per questi disturbi oppure è meglio evitare?
Aggiungo che il mio medico mi ha prescritto *** (è stato ampiamente riscontrato che il mio è un disturbo somatico ed ho un'alimentazione corretta ed equilibrata) ,ma la situazione non migliora... e presto ho un appuntamento col medico dove avrò l'occasione di dirglielo. Nel caso Benefibra sia x me un buon aiuto, non influisce sul farmaco? Anticipatamente La ringrazio
Cara ragazza di 21 anni,
quella che tu descrivi sembra proprio la classica situazione in cui si hanno dei disturbi di tipo funzionale: sovrapposizione di più sindromi (intestino irritabile e dispepsia) e tratto ansioso di personalità. Tenendo conto del gonfiore e della stipsi come sintomi più fastidiosi penso che tu possa certamente provare ad integrare la tua dieta con più fibre e più liquidi, consumando regolarmente frutta verdura, e due o più litri di acqua, ma il gonfiore potrebbe aumentare e quindi sarebbe meglio che 1) evitassi gli integratori che contengono psillio e 2) che li sostituissi con fibre tipo gomma di guar o con elettroliti non assorbibili.
Potresti inoltre aumentare o iniziare un’attività sportiva regolare, non agonistica, di tipo aerobico, che potenzi la tua capacità di lavoro cardiovascolare e tonifichi la muscolatura, soprattutto gli addominali. Questo ti sarà utile per la stipsi e per mantenere il tono del pavimento pelvico, che tanto spesso viene compromesso nelle stipsi di lunga durata con difficoltà all’espulsione. Potrebbe essere utile valutare, con una visita, se possa essere sospettata una stipsi da ostruita defecazione, che richiede accertamenti specifici.
Non c’è nessun problema con lo ***, anche se potrebbe alterare la tua capacità d’attenzione.
Se il Medico di Famiglia lo ritiene necessario potresti contattare un centro specialistico gastroenterologico dove sia presente un servizio di “fisiopatologia digestiva”, per decidere cosa fare.
Ciao
Dr. Stefano Pallotta
