L'esperto risponde
Gonfiore addominale
15 Luglio 2010
Buongiorno, ho visto che sono quasi solo donne che scrivono, ma io sono un maschietto di 34 anni. Da 6 mesi ho scoperto di avere il diabete mellito di tipo 2 allinizio, e per adesso faccio una dieta al 45% di carboidrati , mangiando circa OGNI 4 ORE. Le forti emicranie sono passate, ero aumentato di peso in maniera molto evidente, ma adesso gradualmente sto dimagrendo, anche se sono ancora 10 chili over. Da circa 7 giorni, al mattino ho la pancia piatta (nel senso normale per il mio peso), e sistematicamente al pomeriggio verso le 4 e mezza inizio a gonfiare in maniera evidente, e accuso forte dolore. Costante alla pancia, più precisamente in prossimità della vita e verso la parte superiore dellintestino. In 34 anni, non avevo mai provato dolori allo stomaco, pancia o simili a mia memoria, vado di corpo ogni giorno a volte anche 2 volte. Vorrei un idea di come muovermi, dato che in casa ho già una persona malata, e ogni mio malanno o fastidio, la preoccupa in modo impressionante aggravando la sua condizione. Per la cronaca ho un padre che soffre da sempre di ulcere. Grazie mille per linteressamento.
Gentile signore, dallandamento dei sintomi che descrive, non escludo che lalimentazione che sta seguendo sia ricca di fibre, anche integrali, perché questo è ciò che, solitamente, si prescrive a chi è affetto da diabete di tipo II. Il nostro intestino non è abituato a metabolizzare una quantità elevata di fibra, soprattutto integrale, per cui, se questo è il suo caso, è molto probabile che i sintomi che descrive siano il risultato di ciò. Non posso essere più esaustiva perché mi manca la descrizione del tipo di alimentazione che le è stata suggerita. Se vuole riscrivere dettagliando ciò che le è stato prescritto, potrò essere più precisa. Grazie. CS
Dott.ssa Diana Scatozza
3 Giugno 2009
Gentssima. dott.ssa,
da qualche anno ho l'abitudine di fare colazione con un kiwi, un vasetto di yogurt e un bicchiere di acqua tiepida, il tutto per risolvere un problema di stipsi che ho sempre avuto da quando ho memoria, anche se tale problema non mi ha mai causato sofferenze di alcun tipo. Da diversi mesi però soffro di gonfiore addominali e meteorismo a volte anche molto dolorosi. Ho eliminato pizza e pane che unitamente ai pomodori ho individuato quali causa del disturbo. Dopo aver letto molte delle sue risposte, adesso mi è sorto il dubbio che l'assunzione giornaliera di kiwi, unita a cibi integrali con i quali cerco inutilmente di perdere peso, abbia potuto irritare l'intestino e causare i problemi su citati. Prima di ricorrere a test per le intolleranze alimentari, pensavo pertanto di seguire i consigli alimentari che lei ha dato relativamente a problemi di gonfiore addominale, cominciando dall'eliminazione del kiwi mattutino, e cominciare ad assumere benefibra. Cosa ne pensa?
Cordiali saluti
Maria C.
Gentile Signora Maria,
mi sembra unottima idea! Spesso, infatti, per contrastare il problema della stitichezza, sottoponiamo il nostro intestino a un carico di fibra e, soprattutto, a un tipo di fibra, qual è quella insolubile degli alimenti integrali, a cui il nostro intestino non è più abituato. Il risultato è che, nel tempo, la mucosa intestinale va incontro a un processo di irritazione e di infiammazione, e la flora batterica, non più abituata a digerire fibra insolubile, reagisce con un eccesso di fermentazione. Da tutto questo, la sensazione di gonfiore addominale, di dolore e il meteorismo.
Provi, quindi, a eliminare gli alimenti integrali, le verdure e la frutta con elevato contenuto in fibra o in semini, come i kiwi, i legumi, gli alcolici, il caffè e il tè, oltre ai prodotti lievitati freschi, come ha già fatto.
Se la causa dei sintomi è questa, dovrebbe riscontrare un miglioramento in due-tre settimane. Integri anche dei fermenti lattici, per aiutare la ricostituzione della flora batterica.
Nel frattempo, per aiutare lintestino, può provare a utilizzare Benefibra, la cui fibra solubile ha la caratteristica di essere a catena corta e di cedere o assorbire acqua in base al livello di idratazione delle feci che incontra durante il transito intestinale.
Mi riscriva aggiornandomi.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
30 Gennaio 2009
Buongiorno,
ho 34 anni e da 2 anni soffro di un eccessivo gonfiore addominale che mi porta dolore e ad essere a disagio.
Non ho mai approfondito il problema, ma ora è diventato veramente ingestibile, quindi sono a chiederle consigli per gli esami di verifica e soprattutto alimentari.
Ormai sto bene se non mangio.
Ho identificato alcuni alimenti che non tollero assolutamente: latte, pane, pizza (se la faccio in casa no), birra, arance, insalata verde a foglia morbida e cerco di farne uso il meno possibile, ma non sempre ci riesco, viaggio per lavoro e non sempre mi è possibile avere una dieta regolare.
In attesa di un suo prezioso consiglio le porgo i miei saluti.
Michela
Gentile Signora Michela,
penso abbia centrato il problema, perché, infatti, gli alimenti che ha individuato rientrano proprio tra quelli che possono peggiorare lo stato di irritazione intestinale sia per il tipo di fibra che contengono (arance, insalata) sia per la difficoltà digestiva indotta dallo stesso stato di irritazione (latte).
Dato che, dalla sua descrizione, intuisco che il problema le sta creando un grosso disagio, penso che il comportamento più opportuno sia quello di cercare di metter “a riposo” l’intestino, evitando di assumere gli alimenti che potrebbero peggiorarne lo stato.
Pertanto, considerando anche il suo stile di vita, penso che potrebbe rivolgersi al consumo di:
- carne bianca ai ferri (non alla griglia)
- pesce ai ferri o lessato o al cartoccio
- pasta o riso, preferibilmente in bianco o con pomodoro fresco
- bresaola, tacchino affettato, prosciutto crudo o cotto
- crescenza, fiocchi di latte, quartirolo (se tollera i formaggi)
- yogurt (non contenendo il lattosio, se non in minima quantità, viene in genere tollerato anche da chi non tollera il latte)
- mele e pere, senza buccia
- zucchine lessate, carote lessate
- passati di verdura
- patate
- prodotti da forno secchi (cracker, grissini, fette biscottate)
- caffè d’orzo
- acqua naturale o leggermente frizzante
- olio
- aceto balsamico o di mele
- aromi
Tutto il resto andrebbe evitato, comprese le spezie.
Se proprio non riesce ad avere la disponibilità di un pasto seduto, consumi un toast molto tostato!
Seguendo questo regime per circa un mese, dovrebbe riuscire a riscontrare un miglioramento.
Mi faccia sapere come è andata.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
22 Dicembre 2008
Buongiorno,
sono una ragazza di 30 anni, con un lavoro sedentario, pendolare con 4 ore di viaggio al giorno e quindi nessuna forza per fare sport, gonfiore e tensione addominale evidente ma defecazione regolare.
35000 ppm rilevati da breath test al lattulosio e portati a 15000 dopo una cura di 3 mesi con antibiotico e fermenti lattici di origine umana.
Questa cura mi ha permesso di sentirmi un pochino meno gonfia e tesa per il successivo mese, per poi ritornare come prima gradatamente.
L'ecografia alle anse intestinali ha evidenziato un ispessimento in zona ileo di 4 mm e ho da poco iniziato la cura di 3 mesi di *** 800 mg (2 cpr al giorno) + fermenti lattici 10 g al mese.
La gastroenterologa mi ha sconsigliato al momento una colonscopia, essendo lieve l'ispessimento e probabilmente riconducibile sempre ad un'alterazione della flora batterica.
Questa mail per chiedere un suo parere sulla mia situazione gastroenterologica, per sapere le probabili cause e per avere un'indicazione sull'alimentazione da seguire, per evitare di privarmi di cibi che non rientrano nel mio caso (mi sembra di avere una dieta equilibrata, mangio di tutto,
anche frutta e verdura di tutti i tipi).
La dieta pubblicata dal sito come "Cibi da evitare" va interamente bene anche per me?
A tal proposito, indirizzo la mail anche alla Dott.ssa in dietologia.
Mi tolga inoltre una curiosità: come vengono sintetizzati i fermenti di origine umana?
Perché umana?
Grazie per l'attenzione
Cordiali saluti
Giulia
Gentile Signora Giulia,
il quadro che descrive, alla luce degli elementi che mi ha fornito, è quello di una patologia infiammatoria intestinale, la cui causa, molto probabilmente, è di difficile individuazione, come spesso accade. La componente infiammatoria è confermata dal trattamento che le è stato prescritto, la mesalazina, un ottimo farmaco per questo tipo di forme intestinali.
Purtroppo, come anticipato, le cause possono essere molteplici ed è molto spesso difficile differenziare la causa dalle conseguenze. Nel suo caso specifico (ma non solo nel suo!), è difficile individuare con certezza se l’intolleranza al lattosio possa essere la causa o la conseguenza dello stato infiammatorio. A volte, inoltre, queste forme hanno anche una componente autoimmunitaria, cioè il nostro organismo produce anticorpi contro uno o più componenti dell’intestino.
Tuttavia, anche in questo caso, il trovare, negli esami del sangue, gli autoanticorpi diretti contro i costituenti dell’intestino non significa automaticamente che la patologia sia solo su base autoimmunitaria.
Detto questo, sicuramente gli alimenti da evitare, almeno per un periodo di tre mesi, per poi reinserirli gradualmente, sono quelli indicati sul sito, con particolare riferimento a:
- aromi e spezie (pepe, peperoncino, curry)
- legumi, anche passati
- verdure a foglia larga, molto verdi, molto acide o molto fibrose (lattuga, spinaci, pomodori, peperoni, carciofi, sedano)
- frutti acidi o con semini (kiwi, arance, frutti di bosco)
- prodotti lievitati freschi (pane, pizza, focaccia), preferendo quelli secchi
- alcolici (concesso un bicchiere di vino ai pasti principali)
È fondamentale, invece, bere molta acqua, almeno 2 litri, soprattutto fra i pasti e, preferibilmente, non gassata.
Nella speranza di essere stata esauriente, la saluto cordialmente e le auguro Buon Anno!
Dott.ssa Diana Scatozza
12 Novembre 2008
Buongiorno dottoressa, sono uno sportivo di 38 anni.
Ho diagnosticato i cibi responsabili del mio gonfiore addominale: alimenti con lattosio tranne mozzarella e parmigiano, cibi integrali, verdura (tranne zucchine, carote, lattughino, finocchi, pomodoro), yogurt, latte di soia, di riso, frutta oleosa (tranne nocciole tostate), funghi, olive, semi di psilio, di lino ,tisane di melissa ecc.., proteine in polvere (uova, delattosate, soia), tutta la frutta (1 kiwi a fine pasto non mi fa male, ma se lo mangio da solo a digiuno mi gonfia), che mi procurano gonfiore, malessere, nervosismo, senso di freddo (mani e piedi), perdita di liquidi.
Premetto che avendo fatto diversi esami, stomaco e intestino sono a posto.
Evitando tali cibi la mia situazione generale incredibilmente migliora, ma resta come unico problema un po’ di stitichezza, che prima, assumendo cibi fibrosi non avevo.
Volevo chiederle se esiste un cibo innocuo che aiuti la stitichezza e se riesce a diagnosticare i miei disturbi (colite, colon irritabile o cos'altro).
Aggiungo che a livello di stomaco digerisco bene qualsiasi cibo, e che secondo me non è un fatto di batteri perché se elimino i cibi no, il gonfiore sparisce istantaneamente.
La ringrazio in anticipo.
Cordiali saluti.
Buonasera!
Penso che la diagnosi probabile l’abbia già fatta da solo: potrebbe, infatti, essere una forma di colon irritabile, scatenata dall’assunzione di alimenti a elevato contenuto in fibra, associata a una forma di intolleranza al lattosio. Le due situazioni, infatti, sono spesso associate.
Per quanto riguarda il problema della stitichezza, le verdure che riesce a consumare dovrebbero già esserle di aiuto. Eventualmente, provi per un periodo a consumare verdure lessate o al vapore, in modo da rendere la fibra più digeribile, in particolare carote e zucchine.
Anche l’olio è un ottimo coadiuvante della formazione di feci morbide: consumi ogni giorno almeno 3-4 cucchiai da minestra di olio extravergine di oliva.
Inoltre, l’acqua bevuta a stomaco vuoto favorisce l’idratazione del materiale fecale. Probabilmente, da sportivo, lo fa già: ne beva almeno 2 litri ogni giorno.
Sono tutti accorgimenti che, nell’insieme, sono di molto aiuto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
5 Novembre 2008
Gentile Dottoressa,
Mi chiamo Anna ed ho 45 anni.
Da alcuni anni soffro di gonfiore addominale accompagnato da stipsi più o meno accentuata, dipende dai periodi.
Ultimamente però il gonfiore è diventato esagerato, direi insopportabile, tanto da indurmi a fare un sacco di visite ma purtroppo senza risultati.
Ho provato a scrivermi tutto quello che mangio per verificare se ci può essere qualche attinenza con i cibi, ho fatto anche i test per le intolleranze con esami del sangue e il breath test per il lattosio.
Sono risultata intollerante al frumento (ma non celiaca) e anche al lattosio.
Ho eliminato latte e cibi contenenti lattosio e sostituito il frumento con altri prodotti tipo camut, soia o mais.
Tutto senza risultati, anzi direi che va sempre peggio, non so davvero più cosa fare.
Ha qualche consiglio da darmi ?
Grazie
Anna
Gentile Signora Anna,
dati i sintomi che descrive, è probabile si tratti di una forma di intestino irritabile.
Se così fosse, anche l’eliminazione del lattosio e del glutine potrebbe non essere sufficiente, perché potrebbe essere utile modificare l’alimentazione in generale.
Provi, per un periodo di 2-3 settimane, a non consumare gli alimenti che contengono i tipi di fibra meno digeribili o che, in ogni caso, sono irritanti per la mucosa dell’intestino, come:
- Tutti i tipi di verdura con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi (meglio lessati), lattuga, carciofi, asparagi.
- Legumi.
- I frutti fibrosi o con semini: kiwi, ananas, frutti di bosco, uva, cachi, fichi. Inoltre, è consigliabile eliminare la buccia.
- Salumi piccanti (salame ungherese, calabrese)
- Formaggi molto stagionati
- Pane fresco
- Bevande gassate
- Alcolici
- Caffè e tè
- Cioccolato
Inoltre, beva almeno 1,5 litri di acqua naturale, o tutt’al più leggermente frizzante, ogni giorno a stomaco vuoto.
Dovrebbe rilevare un miglioramento, anche minimo.
Mi scriva per aggiornarmi.
Grazie per avermi scritto!
Dott.ssa Diana Scatozza
4 Novembre 2008
Le sto scrivendo perché da quando è nata mia figlia (oramai sono 30 mesi) ho iniziato a soffrire di pancia gonfia.
Inizialmente questo disturbo si presentava ogni tanto e mi bastava prendere medicinali tipo *** per attenuarlo.
Con l'andare del tempo però i medicinali (tutti con l'effetto di togliere l'aria dall'intestino - cambiava il nome ma in sostanza il medicinale era il solito) non mi hanno fatto più nessun effetto.
Così sono tornata per l'ennesima volta dal mio medico di famiglia facendogli notare che avevo una pancia così gonfia da sembrare incinta.
Così dopo ***, carbone vegetale, tisane al finocchio, etc. mi ha prescritto il *** ma anche questo non ha risolto minimamente il mio problema.
Il risultato è stato che ho trascorso le vacanze estive con una bella pancia gonfia che non ero mai vista (e che tutt'ora non riesco ad accettare).
Finalmente il medico si è deciso a prescrivermi una visita da un gastroenterologo.
Purtroppo l'impressione che ho avuto è che essendo giovane (ho 25 anni) i dottori non mi prendano molto in considerazione.
Fatto sta che quest'ultimo mi ha prescritto le analisi del sangue con tanto di 8 tipi di allergeni per gli alimenti (ai quali non sono risultata affatto allergica) e le analisi per la celiachia quindi antitransglutaminasi (0) e antigliadina dove iga appare a 0 mentre IgG sta a 13 . io leggendo le analisi mi sono un po'insospettita solo per il fatto che questo IgG c'era scritto accanto che il valore era negativo se < 7 era dubbio se fra 7 e 10 e > 10 positivo. L'ho fatto presente il dottore ma mi ha detto di stare tranquilla che non è niente di importante.
Adesso per l'ennesima volta ho fatto un ciclo di 30 gg.di fermenti lattici *** e *** ma non ho ottenuto nessun effetto.
In questo momento sto prendendo *** tre compresse al giorno prima dei pasti ma niente ancora. A dicembre ho preso appuntamento per due tipi di breath test (che mi sono stati prescritti dal gastroenterologo) quello al lattosio e quello al lattulosio per contaminazione batterica.
Credo più nel secondo in quanto deve sapere che il lattosio l'ho quasi eliminato del tutto dalla mia alimentazione (panna da cucina, panna fresca e latte bevuto come nel cappuccino sempre dalla nascita di mia figlia mi fanno correre al bagno soprattutto la panna con gonfiore smisurato della pancia ed indurimento di questa con conseguente diarrea).
Dopo tutto ciò che le ho raccontato ho cercato su internet il colon irritabile (perché questo è ciò che credano io abbia) ma purtroppo ho anche trovato che non c'è una cura vera e propria.
Tramite testimonianze ho sentito dire che effettuando il test per le intolleranze alimentari e quindi eliminando gli alimenti ad i quali siamo intolleranti si possa alleviare questo disturbo.
A questo proposito ho trovato tre tipi di test (food intollerance test, cytotest e vega test - il quale ho fatto perché consigliato da amiche ma nel quale non ho ceduto fin dal primo momento non avendo una base scientifica.
Lei che cosa mi consiglia?? Fra il fit test ed il citotest ho trovato scritto che è molto più efficace il primo che io avrei intenzione di fare.
I medici però sono contrari a questi test e pensano che sia solo una perdita di soldi e di denaro.
Aspetto una sua risposta.
Gentile Signora,
anche se non ho il quadro completo della situazione, penso che l’ipotesi diagnostica di colon irritabile, che le è stata proposta, sia corretta. Altrettanto, ho scarsa fiducia anch’io nei test per le intolleranze alimentari perché, purtroppo, tendono a dare risultati abbastanza ripetitivi in pazienti molto diversi tra loro.
Non sono, quindi, in grado di suggerirle quale sia il test più attendibile, proprio perché l’attendibilità non è dimostrata scientificamente.
Tuttavia, mi sembra, da quello che scrive, che il latte e i derivati siano l’unico cibo che ha provato a eliminare dall’alimentazione, senza, tuttavia, riuscire a rilevare un miglioramento.
A questo punto, suggerisco anche a lei ciò che propongo sempre nei casi di sospetto di intestino irritabile: provare a eliminare i cibi a elevato contenuto in fibra, in vitamina C, con semini, o irritanti per la mucosa intestinale.
Quindi: carciofi, sedano, carote crude, melanzane, peperoni, finocchi crudi, lattuga, carciofi, asparagi, legumi, kiwi, ananas, frutti di bosco, uva, cachi, fichi, cibi piccanti, alcuni aromi e spezie (pepe, peperoncino), pane fresco, bevande gassate, alcolici, caffè, tè, cioccolato.
Per un periodo, quindi, la sua alimentazione dovrebbe basarsi su carne bianca ai ferri o arrosto, uova, pesce lessato o al cartoccio, bresaola, carote e zucchine lessate, prodotti da forno secchi, come grissini o cracker, o patate in sostituzione del pane fresco, acqua naturale, almeno 2 litri ogni giorno, eventualmente caffè d’orzo.
Se l’ipotesi è corretta, in 3-4 settimane dovrebbe notare un cambiamento… speriamo in meglio!
Se avrà voglia di aggiornarmi, mi farà piacere.
Dott.ssa Diana Scatozza
11 Settembre 2008
Gentilissima Dottoressa Scatozza,
sono Giulia e ho 30 anni.
Soffro da molti anni di gonfiore addominale e dolori, ma solo la sera dopo cena.
Frequento una palestra due volte a settimana.
Bevo molta acqua (circa 2 litri e mezzo al giorno), mangio solo un piccolo bocconcino di pane al giorno e consumo poca verdura (normalmente solo a cena: insalata oppure verdure di stagione lessate). Non mangio frutta. Consumo uno yogurt a pranzo tutti i giorni. Sono golosa di cioccolato.
Da quando prendo Benefibra il dolore è scomparso (mentre rimane il gonfiore la sera). Però quando interrompo il trattamento ricomincia.
Ho fatto un ciclo di un mese, poi ho interrotto per due settimane (nelle quali ho avuto male, anche se per fortuna non tutti i giorni), ho rifatto un ciclo di un mese e mezzo e ora che ho di nuovo sospeso sono ricominciati i dolori.
Io ho voglia di ricominciare a prendere Benefibra, ma ho paura che mi faccia male assumerlo per troppo tempo.
Lei cosa mi consiglia a riguardo? La ringrazio per l'attenzione.
Cordiali saluti
Giulia
Gentile Signora Giulia,
continui ad assumere Benefibra con tranquillità anche per periodi prolungati, perché la fibra contenuta, il PHGG, non crea problemi di tollerabilità e, anzi, assumendola per lunghi periodi, evita di ritornare allo stato di irritazione intestinale, che richiede più tempo per rientrare in uno stato di normalità.
La sua alimentazione è già molto controllata… con l’eccezione del cioccolato! Inutile che le dica che il cioccolato è controindicato nei casi di intestino irritabile… cerchi solo di moderarne il consumo!
Grazie per avermi scritto.
Dott.ssa Diana Scatozza
18 Luglio 2008
Buonasera, mi chiamo Luca e ho 38 anni.
La mia alimentazione tipo è:
- colazione:latte di soia o the verde con fette malto d'orzo, muesli e 1 kiwi
- spuntino :1 yogurt con semi di lino
- pranzo:pasta +carne o pesce+insalata+1 mela
- spuntino:1 frutto
- cena: pane +insalata+mozzarella o *** e 1 frutto
il mio problema è che dopo pranzo la mia digestione è lenta (gonfiore a livello dello stomaco) e la mattina ho aria nell'intestino.
Il mio medico curante dice che soffro di colon irritabile perché la parte finale del mio colon si restringe e al tatto sembra una corda.
Lui dice che è dovuto al mio sistema nervoso e dovrei evitare fagioli, piselli, cioccolato e latte.
Con Benefibra liquida assunto la sera prima di coricarmi c'è un leggero miglioramento.
Svolgo attività fisica 3 volte alla settimana: 2 sedute di pesistica e 1 corsa a piedi di 30 minuti.
L'intestino funziona abbastanza regolarmente (a giorni alterni) tranne nei giorni in cui assumo Benefibra e nei quali il transito intestinale rallenta (2 volte alla settimana).
Secondo lei come potrei migliorare la mia situazione?
In attesa di una sua risposta le porgo i miei distinti saluti
Signor Luca, buongiorno!
Devo dire che la sua alimentazione è già molto controllata e ben ripartita.
Si può, tuttavia, fare ancora qualche piccola rifinitura, del tipo: sostituire il pane fresco con prodotti da forno secchi (grissini, cracker) oppure con una patata lessata, sostituire il kiwi del mattino, il cui contenuto in vitamina C e in semini può peggiorare lo stato di irritazione della mucosa intestinale, con un frutto come la pera o la mela, sostituire per un periodo l’insalata con carote e zucchine lessate. Sicuramente anche il cioccolato e i legumi vanno evitati.
Inoltre, dal suo messaggio capisco che assume Benefibra saltuariamente: così facendo, è possibile che la frequenza dell’alvo si riduca perché l’intestino non riesce ad abituarsi alla presenza del PHGG. Provi, invece, ad assumerlo regolarmente.
Inoltre, cosa che probabilmente fa già, le suggerisco di bere almeno 1,5 litri di acqua naturale ogni giorno, soprattutto a stomaco vuoto.
Grazie per avermi scritto.
Dott.ssa Diana Scatozza
11 Luglio 2008
Salve,
mi chiamo Silvia, ho 23 anni e fin da bambina ho sofferto di stipsi che ora ho quasi risolto, dico quasi perché sebbene io mangi alimenti ricchi in fibra continuamente, beva molta acqua e tisane e mangi regolarmente frutta e verdura (sennò non ci vado proprio in bagno) ho gonfiori addominali, dolori e aerofagia accompagnata da feci piuttosto secche e con presenza di muco che dalle analisi non risulta nulla di patologico.
Consumo frutta lontano dai pasti (come spuntino) e bevo lontano dai pasti… Ho fatto un esame di intolleranze alimentari in quanto da bambina ero allergica al latte vaccino e anche quello materno e di capra ed ora ho un'intolleranza al latte vaccino, al pomodoro, al frumento e al cacao che sto curando.
Mi chiedevo se Benefibra non contenesse nulla contenete lattosio o frumento e se faccia quindi al caso mio e quali altri accorgimenti posso avere…
Grazie
Gentile Signora Silvia,
dal quadro che mi descrive mi sembra che stia facendo già molto di quanto è consigliabile fare nei casi di stipsi.
Rimane solo da sapere se cammina o meno, perché il camminare è di grande utilità per la funzionalità intestinale.
Per il tipo di sintomi che descrive, l’uso di Benefibra potrebbe essere di aiuto, perché la fibra contenuta normalizza l’idratazione fecale e, agendo nella parte del colon la cui contrazione è alla base del dolore, distende le pareti dell’intestino e attenua, di conseguenza, il dolore.
Inoltre, il prodotto contiene solamente il PHGG, per cui lo può assumere con tranquillità.
Spero di esserle stata di aiuto.
Cordialmente.
Dott.ssa Diana Scatozza
3 Giugno 2008
Buongiorno D.ssa Scatozza,
mi chiamo Alessandra e ho 30 anni, ho letto con attenzione tra le sue risposte i consigli alimentari relativamente ai problemi di gonfiore addominale, gli alimenti da preferire e quelli da evitare.
Oltre a ciò gradirei chiederle se, secondo lei, la mia colazione e i miei spuntini possono andare bene o influiscono sul gonfiore che nelle ultime settimane sta peggiorando: a colazione prendo caffè con latte, e in alternativa, o cereali alla crusca o due fette biscottate, e un frutto.
A metà mattina mangio uno yoghurt al naturale e a metà pomeriggio della frutta, poiché evito di mangiarla a fine pasto la sera.
Ho inoltre notato che il gonfiore (ed i relativi fastidi, dolore, tensione e gas) aumentano in prossimità del ciclo mestruale.
In attesa di una sua gradita risposta le mando i miei più cordiali saluti
Alessandra
Gentile Signora Alessandra,
la sua colazione va bene, con l’eccezione dei cereali integrali che andrebbero sostituiti con cereali non integrali. La fibra integrale, infatti, può peggiorare lo stato di irritazione intestinale. Anche il frutto deve rientrare tra quelli senza semini e a basso contenuto in fibra.
Per quanto riguarda la sintomatologia, è normale che essa peggiori in prossimità del ciclo, perché gli ormoni che lo caratterizzano tendono a rallentare la motilità dell’intestino, favorendo, così, la continua fermentazione delle feci.
Grazie per avermi scritto!
Dott.ssa Diana Scatozza
27 Maggio 2008
Gentilissima Dott.ssa Scatozza
buon giorno, è quasi un sollievo leggere tutte queste testimonianze di vita su problemi intestinali, ma purtroppo non serve a stare bene, io ho 33 anni sono alta 1,72 il mio peso non è sempre fisso, ma comunque mi ostino a voler restare magra (ora sono 52 chili), ma la verità è che anche volendo non riesco a mangiare molto e cibi diciamo "grassi", in quanto la mia vita è una continua lotta contro crampi addominali, pancia gonfia, attacchi di dissenteria e meteorismo.
Ne consegue una pessima vita sociale, un pessimo umore, un pessimo rapporto con il cibo. Sono convinta di soffrire di colite spastica, degli esami hanno spergiurato il peggio, ma il mio sogno e speranza più grossa è trovarne rimedio.
Mangio regolare, devo mangiare ogni 2/3 ore... non mangio primi piatti e pane, solo gallette di mais o cracker, verdura la evito come la peste, ma andandone matta mi concedo dell'insalatina, qualche pomodoro o passati di verdure (crede siano dannosi?), mangio carne prevalentemente bianca, pesce, uova, come latticini mi concedo solo ricotta, grana e rare volte la mozzarella; adoro il latte e sto provando con quello senza lattosio ma non riesco ancora capire bene se sia positivo o meno, mangio yogurt e vado matta per il gelato, sapendo benissimo che mi fa male, prendo quello di soia o di riso… faccio bene?
La frutta non vorrei farla mai mancare, ma anche lì è come se facessi azioni di autolesionismo…
Aspetto ansiosamente una risposta o due parole di conforto da lei.
Cordialmente
Silvia
Cara Signora Silvia,
spero davvero di esserle di conforto!
L’alimentazione che descrive è corretta, anche come frazionamento giornaliero.
È vero, come leggerà nelle altre risposte, che la verdura e la frutta possono peggiorare il quadro. L’ideale sarebbe, nel suo caso, consumare solo carote e zucchine lessate, patate lessate al posto delle gallette e dei cracker. I pomodori, ricchi di vitamina C con la buccia, possono essere irritanti per la mucosa intestinale.
I passati di verdura vanno bene, come pure i frullati di frutta purché con frutti privi di semini.
Non mi ha dato due informazioni fondamentali: la quantità di olio che consuma, che deve essere almeno di 3-4 cucchiai da minestra ogni giorno, e di acqua, che deve essere almeno di 2 litri ogni giorno.
Il resto che ha descritto va bene.
Non so se ha già provato, ma l’uso regolare di Benefibra funziona molto bene nel regolare la componente dei crampi intestinali, perché la fibra contenuta agisce nel colon che è la sede di origine dei crampi e, quindi, del dolore.
Non so se le sono stata di aiuto.
Mi scriva per aggiornarmi.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
3 Aprile 2008
Buon giorno,
io vorrei descrivere i sintomi per capire di preciso cosa ho se colite o intestino irritabile. Ultimamente faccio fatica a digerire, sento spesso la pancia gonfia, ho problemi di stitichezza e da una settimana ho sensazione di soffocare, mi sento la lingua che pizzica.
È più di una settimana che mangio pasta in bianco e sto prendendo delle pastiglie omeopatiche (*** )per il reflusso ma con pochi risultati.
Attendo riscontro
Grazie mille
Laura
Gentile Signora Laura,
è difficile dire con certezza cosa potrebbe essere, perché i sintomi che descrive sono comuni a entrambe le situazioni. Quello che potrebbe aiutare a differenziare le due situazioni, spesso sovrapponibili, è la ricorrenza: l’intestino “irritabile”, infatti, si ripresenta con una determinata frequenza, mentre lo stato di infiammazione dell’intestino può essere un evento isolato.
In ogni caso, ai fini pratici, non c’è molta differenza, poiché le misure da adottare, comportamentali e farmacologiche, sono molto simili.
Quindi: alimentazione povera di fibre insolubili con consumo di fibre solubili (zucchine e carote lessate, mele e pere senza buccia), di acqua, di prodotti da forno secchi (grissini, cracker, fette biscottate).
Da evitare caffè, tè e alcolici in generale, fritti, condimenti elaborati.
Per la stitichezza, può provare a usare Benefibra, perché, anche grazie all’acqua assunta durante la giornata, la fibra contenuta (PHGG) cede alle feci poco idratate l’acqua che ha assorbito nella prima parte del tratto intestinale. In questo modo, aiutando a normalizzare la consistenza e il volume delle feci, favorisce l’intestino nella sua attività peristaltica.
Inoltre, il PHGG svolge un effetto prebiotico, favorendo la crescita dei batteri intestinali utili per la salute dell’intestino.
Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, dato il non successo del rimedio omeopatico, mi rivolgerei a un trattamento farmacologico specifico.
Spero di esserle stata di aiuto.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
2 Aprile 2008
Salve Dottoressa!
Le ho scritto un paio di mesi fa per avere dei consigli per la stitichezza!
Come le avevo scritto sono affetta da endometriosi da tre anni e con essa sono iniziati i miei disturbi intestinali.
Le faccio un brevissimo resoconto.
Ho subito una torsione dell’ovaio destro con cisti endometriosica tre anni fa, che mi ha causato una bruttissima colite e tanti problemi intestinali e dopo 9 mesi sono stata operata in laparotomia per asportare la cisti.
Ho seguito una dieta priva di lieviti e ultra rigida fino a una settimana fa. Due settimane fa ho fatto la colonscopia in anestesia generale, dopo una lunghissima riflessione, per vedere la causa del comportamento del il mio intestino.
È emerso che ho un colon più lungo di circa 30 cm ed è “intorcigliato come una salsiccia” ( mi perdoni se uso un’espressione così banale, ma è per capire bene!!) nell’ascendente e nel discendente; aggravato dalla torsione dell’ovaio che mi causò un brutto addome acuto e fortissima colite!! Inoltre il colon tende a trattenere acqua!
A parte questa conformazione genetica, il mio intestino è sano, è rosa, è pulito e privo di incrostazioni e anomalie (compresa l’endometriosi)!!
Il gastroenterologo mi ha sconsigliato Benefibra (la scorsa estate ho provato la versione in polvere per due mesi senza alcun risultato!), ha detto di continuare a seguire il mio attento e super sano regime alimentare, riducendo l’apporto di fibre e preferire frutta e verdura passate (anche se io ero già attenta al consumo di frutta e verdura a catena lunga o troppo fibrosa!!) e di riprovare ad integrare cibi lievitati (ad esempio il pane a lievitazione naturale e abbrustolito!)
Il problema che Le voglio presentare è il perenne gonfiore addominale e tensione che ho ogni giorno e stitichezza! Il gastroenterologo mi ha detto che la conformazione del mio intestino rallenta il passaggio delle feci causando così stipsi o, in caso contrario provoca diarrea.
Non so più cosa fare. Non so più cosa mangiare. Sono attentissima a non mangiare cibi conservati, cotti anticipatamente, prediligo alimenti privi di coloranti, conservanti, additivi, addensanti e simili, non mangio chewingum e caramelle, mangio ad orari regolari, evito i fuori pasto, ad eccezione di qualche attacco improvviso di fame, ma comunque mi limito al consumo di gallette di riso o mais o il pane fatto da me, mastico lentamente e bevo circa due litri, anche due litri e mezzo al giorno e non mangio mai frutta dopo i pasti.
Cosa devo fare? Dopo anni di intolleranza al lattosio, questa è scomparsa (probabilmente perché ho seguito una dieta priva di latticini per un anno!?); nonostante questo però gli unici formaggi che posso mangiare senza avere disturbi sono il parmigiano reggiano prima stagionatura, il primosale, il quartirolo, lo stracchino e lo yogurt.
Come mai? Soffro di gastrite e di reflusso quando il mio intestino è pieno!
Sono davvero stanca e questa cosa mi sta rendendo difficile la vita quotidiana!
Mi sazio con facilità e spesso capita di mangiare per necessità vitale e non per piacere di mangiare e mi sforzo comunque di terminare i pasti (anche perché sono magra di costituzione 44 kg e 1.63 di altezza. Ora A causa del gonfiore peso 47 kg e questa cosa mi pesa, perché non sono chili “ sani” e mi sento a disagio!)
Il gastroenterologo mi ha sconsigliato di assumere lassativi (anche perché non ne ho mai fatto uso; sono contraria e comunque non risolvono il problema!) e mi ha detto di prendere le *** in compresse per il gonfiore, ma hanno poca efficacia e continuare con gli antispastici quando il dolore si acutizza (difficilmente assumo farmaci, anche perché ho dolori continui e diventano inefficaci!)
Consumo tre cucchiai di olio extra vergine tutti i giorni, latte di riso a colazione, semi di lino e un cucchiaino di olio di lino al giorno! Unici metodi naturali e lenitivi per la mucosa gastrica e intestinale!
Mi dica Lei! Mi dia qualche saggio consiglio che non conosco!!!
La ringrazio anticipatamente e un caro saluto.
Complimenti per la Sua professionalità e competenza!
Buongiorno a lei!
Grazie per il complimento, anche se, temo, questa volta sarà delusa!
La conformazione anatomica del suo intestino è responsabile del quadro di sintomi che descrive, e, purtoppo, l’anatomia non si cambia!
Inoltre, lo stile alimentare che ha adottato è molto controllato e adeguato al quadro anatomico descritto.
Concordo con il suggerimento che le ha fornito il suo gastroenterologo: ridurre il consumo di verdura e di frutta e preferire i passati e i frullati. In questo modo, la fibra viene sminuzzata e, facilitando il processo digestivo intestinale, non sovraccarica il lavoro digestivo dei batteri intestinali.
Aggiungo di consumare con molta moderazione, anche se frullati, i frutti con semini, come kiwi, fragole, frutti di bosco, perchè i semini non vengono modificati dal frullatore.
Concordo anche sui prodotti lievitati, purché abbrustoliti o già secchi, come fette biscottate, grissini o cracker.
Temo che più che seguire quello che le ha già consigliato il gastroenterologo, cioè assumere gli antispastici al bisogno, il prodotto che già prende, i fermenti lattici e di evitare i lassativi, non possa fare.
Per quanto riguarda il reflusso e la gastrite che insorgono quando l’intestino è pieno, e si può considerare normale, le suggerisco, se già non lo fa, di frazionare l’alimentazione in 5 piccoli pasti giornalieri, per evitare di sovraccaricare lo stomaco, di impegnarlo eccessivamente nel processo digestivo e di favorire il reflusso.
Inoltre, esistono farmaci molto efficaci nei confronti dei sintomi del reflusso, come gli inibitori di pompa protonica.
C’è una considerazione da tenere presente: il fatto che, nonostante la conformazione anatomica, la colonscopia abbia evidenziato uno stato di salute dell’intestino, è un aspetto sicuramente positivo. Questo non elimina, naturalmente, il disagio dei sintomi, ma può essere fonte di tranquillità, perchè indica che la fisiologia viene, almeno in parte, incontro all’anatomia.
Cos’altro suggerirle? Temo nulla, se non augurarle in bocca al lupo!
Mi tenga aggiornata.
Grazie ancora per la fiducia!
Dott.ssa Diana Scatozza
29 Febbraio 2008
Buongiorno dottore/ssa....
io sono una ragazza di 23 anni, alta 162 cm per 48 kg di peso, quindi direi magra, e dalla nascita ha sempre avuto grossi problemi di intestino... la mia frequenza è sempre stata quella di una volta alla settimana toccando anche picchi di 15 giorni... nonostante ciò però non ho mai avuto problemi di gonfiore addominale o di altro tipo...
Da due anni a questa parte ho deciso di rivoluzionare la mia alimentazione per migliorare questo aspetto e.... non l'avessi mai fatto!! da quando appunto ho iniziato a mangiare soprattutto cibi ricchi di fibre, verdura e frutta, bere 2 litri di acqua al giorno, e aiutarmi inoltre con prodotti appositi, il problema stitichezza non si è assolutamente risolto ma in compenso ora soffro di gonfiore o colite che dir si voglia... sono arrivata al punto che qualsiasi cosa mangio la mia pancia lievita a dismisura.... almeno prima anche se non mi liberavo regolarmente di intestino non avevo questo problema fastidiosissimo che mi fa sembrare incinta di quattro mesi.... può darmi qualsiasi tipo di consiglio???
Io sono disperata perchè anche a livello mentale è una tortura avere un fisico da taglia 40 e faticare a indossare i pantaloni e dover acquistare maglie stile premaman....!!!
La ringrazio anticipatamente e la saluto...
Buongiorno a lei!
Il problema che descrive è nato, probabilmente, proprio con la “rivoluzione” completa del suo stile alimentare: un intestino stitico, infatti, è anche un intestino sofferente, con particolare riferimento alla presenza dei batteri saprofiti, cioè di quei batteri le cui vitalità e attività sono determinanti per lo stato di salute del nostro intestino. Questi batteri si nutrono, fermentandola, della fibra che il nostro intestino non è geneticamente predisposto a digerire.
Se, tuttavia, i batteri ricevono “di colpo” una quantità di fibra molto più elevata di quella che ricevono abitualmente e, per di più, sono in uno stato di sofferenza, il processo di fermentazione avviene in modo del tutto anomalo, con la produzione di una quantità eccessiva di gas.
È un po’ come quando, dopo una dieta nella quale si mangia poco, si decide di fare un pasto abbondante: si sta male, perché lo stomaco si è abituato a ricevere piccole quantità di cibo e non è in grado di far fronte, né volumetricamente né funzionalmente, all’elevata quantità arrivata “di colpo”.
Inoltre, proprio per lo stato di sofferenza batterica, non tutte le fibre sono adeguate nei casi di stitichezza, per cui gli alimenti che contengono i tipi di fibra più complessi sono controindicati, perché sollecitano in modo eccessivo il processo di digestione batterica.
Quindi, cosa fare?
Prima di tutto, cercare di evitare di consumare gli alimenti che contengono i tipi di fibra meno digeribili o che, in ogni caso, sono irritanti per la mucosa dell’intestino.
Tra questi:
- Tutti i tipi di verdura con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi (meglio lessati), lattuga, carciofi, asparagi.
- Legumi.
- I frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas, frutti di bosco, uva, cachi, fichi. Inoltre, è consigliabile eliminare la buccia.
- Salumi piccanti (salame ungherese, calabrese)
- Formaggi molto stagionati
- Pane fresco
- Bevande gassate
- Alcolici
- Caffè e tè
- Cioccolato
Inoltre, potrebbe provare a utilizzare Benefibra, perché il tipo di fibra che contiene, a catena molto corta, è proprio indicata per regolarizzare il transito intestinale e attenuare il gonfiore addominale nei casi di irritabilità intestinale, oltre a favorire lo sviluppo di una flora batterica più sana (effetto probiotico).
Spero di esserle stata utile.
Dott.ssa Diana Scatozza
29 Febbraio 2008
Vorrei sapere se c'e una dieta per il gonfiore addominale
Grazie
Buongiorno!
Certo che esiste un’alimentazione indicata nei casi di gonfiore addominale, che si basa sull’eliminare, o consumare con moderazione, gli alimenti che possono, per motivi diversi, favorire lo stato di irritabilità intestinale o creare un’eccessiva fermentazione batterica.
Più che una dieta, infatti, si tratta di individuare quali sono gli alimenti il cui consumo è seguito, a breve distanza di tempo, da un peggioramento del sintomo del gonfiore addominale.
Fra tutti gli alimenti, quelli potenzialmente più interessati sono:
- Le verdure con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi (meglio lessati), lattuga, carciofi, asparagi.
- Legumi.
- I frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas, frutti di bosco, uva, cachi. Inoltre, è consigliabile eliminare la buccia.
- Pane fresco
- Bevande gassate
- Alcolici
- Caffè e tè
- Cioccolato
Il suggerimento è di pensare, o provare direttamente, a come varia il sintomo gonfiore dopo aver consumato questi alimenti, cercando di individuare quelli più correlati.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Diana Scatozza
4 Febbraio 2008
Buongiorno avrei un problema e cioè: vorrei sapere se c'e' una dieta adatta per la pancia gonfia.
Comunico che sono anche in sovrappeso per i miei 44 anni.
Grazie
Buongiorno!
Più che una dieta vera e proprio, le posso fornire alcuni suggerimenti utili nel caso del gonfiore addominale che, probabilmente, è la causa della sua pancia gonfia.
Le suggerisco di eliminare tutti gli alimenti che possono peggiorare lo stato di irritazione intestinale, intervenendo sulla fermentazione. In particolare, vanno eliminati, o consumati con molta moderazione, le verdure con elevato contenuto in fibra (carciofi, sedano, carote crude, melanzane, peperoni, finocchi crudi, lattuga), i legumi, i frutti fibrosi o con semini (kiwi, ciliegie, ananas, fragole, frutti di bosco, pere, uva, fichi, prugne secche), il pane e gli altri prodotti da forno freschi, caffè e tè.
Sono, invece, consigliati le carote e le zucchine al vapore, le patate (lessate, arrosto, al cartoccio), i prodotti da forno secchi (pane azzimo, grissini, cracker, biscotti), i formaggi freschi, la carne bianca e il pesce.
Consumi, inoltre, 3 cucchiai di olio extravergine tutti i giorni, perché svolge un’azione “lubrificante” sulle pareti dell’intestino. Non ecceda, però, nel consumo, a causa del problema del sovrappeso.
Utile anche l’integrazione con i fermenti lattici e il consumo di yogurt probiotico che contiene il Lactobacillus e il Bifidobacterium, batteri utili per la salute dell’intestino.
Potrebbe essere d’aiuto anche l’utilizzo di Benefibra, perché la fibra contenuta, il PHGG, è un prebiotico, stimolando la crescita di questi batteri.
Per quanto riguarda il peso, provi ad adottare il principio del piatto unico: o il primo o il secondo piatto, in porzioni limitate, sempre abbinati a un contorno, associando i sostituti del pane solo al secondo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
7 Gennaio 2008
Buongiorno,
ho attraversato periodi di grande stress lavorativo che mi hanno procurato bruciori di stomaco e nodi alla gola. Ho progressivamente cercato di mangiare meno pensando di far bene a lasciar riposare il mio apparato digerente ma ho finito essenzialmente col perdere peso avendo continuato la mia mole lavorativa.
Da sempre scarico ogni mio stress ed ansia emotiva nell'apparato digerente e solitamente nell'intestino con 1/2 max scariche di diarrea al giorno verso metà pomeriggio.
Sto ora pure attraversando un periodo do crisi dei trent'anni che mi crea un'ansia generalizzata.
So che devo risolvere questa situazione per evitare questo colon irritato ma avrei alcune domande:
1) la mia più grande ossessione e recuperare peso visto che non mi accetto ora così magro: si può recuperare peso nonostante diarrea quasi giornaliera?
2) si recupera peso con un'alimentazione leggera e priva di grassi come è raccomandata in caso di colon irritabile?
3) sto prendendo fermanti lattici giornalieri: ***. È utile ogni tanto cambiare prodotto o posso continuare con questo per mesi? È importante la quantità di fermenti in ogni dose e il tipo di fermanti (il prodotto *** ne ha differenti)?
4) in caso di gonfiore addominale, diarrea nervosa ecc… devo continuare la mia solita mole di cibo o diversificarla o ridurla finché il sintomo non mi passa?
Vivo a Dublino dove ho incontrato 2 dietologhe che mi hanno detto che è fondamentale in questi casi evitare di mangiare molto (1/2 piatto di verdure, 1/4 di carboidrati e 1/4 di proteine max al giorno) per 6/8/ settimane.
Devo seguire questo regime ferreo in termini di quantità o e solo un discorso di gestione dell'ansia che ho?
Grazie per la vostra disponibilità
Buongiorno!
Iniziamo con un problema per volta: è possibile acquistare peso anche con un’alimentazione a contenuto lipidico limitato, purché le quantità di carboidrati e di proteine che vengono assunte siano abbondanti.
È più difficile, invece, acquistare peso in caso di diarrea persistente, perché ciò che mangia rimane nell’intestino per un tempo minore e, di conseguenza, si riduce anche il tempo di assorbimento dei nutrienti.
Non è necessario cambiare il tipo di fermenti, perché non creano assuefazione.
Più che altro, sempre a causa della diarrea, anche la quantità di fermenti che rimane nell’intestino è limitata, venendo persa con le feci.
Per quanto riguarda l’alimentazione, in realtà non è necessario ridurre le dosi di ciò che si mangia, quanto evitare di assumere dosi abbondanti in una sola volta, frazionandole, invece, nell’arco della giornata, anche in 5-7 piccoli pasti.
È indispensabile, inoltre, limitare il consumo di alcuni alimenti che, per le loro caratteristiche chimico-fisiche, possono peggiorare lo stato di “irritazione” intestinale.
Tra questi:
- Tutti i tipi di verdura con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi (meglio lessati), lattuga. Lo stesso vale per i legumi.
- I frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas. Inoltre, è consigliabile eliminare la buccia.
- Salumi piccanti (salame ungherese, calabrese)
- Formaggi molto stagionati
- Pane fresco
- Bevande gassate
- Alcolici
- Caffè e tè
- Cioccolato
L’aspetto più importante, a quanto posso capire, è quello di cercare di ridurre le scariche giornaliere. A questo proposito, potrebbe essere utile provare ad assumere Benefibra, perché la fibra contenuta, il PHGG, ha la proprietà di assorbire o di cedere acqua alle feci in base alla quantità di liquidi presenti nell’intestino.
Nel suo caso, il PHGG può assorbire l’eccesso di acqua, aumentando la consistenza delle feci e contribuendo, in questo modo, a ridurre la frequenza dell’alvo.
Nella speranza di esserle stata di aiuto, la saluto.
Dott.ssa Diana Scatozza
29 Dicembre 2007
Salve Sono Gianpiero da Roma,
ho 30 anni sono alto 1,77 e peso 55 kili.
Ho problemi di peso nel senso che non riesco ad ingrossare, provo di tutto ma nulla… del resto ho un intestino pigro e sono un portatore sano di anemia mediterranea ereditato da mio padre…
Il medico mi ha proibito di non fare molto uso di cibi contenente ferro… come posso fare e se ha questo problema c’è rimedio?
Gentile Signor Gianpiero,
per quanto riguarda il peso, le suggerisco di effettuare 5 pasti al giorno, di cui due completi, il pranzo e la cena, una colazione abbondante con pane, marmellata e frutta, e due spuntini a metà della mattina e del pomeriggio, con formaggio e pane.
Quanto al problema del ferro, i cibi che lo contengono sono soprattutto le carni di cavallo e di manzo che, in effetti, possono peggiorare il problema della stitichezza.
Tuttavia, dato che i suoi problemi primari sono il peso e l’anemia, assumerei la carne almeno 3-4 volte la settimana, spruzzandovi sopra il limone a freddo per aumentare l’assorbimento del ferro, e cercherei di affrontare il problema della stitichezza con abbondanti quantità di verdura, cruda e cotta.
Qualora anche così facendo il problema persistesse, può provare ad assumere Benefibra che, contenendo una fibra già parzialmente metabolizzata, aiuta a formare e ad ammorbidire le feci.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
10 Gennaio 2008
Gent.ma Dott.ssa,
da molto tempo soffro di gonfiore all'addome e pancia in continuo movimento, questo gonfiore mi pigia sulla vescica provocandomi stimolazioni, specialmente dopo mangiato e, camminando avverto dolori.
Ho preso fermenti lattici di più tipi, ho eliminato da più di un anno latte e tutti i latticini, prodotti lievitati, i legumi, cavoli, verze, broccoli, carciofi, spinaci, lattuga.
Mangio valeriana, insalatina, carote crude, finocchi crudi, zucchine lesse, sedano crudo, uova.
Non riuscendo a risolvere questo problema ho fatto recentemente una colonscopia (buona) e una gastroscopia che ha dato questi risultati: ernia iatale, una brutta ulcera cicatrizzata e l'Helicobacter che ho curato con antibiotici, ma che devo ancora fare il controllo se la cura è stata efficace; inoltre ho sempre le labbra e la punta della lingua che mi bruciano sempre.
Ho fatto una dieta datami da un nutrizionista per più di un anno con la quale avevo risolto la stipsi, ma ora avendo eliminato molte verdure e il modo di cucinarle, mi è ritornata, però ho mantenuto la suddivisione dei pasti con la quale mi trovo bene e cioè:
- colazione: thè verde senza zucchero con 2 fettine di pane bianco arrostite con un po' di marmellata (prima mangiavo un Kiwi a digiuno);
- pranzo: carne o pesce cucinate in modo semplice con verdure crude e 2 fettine di pane arrostite con un po' di olio e un frutto (ho eliminato gli agrumi);
- cena: pasta o riso con pesce, verdure o pomodoro, verdure cotte con peperoncino (molto uso del peperoncino) e un frutto.
La frutta che mangio è: pere, banane, mele, ananas e tutta la frutta con i semini che, secondo il nutrizionista, aiutano l'intestino.
Adesso sto provando Benefibra e prendo 3 capsule il giorno ai pasti, va bene?
L'ho scoperta per caso.
La ringrazio anticipatamente per una sua gentile risposta
Anna
Gentile Signora Anna,
la sua alimentazione è molto ben impostata. Tuttavia, alcuni alimenti che mi ha citato, pur essendo indicati nei casi di stitichezza, non lo sono nei casi di gonfiore addominale che, in genere, è indicativo di uno stato infiammatorio-irritativo della mucosa intestinale.
Mi riferisco alle carote e ai finocchi crudi, che sarebbe meglio consumare al vapore o lessati, e ai frutti come l'ananas e quelli con i semini che creano uno stato di irritazione meccanica della mucosa, che può peggiorare lo stato di infiammazione già presente.
Può fare la prova, quindi, di eliminare questi cibi e vedere se la situazione migliora, anche se ci vorrà qualche tempo.
Benefibra è indicato, soprattutto perché, eliminando i cibi sopra indicati, può aiutare a contrastare l'eventuale peggioramento della stitichezza, prevedibile con l'eliminazione della frutta con i semini.
Inoltre, la fibra contenuta nel prodotto, il PHGG, svolge un effetto prebiotico, favorendo la crescita dei batteri utili per una corretta funzionalità intestinale.
Le suggerisco, inoltre, se già non ha l'abitudine, di bere almeno 1,5-2 litri di acqua ogni giorno, soprattutto a stomaco vuoto, per aiutare l'azione del PHGG, favorendo l'idratazione delle feci.
Spero che la situazione migliori.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
19 Novembre 2007
Buongiorno,
Le scrivo perché sono abbastanza disperata.
Fin da quando ero bambina ho sempre “avuto la pancia gonfia”, ma da circa un anno soffro di gonfiori che compaiono nell'arco del pomeriggio accompagnati da dolori tipici delle coliche gassose.
Mi sono già rivolta a diversi medici omeopati, ad un gastroenterologo, ad un osteopata.
Mi sono sottoposta a vari esami sull'intolleranza alimentare e ognuno di loro mi elimina oltre ai normalissimi cibi che genericamente possono causare intolleranze, cibi diversi.
Quando ho scoperto il vostro sito mi sono riscontrata in tutti i sintomi della sindrome del colon irritabile associata a stipsi, ma andando a leggere i cibi consigliati e sconsigliati non ho trovato corrispondenza in base a quello che secondo me mi provoca gonfiore secondo un'analisi fatta in base a quello che ho mangiato quando poi sto male.
Ad esempio tutti mi hanno sempre tolto latte e latticini che a mio avviso non mi fanno nessun effetto.
Non sono mai stata gonfia come in seguito alla dieta seguita per effettuare un'ecografia all'addome superiore e inferiore, che mi ha vista nutrirmi di carne rossa più sovente di quanto io faccia di solito.
Se mangio uova gonfio; se mangio fagiolini gonfio; se mangio una fetta biscottata gonfio.
So di non essere celiaca perché ho fatto l'esame del sangue, ma presumo di essere notevolmente intollerante a tutti i prodotti lievitati con lievito di birra.
Ho assunto Benefibra per due sere prima di coricarmi, in quanto il farmacista mi ha omaggiato di due campioncini.
Non ho avuto dolori, sono andata meglio di corpo ma sono stata parecchio gonfia con problemi di meteorismo accentuato.
Cosa posso fare? A chi mi posso rivolgere per avere veramente la certezza di cosa posso mangiare e di cosa mi fa male?
Aggiungo inoltre che sono mamma di due bambine e che non ho proprio tempo per iscrivermi in palestra per fare attività fisica. Sono abbastanza felice nella mia vita sentimentale e sicuramente ho vissuto periodi passati di maggiore stress.
Nel tempo libero mi muovo parecchio con lunghe camminate.
Vi ringrazio molto anticipatamente, qualora vogliate perdere un po’ di tempo a considerare il mio problema per un'indicazione in merito.
Cordiali saluti.
Daniela (anni 39)
Gentile Signora Daniela,
il quadro che descrive potrebbe effettivamente coincidere con quello della sindrome dell’intestino irritabile (SII).
Il fatto che non trovi una corrispondenza fra i cibi solitamente consigliati, e non, e quelli che Le provocano la sintomatologia è un quadro tipico delle situazioni di SII in fase avanzata o, in ogni caso, trascurate. L’intestino, infatti, potrebbe trovarsi in una situazione infiammatoria importante, per cui qualsiasi alimento, anche quelli che, normalmente, non dovrebbero scatenare l’inizio della sintomatologia, può peggiorare il quadro.
Anche il semplice riempimento dello stomaco può essere un fattore scatenante, per un banale problema meccanico di peso, che grava sull’intestino.
L’assunzione di Benefibra potrebbe esserle di aiuto, agendo su più versanti:
- aumenta la massa fecale, idratando le feci, soprattutto nella parte finale del colon, che è quella maggiormente coinvolta nella genesi delle contrazioni muscolari causa del dolore
- svolge un effetto prebiotico, favorendo la crescita dei batteri intestinali utili per la salute dell’intestino
- attenua le situazioni di gonfiore, perché è una fibra che, per le sue caratteristiche chimico-fisiche, rimane sempre liquida e non crea fenomeni di “ingombro” intestinale.
Le suggerirei, inoltre, alla luce di quanto detto, di frazionare sempre l’alimentazione in 5-6 piccoli pasti quotidiani, proprio per evitare il sovraccarico meccanico, e di bere almeno 1,5-2 litri di acqua ogni giorno, soprattutto lontano dai pasti, sia per idratare le feci sia, nel caso decida di proseguire ad assumere Benefibra, per mettere il prodotto nelle condizioni migliori per svolgere la sua funzione.
Nella speranza di essere stata esauriente, La saluto cordialmente
Dott.ssa Diana Scatozza
25 Agosto 2007
Gentile Dottoressa Scatozza,
ho 37 anni, sono alla 23^ settimana di gravidanza e soffro da quando sono ragazzina di colite.
Ieri ho eseguito la mini curva glicemica e qualche ora dopo aver effettuato l'esame ho iniziato ad avere un dolore molto forte al fianco destro, che associo alla colite, anche perché accuso, dallo stesso momento, tensione addominale.
Ho pensato che la causa sia dovuto alla dose di glucosio che ho dovuto bere per effettuare l'esame.
Può darmi qualche consiglio su come fronteggiare questi attacchi? E cosa può dirmi in merito all'alimentazione?
Grazie per la sua cortesia e disponibilità,
Carla
Gentile Signora Carla,
è possibile che la dose di glucosio possa aver scatenato l’attacco che, però, dipende da una particolare suscettibilità dell’intestino. I sintomi che descrive (dolore e tensione addominale) sono abbastanza indicativi della presenza di una sindrome dell’intestino irritabile.
In questi casi, si suggerisce di consumare con moderazione gli alimentari seguenti:
- tutti i tipi di verdura con elevato contenuto in fibra, come carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi (meglio lessati), lattuga; lo stesso vale per i legumi;
- frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas. Inoltre, è consigliabile eliminare la buccia;
- salumi piccanti (salame ungherese, calabrese);
- formaggi molto stagionati;
- pane fresco;
- bevande gassate;
- alcolici.
Sono, quindi, indicati:
- formaggi a pasta molle;
- carote o zucchine lessate, patate;
- carne e pesce cucinati in modo semplice;
- bresaola, prosciutto crudo e cotto;
- pane raffermo o secco (cracker, grissini, pane azzimo);
- acqua in quantità elevata (circa 2 litri ogni giorno).
Dato che, così facendo, elimina molte fonti di fibra, può ricorrere all’integrazione di fibra utilizzando Benefibra, che svolge la sua azione regolarizzatrice nella parte terminale del colon, dove hanno origine le contrazioni spastiche fonte di dolore.
Benefibra, inoltre, può essere utilizzato con tranquillità anche in gravidanza, perché contiene solamente il PHGG, la fibra naturale, senza altre componenti aggiunte.
Spero che questi suggerimenti la aiutino a trascorrere bene le prossime settimane di gravidanza!
Dott.ssa Diana Scatozza
7 Agosto 2007
Salve dottoressa sono Maria e ho 16 anni,soffro praticamente da 6/7 anni di forti dolori addominali dovuti alla presenza di molto gas.
Il mio problema purtroppo mi rende la vita molto difficile in quanto non riesco più a stare in mezzo alla gente e rinuncio ad una vita normale grazie a questo problema, diventato per me molto imbarazzante.
Ho paura che i rumori provocati si possano sentire fuori e quindi preferisco stare chiusa in casa.
Tempo fa mi sono rivolta ad un medico che mi ha prescritto il breath test del lattosio che è risultato positivo; lui mi ha dato così un libro da leggere con tutti gli alimenti che devo evitare e tutte le attenzioni da avere ma ahimè senza alcun risultato. Mi sento davvero disperata e comincio a pensare che non vale la pena vivere una vita in queste condizioni. Cosa posso fare? A chi posso rivolgermi? Quali sono gli alimenti che devo davvero evitare? Sono davvero disperata piango ogni giorno e non ne posso più.
Spero possa rispondermi al più presto. La ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti
Gentile Signora Maria,
comprendo il suo disagio! È possibile che il breath test sia risultato positivo ma che, in realtà, l’intolleranza al lattosio non sia la causa primaria del suo disagio che potrebbe, invece, essere dovuto ad una forma di alterazione della flora batterica intestinale, primaria o conseguente a una forma di sindrome dell’intestino irritabile (SII). In ogni caso, potrebbe fare la prova di eliminare, per un periodo di due settimane, tutti gli alimenti che possono creare problemi di fermentazione eccessiva nei casi in cui l’intestino è sofferente e consumare solamente gli alimenti seguenti:
- Carne o pesce ai ferri
- Pasta o riso non integrali
- Formaggi non fermentati
- Zucchine lessate, carote lessate o patate lessate
- Passati di verdure
- Mela o pera cotta
- Grissini o pane azzimo (al posto del pane fresco)
- Acqua soprattutto a stomaco vuoto
Inoltre, dovrebbe cercare di evitare di lasciare l’intestino vuoto a lungo, frazionando l’alimentazione in sei piccoli pasti giornalieri.
Può, inoltre, provare a ricorrere a Benefibra che contiene una fibra naturale, che agisce proprio nella sede dalla quale origina il dolore intestinale e che, inoltre, favorisce la crescita e lo sviluppo dei batteri necessari per lo stato di salute dell’intestino, i bifidobatteri e i lattobacilli.
Mi aggiorni prossimamente!
Dott.ssa Diana Scatozza
31 Luglio 2007
Gentilissima Dott.ssa Scatozza,le scrivo per avere un consiglio. Ho 27 anni. Soffro spesso di gonfiori addominali, accompagnati da crampi e indolenzimento del colon, anche esteriormente la pancia risulta gonfia.
Potrebbe consigliarmi quali alimenti eliminare dalla mia dieta? Secondo lei Benefibra può aiutarmi a risolvere questi problemi?
La ringrazio anticipatamente e le invio cordiali saluti,
Chiara
Gentile Signora Chiara,
nel caso di gonfiore addominale associato a crampi e dolore, si consiglia di eliminare tutti gli alimenti che possono peggiorare lo stato di irritazione intestinale, intervenendo sulla fermentazione.
In particolare, vanno eliminati, o consumati con molta moderazione, le verdure con elevato contenuto in fibra (carciofi, sedano, carote crude, melanzane, peperoni, finocchi crudi, lattuga), i legumi, i frutti fibrosi o con semini (kiwi, ciliegie, ananas, fragole, frutti di bosco, pere, uva, fichi, prugne secche), il pane e gli altri prodotti da forno freschi, caffè e tè. Sono, invece, consigliati le carote e le zucchine al vapore, le patate (lessate, arrosto, al cartoccio), i prodotti da forno secchi (pane azzimo, grissini, cracker, biscotti), i formaggi freschi. Utile anche l’integrazione con i fermenti lattici e il consumo di yogurt probiotico che contiene il Lactobacillus e il Bifidobacterium.
L’utilizzo di Benefibra le può essere sicuramente di aiuto, perché la fibra contenuta, il PHGG, agisce nella parte dell’intestino (il colon) interessata dalle contrazioni muscolari, causa dei crampi e della sensazione di indolenzimento, attenuandoli. Inoltre, il PHGG è un prebiotico, stimolando la crescita dei batteri utili per la salute dell’intestino (lactobacilli e bifidobatteri).
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
9 Luglio 2007
Salve,
mi chiamo Raffaella, ho 28 anni e da quasi 3 anni soffro di sindrome dell'intestino irritabile con stipsi associata a gonfiore e dolore addominale. Mi hanno detto che devo evitare di mangiare la roba con il lievito, quindi pane, pasta, pizza ecc. È vero?
Aspetto una sua risposta.
Grazie
Saluti
Buongiorno!
Purtroppo, il suggerimento che le hanno fornito è vero, perché il lievito trasforma parte degli zuccheri in alcol (fermentazione alcolica) e, in questa trasformazione, si produce anidride carbonica che è la causa del gonfiore.
Può provare a sostituire il pane fresco con il pane azzimo che non contiene lievito, o con altri prodotti da forno (grissini e cracker) che, pur contenendo lievito, non contengono acqua e l’acqua è uno dei fattori che favorisce la fermentazione. In alternativa, può utilizzare il pane fresco eliminando, però, la mollica che è la parte che contiene acqua.
Buon proseguimento!
Dott.ssa Diana Scatozza
23 Giugno 2007
Salve dott.ssa Scatozzasono un ragazzo di 28 anni e da circa tre quattro mesi soffro in generale a tutto l'apparato digerente e cosi ho fatto una gastroscopia e mi è stata diagnosticata un’esofagite da reflusso con tre erosioni ecc... lo stomaco non ha infiammazioni, è tutto a posto... ho incominciato la cura e sembra di aver risolto anche se a volte ritorna l'acidità e le continue eruttazioni ma non è questo il mio problema: è da un po’ che soffro di gonfiore alla pancia se mi piego per prendere qualcosa da terra premendo la pancia la sento gonfia ed è come se mi tornasse tutto quello che ho mangiato nella bocca a volte sento anche dei dolori premendo nella zona dell'ombelico; per quanto riguarda le feci vado regolarmente anche due tre volte al giorno ma non sempre sono feci molli ma molto dure e a volte con della sostanza mucosa una volta ho fatto anche dei pallini bianchi attaccati alle feci ho fatto tutti gli esami del sangue, tutti sulle feci: due esami del sangue occulto in due mesi separati tutti e due su tre campioni, uova e parassiti, chimico fisico, salmonella yersinia e campilobacter tutti con esito negativo ma non sto ancora bene e questo problema mi sta rovinando la vita non riesco più a essere me stesso. Premetto che sono un tipo molto nervoso e ansioso e da un anno che ho cambiato lavoro e faccio sollevamento pesi e ho cambiato anche l'alimentazione prima facevo solo due pasti al giorno ora anche 7 pasti tutti regolari senza molti grassi dolci bibite gassate ecc.. dott. mi consiglia di fare una colonscopia o non serve visto che gli esami sono tutti negativi? Può essere causato dall'esofagite? La prego mi aiuti a capire, non ce la faccio più!
Buongiorno!
La malattia da reflusso gastroesofageo, o esofagite da reflusso, può sicuramente avere ripercussioni anche in ambito intestinale, alterando la motilità di tutto il tratto gastrointestinale. La componente nervosa, inoltre, è un ulteriore fattore incidente e aggravante. Tuttavia, nessuna delle due situazioni dovrebbe alterare la consistenza e l’aspetto delle feci, per cui, forse, potrebbe essere indicata la colonscopia che può evidenziare stati infiammatori della mucosa intestinale, che possono determinare la formazione del muco che ha osservato nelle feci, non rilevabili attraverso gli esami che ha già effettuato con esito negativo.
La frequenza dei pasti che ha descritto è un po’ elevata, ma, al di la di questo, sarebbe utile conoscerne la composizione, analizzando qualitativamente ogni tipo di cibo che consuma (verdure: quali; frutta: quale; pane: di che tipo; etc).
Mi riscriva fornendomi indicazioni più dettagliate, perché, spesso, lo stato infiammatorio intestinale può essere peggiorato dal tipo di alimenti che si consuma.
Aspetto sue notizie!
Dott.ssa Diana Scatozza
16 Maggio 2007
Buongiorno Dott.ssa,vorrei chiederle un consiglio per mia moglie che ha 37 anni e soffre di costante gonfiore e dolore addominale. Nel corrente mese ha effettuato una gastroscopia, da cui è risultato incontinenza cardiale, ernia iatale ed antropatia cronica ed una colonscopia da cui risulta flogosi ileare con aspetti di attivazione di follicoli linfatici. Le è stata data come cura il *** 30mg da prendere per 4 settimane e *** 15mg per le successive 4 settimane abbinata ad una dieta alimentare priva di grassi, fibre, verdure e frutta. Lei cosa mi può consigliare?
Grazie
Alessio
Egregio Signor Alessio,
concordo sulla terapia farmacologica che è stata prescritta. Quanto alla prescrizione alimentare, l’eliminazione completa di grassi, fibre, verdure e frutta può essere eccessiva, mentre è più indicato selezionare i tipi di alimenti che si possono assumere. Nei casi di ernia jatale, infatti, associata a fenomeni infiammatori a carico intestinale, si suggerisce solitamente di eliminare alcuni tipi di alimenti, quali:
- Le verdure con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi, lattuga.
- I legumi
- I frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas, fragole, frutti di bosco, pere, uva.
- Salumi piccanti
- Formaggi molto stagionati
- Pane fresco
- Bevande gassate
- Alcolici
- Burro
- Caffè/tè
Sono, quindi, indicati: formaggi a pasta molle, carote o zucchine lessate, patate, carne e pesce cucinati in modo semplice, bresaola, prosciutto crudo e cotto, pane raffermo o secco (cracker, grissini, pane azzimo), olio, acqua in quantità elevata (circa 2 litri ogni giorno), pesche sbucciate, mele sbucciate.
La riduzione dell’apporto di fibra che questo tipo di alimentazione comporta può essere compensata utilizzando la fibra solubile contenuta in Benefibra, che normalizza il transito intestinale senza creare fenomeni di irritazione intestinale.
Spero che questi suggerimenti le siano di aiuto.
Dott.ssa Diana Scatozza
7 Maggio 2007
Egregia Dott.ssa Diana Scatozza,salve sono Simone un ragazzo di 19 anni che ormai da cinque anni soffre di gonfiore all'addome con continue flatulenze nella parte inferiore e talvolta anche in quella superiore, a cui si susseguono periodi diarroici.
All'inizio, tre anni fa, il mio medico aveva espresso una diagnosi quale meteorismo gastro-enterico, che curavo inizialmente col carbone vegetale, poi con infusi a base di finocchio e, con 3 compresse al dì, a base di *** mg40 e, due bustine al dì di Fermenti lattici vivi liofilizzati che ho presto eliminato poiché erano causa di diarrea (Visto che non posso citare il nome del farmaco).
Non assumevo più latte e derivati, cioccolato e dolci. All'inizio riscontrai dei lievi miglioramenti ma nel giro di due mesi le cose tornarono come prima. Il mio medico invece di contemplare il mio caso, mi diceva che era attribuibile soltanto ad un effetto emotivo-nervoso che mi scatenava quanto suddetto. Ho fatto diverse analisi per un’eventuale presenza di sangue occulto nelle feci ma mi hanno dato tutte esito assente.
Ho dovuto convivere con questa malattia infiammatoria cronica, che mi ha causato emarginazione e sofferenza, tirando avanti col *** che non aveva alcun effetto.
In questo ultimo periodo la situazione è degenerata, non mi permetteva più di vivere, così ho cambiato medico visto che la precedente non ne voleva proprio sapere, anch'egli mi ha fatto effettuare degli esami del sangue, esame parassitologico e sangue occulto nelle feci. Da questi esami non è emerso nulla. Ho pensato fossi celiaco ma le analisi lo escludono quanto pare.
Ora sto assumendo: 3 compresse al dì a base di *** mg800 (antiacido ed antiulcera peptica) lontano dai pasti, inizialmente 3 compresse da 22,5 mg di uno psicofarmaco a base di ***e ***, ora ridotte a 2 al dì,
1 busta di Benefibra la sera prima di andare a letto.
Vi è stata un ulteriore intervento nell'alimentazione mangio soltanto:
a Colazione fette biscottate biologiche con una tazza di camomilla senza zucchero,
a Pranzo e Cena riso in bianco con olio extravergine di oliva, alle volte brodo di carote con riso, carni (quali pollo, vitella) non grasse con olio, carote crude/cotte con olio, pane azzimo,e un pompelmo.
Non mangio caramelle e dolci in genere per la presenza di uova, latte, lievito, coloranti e conservanti.
I risultati sono stati senza dubbio buoni , nel senso che non avverto più insostenibili dolori all'addome (da due mesi che ho iniziato) con una riduzione di gonfiore e flatulenze.
Ora però continuando con questa cura alimentare e farmacologica oltre a non aver del tutto risolto l'infiammazione cronica avverto in concomitanza una sorta di deficienza psichica con problemi di memoria e concentrazione.
Mi trovo nella costernazione più totale, mi è stato consigliato di eliminare lo psicofarmaco, che assumo ormai da due mesi, ma ho il timore di tornare al punto di partenza.
Spero possiate aiutarmi in qualche modo, in attesa di vostra cortese risposta Vi ringrazio anticipatamente.
Simone
Caro Simone,
mi descrive un quadro complesso ma molto comune. Conosco i farmaci che sta assumendo e sono molto adeguati per gestire la situazione. Data la situazione compromessa che ha descritto, non eliminerei quello a base di ottilonio bromuro e diazepam, per stabilizzare i risultati ottenuti. L’alimentazione che sta adottando va bene, eccetto per le carote crude, meglio lessate, e il pompelmo, che può essere sostituito con un frutto con minore contenuto di vitamina C e meno acido, come, ad esempio, la banana. I problemi cognitivi (attenzione e memoria) che accusa potrebbero derivare da un ridotto apporto quantitativo, più che qualitativo, perché, nell’alimentazione descritta, sono presenti carboidrati e proteine. Pertanto, cerchi di aumentare le quantità dei cibi che assume e, soprattutto, cerchi di fare gli spuntini di metà mattina e pomeriggio, proprio per ripartire l’apporto calorico su 5 pasti, senza sovraccaricare il tratto gastrointestinale. La banana potrebbe essere proprio lo spuntino ottimale, perché è a basso contenuto acquoso, nutriente, a limitato contenuto di fibra.
Spero di esserle stata di aiuto.
Auguri!
Dott.ssa Diana Scatozza
1 Maggio 2007
Sono una donna di 46 anni vorrei sapere cosa fare e che prodotti assumere per i seguenti problemi:- pancia sempre gonfia;
- stipsi;
- dolori dopo pasto e continue infezioni urinarie.
Grazie.
Patrizia
Gentile Signora Patrizia,
il quadro che descrive può essere indicativo di una Sindrome dell’Intestino Irritabile (SII), alla quale possono essere attribuite anche le frequenti infezioni urinarie. Spesso, infatti, l’alterazione della flora batterica intestinale, che accompagna quasi sempre la SII, può determinare la comparsa di infezioni urinarie provocate dalla migrazione di batteri patogeni dall’orifizio anale verso quello uretrale esterno, con risalita dei batteri a livello vescicale. Pertanto, la prima cosa da fare è cercare di riequilibrare la flora intestinale, ricorrendo all’uso di fermenti lattici. Inoltre, può provare ad utilizzare Benefibra con regolarità, sfruttando le proprietà della fibra contenuta:
- legare acqua e cederla alle feci, in modo da normalizzarne la consistenza;
- attenuare la componente spastica del colon, ammorbidendo le feci;
- favorire la crescita di batteri intestinali sani, in modo da risanificare la flora batterica intestinale.
Curi anche l’alimentazione, consumando con moderazione i tipi di verdura e di frutta con elevato contenuto in fibra, i legumi, i salumi piccanti, i formaggi molto stagionati, il pane fresco, le bevande gassate, gli alcolici, e adottando uno schema alimentare in 5 piccoli pasti quotidiani.
Le auguro di riuscire a risolvere presto il suo problema!
Dott.ssa Diana Scatozza
30 Aprile 2007
Buongiorno dottoressa, sono una ragazza di 26 anni e da qualke anno soffro della sindrome dell'intestino irritabile. I sintomi sono gonfiore all' addome, sensi di vomito, diarrea alternata alla stipsi per me sta diventando un problema psicologico perchè ho paura di affrontare viaggi soprattutto col caldo. Vorrei sapere quali sono gli alimenti come salumi, latticini, verdure, legumi che posso mangiare e quali sono da evitare. Perchè io mangio di tutto e a volte ci sono alimenti che non mi provocano nulla e altre volte mi fanno stare male, perchè anche quando sono fuori vorrei essere più tranquilla. Vorrei cercare di risolvere almeno un po’ questo problema anche se so che non c'è una cura particolare. La ringrazio tanto cordiali saluti teresa.Gentile Signora Teresa,
la domanda che pone è molto corretta, perché alcuni alimenti sono sconsigliati nei casi di Sindrome dell’Intestino Irritabile.
Tra questi:
- Tutti i tipi di verdura con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi (meglio lessati), lattuga. Lo stesso vale per i legumi.
- I frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas. Inoltre, è consigliabile eliminare la buccia.
- Salumi piccanti (salame ungherese, calabrese)
- Formaggi molto stagionati
- Pane fresco
- Bevande gassate
- Alcolici
Sono, quindi, indicati: formaggi a pasta molle, carote o zucchine lessate, patate, carne e pesce cucinati in modo semplice, bresaola, prosciutto crudo e cotto, pane raffermo o secco (cracker, grissini, pane azzimo), acqua in quantità elevata (circa 2 litri ogni giorno).
Poiché dovrebbe eliminare, o consumare raramente, la verdura molto fibrosa, può integrare utilizzando la fibra solubile contenuta in Benefibra, che regolarizza sia le fasi di stitichezza sia quelle di diarrea, cedendo o assorbendo acqua in funzione della situazione intestinale.
Spero che questi suggerimenti la aiutino a trascorrere buone vacanze!
Dott.ssa Diana Scatozza
26 Aprile 2007
Gentile Dottoressa,
soffro di gonfiori addominali molto evidenti e fastidiosi (sembro perennemente incinta!) da anni.
Premetto che sono golosa di pasta, pane, pizze, e questo senz'altro favorisce il gonfiore (non aumenti di peso a cui non sono particolarmente soggetta).
Il problema è che io non posso eliminare questi cibi perchè se a pranzo non mangio pasta o pane, dopo 2 ore ho spesso dei cali ipoglicemici (tremarella, sudore, ecc.), oltre a una fame incontenibile.
Come posso fare ad eliminare farine e lieviti senza questo effetto collaterale?
Grazie
Francesca
Gentile Signora Francesca,
più che eliminare completamente i carboidrati potrebbe regolarne l’assunzione, in modo da non eccedere ma, al contempo, da preservarsi dai cali glicemici. Provi, ad esempio, a consumare pasti composti da verdura, cruda o cotta, come primo piatto, seguita da un primo piatto oppure da un secondo piatto con pane azzimo o grissini. Il pane fresco, infatti, può causare problemi di fermentazione e, quindi, di gonfiore intestinale: il pane azzimo, che, peraltro, è senza sale, lievito e grassi, e i grissini non provocano problemi di fermentazione. Inoltre, così facendo, assume un solo carboidrato, o la pasta oppure il pane/grissini. Sarebbe opportuno indagare anche se siano solo i carboidrati a determinare la sensazione di gonfiore, perché, ad esempio, le verdure ad elevata componente fibrosa (carciofi, finocchi, carote, sedano, pomodori), se consumate crude, possono determinare, o peggiorare, lo stato di gonfiore addominale.
Provi, quindi, ad osservare se il gonfiore addominale si accentua dopo l’assunzione di uno dei tipi di verdura indicati oppure solo dopo i carboidrati.
Mi riscriva.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
26 Aprile 2007
Salve, mi chiamo Luca e ho 20 anni. Soffro di gonfiore e tensione addominale a volte con leggeri dolori localizzati appena al di sotto dell'ombelico. Avendo fatto il test posso dire di non essere allergico a niente e inoltre vado di corpo regolarmente e senza problemi. Sono anche andato da una dietologa grazie alla quale ho corretto la mia dieta e eliminato i cibi ai quali sono intollerante. Cosa ne pensa?
Grazie mille per un eventuale risposta.
Luca, buongiorno!
I sintomi che ha descritto sono quelli che caratterizzano la sindrome dell’intestino irritabile (SII), dato che i problemi di allergia e di intolleranza sono già stati esclusi e controllati. La regolarità intestinale, infatti, non sempre esclude la possibilità che possa trattarsi di una SII in forma lieve. Dato che si è già rivolto ad una dietologa, ritengo che la sua alimentazione sia stata già impostata in modo adeguato al problema, eliminando, quindi, le verdure ad elevata componente fibrosa (carciofi, finocchi, carote, sedano, pomodori) consumate crude, il pane fresco, la pizza, e ricorrendo al frazionamento dell’alimentazione quotidiana in 5-6 piccoli pasti.
Se ha già attuato tutto ciò, può provare ad assumere Benefibra, non per regolare la velocità di transito bensì la qualità delle feci, rendendole più pastose nella parte finale del colon, dove si verificano le contrazioni muscolari responsabili della sintomatologia dolorosa.
Grazie e in bocca al lupo!
Dott.ssa Diana Scatozza
