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Intolleranze alimentari
14 Aprile 2010vorrei alcuni consigli cortesemente,ho problemi di dolico colon,un diverticolo nel sigma e una stipsi da circa 20 anni curata male con abuso di senna e adesso ho una pseudo melanosi del colon. Ho perciò interrotto, ma assumo glicerina perchè non riesco ad andare in bagno, ho diverse intolleranze, ho fatto il citotest sono intollerante a tutti i cereali, alla proteina del latte e pertanto anche alla carne, abuso solo con lo yogurt, le verdure mi sono state sconsigliate, ho assunto lo psyllogel ma adesso non mi fa più niente anzi forte aumenta troppo la massa fecale e mi fa l'effetto contrario, mangio male più a base liquida, con pere, yogurt, il pane, i formaggi e la carne sono micidiali per me, vorrei dei consigli perché mi alimento male, non so se lo yogurt peggiori ma non posso morire di fame, bevo molto succo di frutta, ma sono tutti liquidi e poi vengono i morsi della fame, anche i cracker mi fanno male, credo proprio che è un problema di intolleranze, spero in un suo consiglio. Grazie mille
Gentile Signora, il quadro che descrive è molto disordinato. E' vero che le verdure possono peggiorare la situazione che descrive, ma si tratta di individuare quelle che, al contrario, possono essere di utilità. Inoltre, poiché dalla sua descrizione ne risulta che tutte le categorie di alimenti siano controindicate (latte e derivati, cereali, carne, verdure), non escludo che, invece, sia proprio il disordine, più che il problema delle intolleranze, a crearle dei problemi. Una buona linea alimentare da seguire, è di effettuare sempre la prima colazione, con latte ad alta digeribilità (HD) o, eventualmente, di soya, e cereali non lievitati (cornflakes, fette biscottate, biscotti secchi) non integrali (circa 30 gr.). Cerchi di fare due spuntini al giorno, a metà della mattina e del pomeriggio, utilizzando grissini all'acqua o fette biscottate. Ai pasti principali, consumi pasta o riso non integrali una volta al giorno, con condimenti molto semplici, come il pomodoro fresco, senza soffritto, o olio e parmigiano. Dia la precedenza alla carne magra, al pesce, ai formaggi freschi, come il quartirolo, i fiocchi di latte, il primosale, la mozzarella e la ricotta di latte vaccino e, fra gli insaccati, scelga la bresaola o il prosciutto crudo. Per quanto riguarda le verdure, possono essere di aiuto le carote e le zucchine lessate, mentre, al posto del pane, può consumare le patate lessate. Consumi olio extravergine di oliva, tre cucchiai da minestra al giorno, e utilizzi le modalità di cottura più semplici, come quella al vapore, ai ferri, alla griglia, al forno, al cartoccio. Riduca, qualora abbia l'abitudine, il consumo di caffè, tè, e bevande zuccherate e si abitui, se già non lo fa, a bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, soprattutto lontano dai pasti e, preferibilmente, naturale. Mi farà piacere se mi scriverà per informarmi dell'evoluzione.
Cordiali saluti
DS
16 Ottobre 2009
Gentile dott.ssa,
sono un soggetto intollerante al lattosio. Quale frutta posso mangiare. Inoltre il caco è un frutto che posso mangiare? Grazie e buona serata.
Gianni
Egregio Signor Gianni,
in teoria, l'intolleranza al lattosio non dovrebbe interferire con la digestione della frutta, anche se alcuni frutti, come le pere, ne contengono tracce. Ma si tratta veramente di tracce.
Più che altro, penso che il problema si ponga nel caso in cui, qualora lei introducesse alimenti che contengono lattosio, come il latte e i derivati e i prodotti da forno, si crei una situazione di irritabilità intestinale che può essere peggiorata, poi, dal consumo di alcuni tipi di frutta e verdura.
Se, invece, come è probabile, lei evita il consumo dei prodotti ricchi di lattosio, il consumo della frutta non dovrebbe interferire.
Quindi, può mangiare il caco.
Dott.ssa Diana Scatozza
14 Settembre 2009
Gentile dott.ssa,
ho 46 anni e ho scoperto da pochi mesi di essere intollerante al lattosio e di risultare positiva al test del lattulosio.
Il mio gastroeterologo mi sta facendo fare,ormai da 4 mesi,una cura di antibiotici associata all'assunzione di fermenti lattici;tutto questo per debellare i batteri che sono nel mio intestino e che mi provocano problemi di tipo diarroico. Essendo intollerante al lattosio il dott. mi ha detto di eliminare dalla mia dieta tutto ciò che ha a che fare con il latte e suoi derivati,grossi sacrifici non ne faccio in quanto non ho mai bevuto latte(il solo odore mi nausea), il problema arriva x i suoi derivati che a volte o non so dove sono contenuti o mi costa qualche "dolorosa"rinuncia.
Qualcuno ha detto che a una certa eta' se non si assumono determinati elementi(il latte in questo caso),il fisico combatte questa carenza con delle evacuazioni eccessive;quindi il sistema sarebbe fare riabituare l'intesino a riaccettare piano piano tale sostanza, magari aggiungere ogni mattina nel the un cucchiaino di latte per poi aumentarlo via via. Altri dicono che esistono delle pastiglie che vanno assunta prima di mangiare qualcosa che contenga latte.
Come vede se ne dicono tante,ma secondo lei ho possibilita' eliminare questi problemi? La ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrà dedicarmi.
MARIA
Gentile Signora Maria,
se i suoi problemi intestinali dipendono dall'intolleranza al lattosio, l'eliminazione degli alimenti che lo contengono dovrebbe portare un miglioramento evidente. Il lattosio, purtroppo, oltreché nel latte e nei formaggi freschi, dei quali è lo zucchero, è contenuto, in tracce o in quantità più rilevanti, anche in una serie di altri cibi, come il prosciutto cotto, in alcuni biscotti o fette biscottate, nelle caramelle, in alcuni prodotti da forno lievitati.
Il sistema per individuarne la presenza è leggere con molta attenzione la composizione dei cibi che acquista, perché, se presente, risulta nella composizione.
Per quanto riguarda la digeribilità intestinale del lattosio e i fenomeni di adattamento dell'intestino, va precisato quanto segue: l'enzima che digerisce il lattosio nell'intestino, la lattasi, lavora tanto più quanto viene stimolato dalla presenza dello zucchero. L'intolleranza al lattosio dipende da un cattivo funzionamento della lattasi. Pertanto, meno lattosio si mangia e meno l'enzima lavora, e viceversa. Di conseguenza, quando si elimina il lattosio per un periodo, la sua reintroduzione deve essere graduale, per dare modo all'enzima lattasi dell'intestino di potersi riabituare alla digestione del lattosio.
Vi sono prodotti, per lo più integratori, che contengono l'enzima lattasi e che, se assunti prima dei pasti principali, permettono la digestione del lattosio contenuto negli alimenti, perché, in questo modo, l'enzima viene introdotto dall'esterno. La loro utilità dipende notevolmente dall'entità del deficit: se il difetto dell'enzima intestinale è elevato, l'assunzione di questi prodotti è di modesto aiuto.
Riassumendo: i sintomi intestinali, soprattutto la diarrea, causati dall'intolleranza al lattosio migliorano, solitamente, eliminando il lattosio dall'alimentazione. L'eventuale reintroduzione del lattosio deve avvenire gradualmente, per riabituare l'enzima che lo digerisce, la lattasi. L'utilizzo dei prodotti contenenti l'enzima lattasi può essere di aiuto nelle forme lievi di intolleranza.
Sperando di essere stata chiara, la saluto cordialmente.
Dott.ssa Diana Scatozza
24 Giugno 2009
Buongiorno Dott.ssa, ho una figlia di 25 anni allergica al nikel,volevo un consiglio per poter gestire la cosa. Mia figlia da circa 1 anno e' ingrassata parecchio (sta facendo una terapia con kepra 1000 e topamax100 da tempo) non sta molto attenta agli alimenti che contengono il nikel, per cui a quasi sempre il prurito. E' possibile che tutto questo l'abbia fattta ingrassare? In farmacia mi hanno consigliato di farle prendere benefibra per ripulire l'intestino,cosa ne pensa? C'e' una dieta o una fibra, che possa aiutarla anche a prendere peso? Lei mi dice che non e' un problema il peso per lei, pero' non va al mare vedo che e' in difficolta' nel vestirsi ecc...
Mi puo' dare un consiglio?
La ringrazio,
Alessandra.
Gentile Signora Alessandra, è molto probabile che l'aumento di peso dipenda dai farmaci che sua figlia sta assumendo, più che dal problema dell'allergia al nickel.
Sicuramente, invece, il prurito dipende dall'allergia.
Benefibra la può aiutare sicuramente, perché aiuta le funzioni intestinali.
Oltre a Benefibra, tuttavia, le suggerirei alcuni comportamenti alimentari che potrebbero esserle di aiuto, come bere almeno 2 litri di acqua ogni giorno, soprattutto lontano dai pasti, mangiare a pranzo e a cena una abbondante quantità di verdura, consumare la pasta una volta sola al giorno, senza pane e con sughi molto semplici, eliminare, se ne fa uso, alcolici e bevande zuccherate, limitare i dolci, compreso i gelati, a una sola volta alla settimana.
Inoltre, è fondamentale il movimento: camminare per circa 30 minuti ogni giorno a passo sostenuto è di grande aiuto per controllare il peso.
Sembra poco, ma nell'insieme è tanto...
Cordiali saluti.
9 Agosto 2007
Spett.le Dott.ssa buongiorno,
sono un po malconcio, soffro di digestione difficile e malassorbimento, sono magro come un chiodo cm189 x kg 54, sono sempre stato magro ma non così.
NON mangio né frutta né verdura perché aumentano la mia già cattiva digestione ma sapendo che sono utili per una buona salute la cosa mi deprime pure. Sono positivo sia al test lattosio che lattulosio quindi non consumo nemmeno formaggi. Avrà già capito che solo la carne non mi crea problemi, pure la pastasciutta non è esente da rogne ma comunque 60 grammi la mangio altrimenti muoio per denutrizione.
Le bevande non possono essere né fresche né tanto meno fredde si figuri che la birra, quando la bevo è a temperatura ambiente, faccio impressione anche al cameriere. Bevo molto, acqua, vinello leggero, thè, camomilla, orzo. Pensi che a me piace il cibo... pappardelle al cinghiale, uova con pomodoro, minestrone crostate di frutta ecc...
Spero tanto in una Sua risposta perché attualmente mi salva solo lo spirito che ancora regge.
Cordiali saluti
Paolo
Egregio Signor Paolo,
la situazione che descrive è alquanto critica. È difficile, tuttavia, poterle fornire suggerimenti, perché penso che la cosa migliore da fare, se già non l'ha fatta, sia effettuare una gastroscopia e una colonscopia, per individuare l'eventuale causa della digestione difficile.
Posso fornirle suggerimenti generici, quali: frazionare l'alimentazione in sei piccoli pasti giornalieri, per non sovraccaricare lo stomaco, bere lontano dai pasti, per non gonfiare lo stomaco e diluire i succhi gastrici, evitare le bevande gassate, tra le quali la birra, utilizzare condimenti semplici e non elaborati, per non impegnare eccessivamente lo stomaco nel processo della digestione, consumare solo un tipo di alimento per ogni pasto, come un secondo con contorno o un primo con contorno, utilizzare il pane secco o i grissini, al posto del pane fresco, evitare caffè e tè, che stimolano la secrezione gastrica acida.
Aspetto sue notizie.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Diana Scatozza
26 Aprile 2007
Salve. Sono Antonello, ho 25 anni e premetto che la mia alimentazione è costituita quasi esclusivamente da pasta al sugo e pizza. Da un paio di anni a questa parte avverto poi la necessità di andare in bagno appena aver ingerito QUALSIASI alimento, in particolare caffé, latticini e mollica di pane soprattutto se caldo. Ciò praticamente fa si il bagno è diventato il luogo per eccellenza vista la frequenza con cui ci vado. Inoltre ho una vita abbastanza frenetica con stress e stanchezza soprattutto quando sono sotto esame e ciò aumenta il bisogno di andare in bagno. Si tratta solo di intestino irritabile? E siccome non ho mai fatto analisi al riguardo, sottovalutando il problema, che analisi mi consigliate prima di effettuare una visita da un gastroenterologo? Inoltre sempre da un paio di anni soffro di forte prurito al cuoio capelluto, come se la mia testa è formata da tante piccole crosticine accompagnata da una leggerissima forfora. Può essere un problema collegato a quello dell'intestino o si tratta di dermatite seborroica come diagnosticato da tanti dermatologi ma che non hanno risolto mai il problema? Grazie e complimenti!
Antonello, buongiorno!
Dal quadro che mi ha descritto non escluderei la presenza di un'ipersensibilità della mucosa intestinale ai principi costitutivi dei carboidrati, in pratica una forma di paraceliachia che determina la sintomatologia intestinale e che, avendo provocato uno stato di reazione infiammatoria della mucosa, possa aver scatenato un'ipersensibilità anche ad altri alimenti. Non solo, ma, anche per la componente infiammatoria, l'intestino può reagire con gonfiore, tensione, dolore e scariche diarroiche.
Il prurito al cuoio capelluto associato alla formazione crostosa rientra nel quadro dell'ipersensibilità ai carboidrati, che può portare alla dermatite seborroica o può peggiorarla se preesistente.
Personalmente, aspetterei il parere e il suggerimento del gastroenterologo prima di fare gli esami, in modo tale da effettuare quelli mirati in funzione dell'ipotesi diagnostica che il gastroenterologo formulerà.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Diana Scatozza
10 Aprile 2007
22 Marzo 2007
Salve,
sono fortemente intollerante a: frumento,uova, latte, crostacei e pepe.
Ritiene che possa usare Benefibra?
Cordiali saluti.
Buongiorno.
Benefibra non contiene nessun derivato dagli alimenti e spezie che ha citato. Pertanto, ritengo possa assumerlo con tranquillità.
Dott.ssa Diana Scatozza