L'esperto risponde
Alimentazione
19 Ottobre 2009
EndometriosiSono una donna di 44 anni che da ormai 25 anni cerca di convivere con i problemi intestinali ricondotti dopo varie indagine appunto a "colon irritabile". Fino a che 5 anni fa dopo un lungo calvario scopro di essere affetta da endometriosi di cui nessun medico si era accorto prima e che i problemi intestinali sono certamente correlati, seppure, fortunatamente, non mi sono state riscontrate localizzazioni della malattia nell'intestino stesso.
Nonostante due interventi in 2 anni di cui l'ultimo con asportazione dell'utero, il mio intestino non mi da tregua e continuo a soffrire di forti dolori addominali e scariche di diarrea ogni volta che assumo cibo, in particolare in occasione del pasto principale. Poi magari passo 3-4 gg senza forti disturbi per poi improvvisamente ritrovarmi da capo con conseguente stanchezza cronica, senso di nausea e mal di testa.
L'endometriosi mi ha fortemente costretta a rivedere le mie abitudini alimentari, eliminando prima di tutto carni rosse e salumi e limitando molto gli zuccheri ma non riesco a risolvere il problema della mia pancia. Faccio un lavoro molto impegnativo e tutto il giorno fuori casa, può ben immaginare che incubo sia vivere una condizioni di questo tipo. Negli anni ho fatto molte cure, preso sedativi, antispastici senza veri risultati, per cui ho deciso di concentrarmi su quello che mangio e vorrei da lei qualche consiglio mirato.
Cosa posso mangiare che riduca al minimo il meteorismo e la motilità di questo mio intestino "impazzito" più che irritabile?
Attualmente bevo molta acqua e cerco di mangiare più che altro riso bollito, pesce, raramente carne bianca, patate, legumi, pochi formaggi, niente dolci, crakers ma niente pane, poca pasta perché mi da disturbo&.è dura però, dato che mangiare mi piace (peso 52 kg. per 165 cm di altezza)
La ringrazio in anticipo.
Camilla-Brescia
Gentile Signora Camilla,
in effetti, la sintomatologia che descrive è alquanto pesante e invalidante.
Gli alimenti che ha elencato come di suo consumo abituale vanno bene, con leccezione, però, dei legumi, la cui buccia crea, solitamente, problemi di fermentazione che possono peggiorare nei casi di irritabilità intestinale. Pertanto, li eliminerei. Anche le patate, in alcuni casi, possono dare lo stesso problema, anche se in misura meno marcata, rispetto ai legumi.
Per il resto, ha fatto bene a eliminare i prodotti da forno freschi, come il pane, perché sono sicuramente aggravanti. Non ha citato la frutta e la verdura: no so se per dimenticanza o per non consumo. In ogni caso, le verdure più consigliate sono le zucchine e le carote lessate, mentre, tra i frutti, la mela cotta è la più indicata.
Detto questo, rimane da ricordare che anche gli alcolici, laceto, il tè, il caffè, le bevande gassate, le spezie e i cibi a base di cacao vanno eliminati o consumati con molta moderazione.
Speriamo in bene&.
Grazie per avermi scritto.
Dott.ssa Diana Scatozza
29 Settembre 2009
Alimenti da eliminareSalve dottoressa,
sono una ragazza di 30 anni e recentemente mi e' stata diagnosticata una colite spastica o colon irritabile.
Le anticipo che già soffro di reflusso gastroesofageo da circa una decina d'anni.
Dopo numerose ricerche rivolte agli esami di intolleranze che spaziano del lattosio alle varie intolleranze alimentari, tutte con esito negativo il medico e' arrivato alla conclusione che soffro di intestino irritabile.
I miei sintomi sono fitte all'addome, a volte senso di nausea accompagnato da forti mal di testa e alterno momenti di stipsi a momenti di diarrea.
La maggior parte delle volte che mi viene un attacco, mi capita la mattina appena alzata ed una volta liberata poi mi sento bene a parte quel senso di scombussolamento alla pancia per tutta la giornata.
Una volta mi e' persino venuta una febbriciattola da 4 linee che se ne e' andata il giorno seguente.
Le pongo queste domande:
che alimenti mi consiglia di eliminare? Io ho notato, tenendo un diario, che per ora trovo disturbo quando ingerisco i pomodori, paste all'uovo ed il caffè.
Esiste una dieta da seguire in base ai miei sintomi?
Il senso di nausea che non avevo mai provato fin'ora, da cosa e' dovuto? ed esiste qualcosa per farmi passare la nausea che mi accompagna per tutta la giornata?
Scusi le innumerevoli domande, ma questo disturbo mi sta condizionando le abitudini di vita dato che spesso mi capitano attacchi mentre sono fuori per lavoro.
In attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente.
Cordiali Saluti
Evelyn
Gentile Evelyn,
il disturbo è effettivamente condizionante, perché altera la qualità della vita.
Vado per ordine. La nausea che spesso si presenta è dovuta a una reazione nervosa, di tipo vegetativo, che si verifica come meccanismo di difesa del tratto gastrointestinale allo stato di irritazione presente. Purtroppo, non può fare nulla, se non utilizzare i presidi farmacologici più indicati.
Può, inoltre, provare a utilizzare Benefibra che, agendo nella parte intestinale solitamente affetta dal problema, aiuta a ridurre lo stato infiammatorio, a regolare la funzionalità intestinale e a controllare la sintomatologia.
Dal punto di vista alimentare, può essere di aiuto, talvolta, consumare un prodotto da forno secco e poco grasso, come le fette biscottate o i grissini, perché tamponano i succhi gastrici eliminando almeno uno degli stimoli per lo scatenamento della nausea.
Per quanto riguarda l'alimentazione in generale, sicuramente il caffè, come pure il tè, i pomodori e la pasta all'uovo non sono indicati, perché peggiorano, direttamente o meno, lo stato di irritazione.
I cibi ai quali prestare più attenzione, limitandone il consumo, sono i seguenti:
" verdure con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi, lattuga, pomodori
" legumi
" frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas, fragole, frutti di bosco, pere, uva
" prodotti integrali
" salumi piccanti
" formaggi molto stagionati
" pane fresco
" bevande gassate
" alcolici
" burro
" caffè/tè
" pepe o altre spezie
Grazie per avermi scritto!
Dott.ssa Diana Scatozza
1 Settembre 2009
Dieta e cibi integraliGentile Dottoressa,
le scrivo perchè ho molta fiducia in Benefibra, che pone realmente sollievo a questo disturbo che ho, oramai cronico: desidero un suo prezioso consiglio!
Ciclicamente, ogni 6 mesi, mi ammalo di intestino irritato: dolori addominali forti, diarrea inizialmente poi forte stitichezza, qualunque cibo ingerisco tranne riso in bianco e patate lesse mi provoca dolore.
Mi curo con fermenti lattici, ma questi mesi sono fortemente tristi perchè influiscono sulla mia vita sociale.
Nei mesi in cui sto bene invece amo nutrirmi con molta frutta e verdura e pane e pasta sempre integrali: mi danno le fibre necessarie per combattere la stitichezza.
Mi dica: è giusto adoperare prevalentemente cibi integrali o, invece che dare beneficio, possono portare alla sindrome del colon irritabile?
Perchè i dolori mi durano mesi?
Posso fare qualche strappo alla regola se desidero uscire e mangiare con amici o mi devo sempre nutrire in bianco?
La ringrazio anticipatamente,
Silvia 77
Gentile Signora Silvia,
i cibi integrali sono di grande utilità e beneficio in chi non soffre di irritabilità intestinale. In questi casi, infatti, la mucosa dellintestino rimane molto delicata anche nei periodi di quiescenza, per cui luso della fibra grezza, insolubile, può mantenere, e peggiorare, lo stato irritativo di base. La fibra integrale, in realtà, non provoca la sindrome del colon irritabile ma, in chi ne è affetto, provoca una stimolazione irritativa continua.
Eviterei, quindi, luso degli alimenti integrali anche nei periodi di quiescenza, ricorrendo alla frutta e alla verdura, che contengono fibra solubile, per combattere la stitichezza.
E corretta, e capisco! La sua domanda sulla possibilità di fare qualche sgarro: è fattibile, ma molto dipende dalla frequenza in rapporto al suo stato di malessere. Se, nel periodo di quiescenza, può concedersi uno-due sgarri la settimana, può essere che questa frequenza sia eccessiva nel periodo di riacutizzazione. In ogni caso, anche negli sgarri, punterei sui cibi cucinati in modo semplici, anche se più saporito: vi sono, infatti, molte modalità di cottura e molti aromi che permettono di cucinare alimenti appetibili sia come gusto che come vista.
Per quanto riguarda la sintomatologia dolorosa, è difficile capire quale siano i motivi scatenanti e perpetuanti. Spesso, i sintomi iniziano in concomitanza di una condizione di disagio (stress), di variazioni ambientali, di disordini alimentari. Ma è quasi sempre impossibile riconoscere una causa per quanto riguarda sia la riacutizzazione della patologia sia il perdurare dei sintomi.
Spero di essere stata esauriente.
Grazie per avermi scritto!
Dott.ssa Diana Scatozza
12 Giugno 2009
Dieta per assistente di voloGentile Dott.ssa
Mi chiamo Valentina e ho 25 anni, faccio l 'assistente di volo e quindi ho dei ritmi di vita abbastanza irregolari e stressanti.
Da qualche giorno presento i seguenti sintomi : gonfiore addominale e dolore al basso ventre e qualche volta bruciore.
Non ho problemi di stipsi ma le feci sono un po molli.
Ho provato ad assumere benefibra con il risultato che sono andata subito in bagno con delle fitte.
Cosa mi consiglia di fare e quale dieta devo seguire?
Grazie mille per la sua attenzione.
Gentile Signora Valentina,
il suo lavoro, purtroppo, non l'aiuta, ma si può cercare, comunque, di adottare alcuni comportamenti che possono essere d aiuto.
Prima di tutto, cerchi di non consumare gli alimenti che possono essere irritanti per la mucosa dellintestino e che può trovare descritti in altre risposte.
Penso sia importante anche non lasciare lo stomaco e, quindi, lintestino, vuoti troppo a lungo, per evitare che un numero limitato di riempimenti abbondanti crei un problema di peso sul tratto gastrointestinale. Può provare a sgranocchiare, tra un pasto e laltro, qualche grissino o cracker oppure pezzettini di formaggio, cosa che è fattibile anche durante lattività lavorativa, non sporcando le mani e richiedendo tempi brevi. Cerchi di bere almeno un bicchiere di acqua ogni ora, perché lacqua, soprattutto se bevuta lontano dai pasti principali, svolge un lavaggio sul tratto gastrointestinale.
Per quanto riguarda Benefibra, forse riproverei con una dose minore, perché è possibile che, se lintestino è in una condizione di irritazione elevata, anche la dose abitualmente consigliata possa essere eccessiva.
Spero di esserle stata di aiuto.
Mi faccia spere.
Dott.ssa Diana Scatozza
28 Gennaio 2009
Gentilissima Dott.ssa Scatozza,
mi chiamo Manila e le scrivo per avere un consiglio sulla mia alimentazione e in particolare per il mio desiderio di perdere gli ultimi 7-8kg. Non sono attualmente in eccessivo sovrappeso, avendo anche una massa muscolare ben sviluppata data dallo sport che pratico da circa 10 anni (ne ho 23). Avevo accumulato alcuni kg in più in seguito ad un incidente e sono riuscita a dimagrire , ma questi ultimi sembrano non volersene andare!
Sono stazionaria da un anno ormai. Mangio per colazione uno yogurt magro, un frutto, circa 20-30gr di cereali (come il riso), un caffè; metà mattina un frutto; pranzo e cena un secondo proteico (carne o pesce o 2 uova o 70gr di formaggio) con contorno di verdure crude e cotte; spuntino pomeridiano un frutto o un altro yogurt; bevo molto, circa 2 l al giorno, tra acqua, tisane, tè verde; non uso quasi per niente il sale, poco olio, tante spezie.
Faccio sport, non ho una vita sedentaria, un po’ di più ultimamente perché sto preparando la tesi di laurea, ma non se ne vanno né i kg né i cm.
Sono alta 1.65. Soffro saltuariamente di disturbi all’intestino, per questo assumo Benefibra ogni mattina, a periodi alterni, e mi sono sempre trovata bene.
Per esigenze sportive, nonché personali, vorrei proprio riuscire a perdere gli ultimi kg.
Può darmi un consiglio?
La ringrazio di cuore,
Manila D.
Gentile Signora Manila,
l’alimentazione che ha descritto è già molto ben controllata e lascia veramente pochi margini di manovra!
L’unica prova che si può fare è quella di sostituire la frutta degli spuntini e lo yogurt con la ricotta, il cui profilo glicemico è diverso.
Per il resto, non posso ridurre né suggerirle niente, dato che fa già tutto quello che solitamente si suggerisce di fare!
Mi dispiace!
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
14 Gennaio 2009
Salve, sono una ragazza di 20 anni e avrei bisogno di un chiarimento sulla mia alimentazione.
Non so se lei si occupa di queste cose ma purtroppo non è facile trovare un sito che ti aiuti senza la registrazione che volevo evitare.
Sono alta 1.65 e peso circa 60 kili. Vede non ho un buon rapporto con l alimentazione ho anche avuto nel corso della mia adolescenza qualche sbalzo di peso (anche di 8-10 kili) ora vorrei perdere qualche kilo ma nn ci riesco.
Sento il bisogno di mangiare e non riesco a fermarmi... spesso mi capita di vomitare dp essermi abbuffata perché mi sento in colpa.
A volte mi capita di vomitare x 3 o 4 giorni di seguito a volte di nn farlo anke x una settimana o due.
Potrebbe essere rilevante il fatto che questo mi succede spesso durante l’inverno quando sono quasi sempre in casa e cerco di studiare x l'università; anche l università x me è un problema , sento che nn è la mia strada ma nn riesco a reagire, a cambiare le cose.
D'estate nn ho nessun problema con l’alimentazione lavoro cm cameriera mangio al lavoro e al pomeriggio esco non sto mai a casa sono sempre di buon umore.
Vorrei dirle anche che a parte questo problema dell’alimentazione io ho una vita normalissima ho amici ho una famiglia perfetta, e nn capisco se questo dell'alimentazione sia davvero un problema...
Spero in un suo chiarimento!
La ringrazio di cuore.
Vale
Cara Valentina, buongiorno!
Grazie per essersi rivolta a me.
In effetti, la descrizione che ha fatto del suo comportamento con il cibo (non riuscire a fermarsi, vomitare) fa pensare che ci sia qualche problema che è peggiorato dalle situazioni che per lei sono fonte di disagio, come il frequentare l’Università.
Per questo penso che il suo rapporto con il cibo debba essere inquadrato in un quadro di disagio emotivo più ampio, del quale il comportamento alimentare è solo un aspetto evidente.
Se mi permette, le do il suggerimento di rivolgersi a uno psicoterapeuta: potrebbe essere il referente migliore, anche solo per fare qualche chiacchierata, per capire se il problema di un disagio generale c’è e, nel caso, di che natura è e come affrontarlo.
Sono certa che sia la strada più corretta e anche quella che le potrebbe dare più sollievo e più risultati nel tempo.
Mi farebbe molto piacere se mi tenesse aggiornata.
Grazie.
Dott.ssa Diana Scatozza
13 Gennaio 2009
Buongiorno
vorrei chiedere un consiglio alla Dott.ssa Scatozza, sono una ragazza di 39 anni e nel 2007 ho fatto una gastroscopia per disturbi e i risultati sono stati (ernia iatale da scivolamento) e reflusso gastroesofageo.
Mi sono stati dati dei farmaci e in più alcuni cibi da evitare.
Volevo chiedere alla Dott.ssa se è possibile avere da lei un aiuto sotto forma di dieta visto che vorrei anche rimanere sul mio peso sono alta 170 e peso attualmente 64 kg.
Avrei anche un altro problemino che quando vado in bagno una volta al giorno spesso le feci non sono solide ma molle.
Se mi può aiutare le sarei grata.
Nell'attesa di una sua risposta le porgo distinti saluti e la ringrazio anticipatamente.
Gentile Signora,
immaginando quali siano gli alimenti che le hanno suggerito di non consumare, una buona linea alimentare da seguire è la seguente:
- prima colazione con latte parzialmente scremato, caffè d’orzo e cereali o fette biscottate non integrali (circa 30 gr.);
- spuntini di metà mattina e metà pomeriggio con un frutto fresco (mela, pera, mandarino);
- pasti principali con un primo piatto di pasta, condita con olio o una noce di burro e parmigiano, e un contorno di verdura, oppure con un secondo caldo cucinato in pentola antiaderente, arrosto o lessato, oppure con formaggi non stagionati o bresaola, accompagnati da un contorno di verdura. Le verdure di contorno vanno scelte, ovviamente, tra quelle permesse.
Può accompagnare i pasti con cracker o grissini all’acqua.
Per quanto riguarda il condimento, non usi più di tre cucchiai da minestra di olio nella giornata.
Le suggerisco, inoltre, di bere ogni giorno almeno 2 litri di acqua naturale, preferibilmente a digiuno.
Spero di essere stata di aiuto.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
14 Dicembre 2008
Gentile Dott.ssa,
sono una ragazza di 24 anni e soffro da circa un anno di problemi digestivi e intestinali.
In particolar modo accuso moltissima flatulenza, soprattutto dopo i pasti, con necessità quasi continua di rilasciare aria, pena il gonfiarsi in modo incredibile di stomaco e pancia.
A livello alimentare mi fu diagnosticata qualche anno fa incapacità di digerire lattosio e alimenti contenenti glutine (i test delle intolleranze erano negativi, ma all'assunzione di tali cibi lo stomaco si gonfiava terribilmente e dovevo rigettare per sentirmi meglio, o soffrire per ore in preda a coliche).
Ho sofferto per anni di disturbi alimentari (anoressia soprattutto) e imputarono a tali disturbi passati l'insorgenza della mia incapacità di metabolizzare quegli alimenti.
Da 3-4 anni ho ripreso un rapporto abbastanza sereno con il cibo, ma sono sempre molto attenta al peso e oscillo spesso di 2-3 kg.
Il gonfiore alla pancia e la flatulenza continua mi procurano ovviamente sia disturbi e dolori fisici che difficoltà sociali, poiché non riesco a vivere in tranquillità nessun momento fuori casa.
Vorrei gentilmente chiederle come potrei comportarmi a tavola per non favorire la fermentazione o comunque la produzione di gas.
Assumo già infusi di erbe che dovrebbero aiutare e sto usando Benefibra da circa una settimana, insieme al ficus prima di colazione e prima di pranzo.
Attualmente mangio a colazione uno yogurt con dentro un frutto spezzettato (perlopiù frutti di bosco o mela o pera) e circa 30g di cornflakes o fiocchi di riso, una tazza di orzo, un bicchiere di succo di ananas; a metà mattina mangio un frutto; a pranzo alterno carne bianca o pesce o uova, con contorno di verdure cotte e insalata, e gallette di riso o mais; a metà pomeriggio una mela cotta o una porzione di gallette; a cena come a pranzo.
Un dottore mi ha consigliato di inserire il riso un paio di volte a settimana a pranzo al posto delle proteine, o le patate lesse e i cracker al posto dei frutti degli spuntini.
Le ricordo che desidero restare all'interno di un regime dietetico controllato e anzi, visto che attualmente sono alta 1.63 e peso 56kg, vorrei perderne qualcuno per poter iniziare al meglio la mia professione di insegnante di fitness.
Non voglio infatti dimagrire in modo esagerato, ma raggiungere in salute un peso un pochino inferiore, anche in tempi lunghissimi, non importa.
E soprattutto vorrei migliorare i miei disturbi, ho provato mille rimedi erboristici e medici, ma niente.
La ringrazio davvero per la disponibilità e per l'opportunità che dà a tutti noi di un consulto gratuito.
Cordialmente,
Claudia
Cara Signora Claudia,
è vero quello che le hanno detto, e cioè che, molto probabilmente, i problemi gastrointestinali di oggi sono il risultato del problemi alimentari del passato. In ogni caso, il passato è andato e bisogna pensare al presente.
Detto questo, l’alimentazione che mi ha descritto è molto corretta: l’unico ritocco da apportare può riguardare, come già le è stato consigliato correttamente, la sostituzione dei frutti degli spuntini con prodotti da forno secchi (cracker, grissini, biscotti a basso tenore di grassi) oppure con una patata lessata. Anche il suggerimento di sostituire due-tre pasti proteici con il riso è corretto, perché la digestione delle proteine richiede un lavoro intestinale maggiore, che può peggiorare lo stato infiammatorio di base.
Eliminerei, inoltre, i frutti di bosco del mattino, ricchi di semini, lasciando le pere e le mele, e proverei a eliminare per un paio di mesi anche l’insalata.
Tutto questo non va a discapito del peso, poiché la sua alimentazione è già molto controllata e sana.
Spero di esserle di aiuto. Se le fa piacere, mi faccia sapere come procede.
Grazie per avermi scritto
Dott.ssa Diana Scatozza
21 Novembre 2008
Gentile dottoressa, soffro di colite da alcuni anni, ho problemi ad evacuare completamente ed alterno feci dure a feci diarroiche.
Sto utilizzando quotidianamente Benefibra e fermenti lattici.
Il mio medico insiste che io assuma pane integrale, fibre e frutta e verdura cotta o cruda a pranzo e cena.
Le vorrei chiedere uno schema alimentare da adottare per colaz. pranzo e cena, perché mi alimento molto poco, visto che temo ormai molti cibi. Tenga presente che sono intollerante al lattosio. Per favore, mi risponda. Questo problema condiziona la mia vita sociale e non vado più a pranzo o cena con amici per paura di ciò che mangio. sto diventando sempre più magra perché spesso salto anche la colazione.
Grazie anticipatamente,
Anna Maria
Gentile Signora Anna Maria,
il quadro descritto è proprio quello di un intestino irritabile, per il quale è necessario adottare uno schema alimentare che, purtroppo, elimina per un periodo alcuni alimenti, con l’obbiettivo di mettere un po’ a riposo l’intestino dal suo lavoro digestivo.
Gli alimenti da evitare sono, normalmente, i seguenti: verdure e frutti con elevato contenuto in fibra (carciofi, sedano crudo, carote crude, melanzane, peperoni, finocchi crudi, lattuga, kiwi, ananas, fragole, fichi), legumi, pane fresco e altri prodotti da forno freschi (focaccia, pizza), prodotti da forno integrali, alcolici, caffè/tè, cioccolato, spezie e aromi (pepe, peperoncino).
Di conseguenza, lo schema che le suggerisco è il seguente: per colazione, una tazza d’orzo con fette biscottate e, se le piace, miele o marmellata di albicocche o di pesche.
Per gli spuntini sono indicati lo yogurt al naturale o alla frutta, evitando quelli con pezzi di frutta interi o con frutti di bosco, oppure cracker, grissini o biscotti secchi, senza semi aggiunti.
Per i pasti principali sono indicati riso o pasta in bianco, con burro/olio e parmigiano, passati di verdura, carne bianca o pesce ai ferri o al forno o lessati o al cartoccio, uova, bresaola, patate lessate o prodotti da forno secchi (grissini, cracker), carote e zucchine lessate, mela e pere cotte.
Ho evitato i formaggi, per l’intolleranza al lattosio: in ogni caso, può provare la ricotta di latte vaccino, che, spesso, crea meno problemi. Importante è anche il consumo di una quantità adeguata di olio ogni giorno, pari a 3-4 cucchiai da minestra, e di acqua, pari a 1,5-2 litri ogni giorno, preferibilmente naturale e bevuta lontano dai pasti.
Solitamente, in 3-4 settimane si avverte un beneficio che, nel caso, va consolidato, proseguendo con questa alimentazione per almeno 3 mesi.
Mi riscriva per aggiornarmi.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
9 Novembre 2008
Salve sono una donna di 40 anni alta 1.65 e peso 66kg.
Ho qualche kg in più e me lo ritrovo tutto sulla parte addominale premetto che soffro di stipsi. cosa posso fare che devo mangiare sono veramente confusa.
Grazie per il suo gentile aiuto
Gentile Signora,
un buona via per ridurre il tessuto adiposo addominale è quella di consumare quantità abbondanti di verdura e soprattutto cibi proteici (carne bianca, pesce, bresaola, uova), limitando il consumo di carboidrati a un panino piccolo per ogni pasto e a 3-4 fette biscottate per la colazione.
Inoltre, è utile ridurre anche il consumo di olio: tenendo in considerazione il problema della stipsi, lo ridurrei a 3 cucchiai da minestra ogni giorno, che devono servire per condire e per cucinare.
Limiti il consumo della frutta a 2 frutti al giorno.
Beva molto acqua: è un ottimo aiuto.
Spero di esserle stata di aiuto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
29 Ottobre 2008
Egregia Dottoressa,
soffro da 10 anni circa di tiroidite autoimmune e mi sto curando con l'omeopatia.
Il mio problema, risolvibilissimo, è un leggero sovrappeso di circa 5 kg, che non riesco a perdere, nonostante segua un regime alimentare controllato.
Ha qualche consiglio alimentare da darmi?
La ringrazio di cuore e Le auguro ogni bene.
Gentile Signora,
la condizione di ipotiroidismo determina un rallentamento del metabolismo basale, che non è favorevole alla perdita di peso e che determina un aumento di peso, variabile da caso a caso, provocato sia da un aumento della massa grassa sia da ritenzione idrica.
In ogni caso, è possibile seguire un’alimentazione che aiuti a controllare il peso.
Provi ad effettuare sempre la prima colazione, con latte parzialmente scremato e cereali (2 cucchiai da minestra).
Cerchi di fare due spuntini al giorno, a metà della mattina e del pomeriggio, uno con un vasetto di yogurt magro (125 gr.) e l’altro a base di frutta fresca (circa 150 gr.), evitando banane, uva, fichi, cachi.
Prenda l’abitudine di iniziare il pranzo e la cena con la verdura, cruda o cotta, considerandola un primo piatto, perché sazia senza essere molto calorica. Non consumi più di 50 gr. di pasta una volta al giorno, con condimenti molto semplici, come il pomodoro fresco, senza soffritto, o le verdure. Dia la precedenza al pesce (circa 150 gr.), alla carne magra (circa 120 gr.), ai formaggi più magri, come il quartirolo, i fiocchi di latte, il primosale e la ricotta di latte vaccino (circa 100 gr.). Fra gli insaccati scelga la bresaola (70 gr), perché è poco salata. Per quanto riguarda il pane, ne consumi non più di 50 gr. e solo quando non consuma la pasta.
Limiti il consumo di olio a due cucchiai da minestra al giorno, che devono servire sia per condire sia per cucinare.
Nel caso consumi abitualmente gli alcolici, cerchi di eliminarli, perché forniscono molte calorie, e, se ha l’abitudine di bere il caffè, ne limiti il consumo, utilizzando, al posto dello zucchero, un goccio di latte o il dolcificante.
Inoltre, è fondamentale ridurre l’apporto di sale ma, soprattutto, bere almeno 2 litri di acqua al giorno, soprattutto a digiuno, per contrastare la ritenzione idrica, spesso presente nell’ipotiroidismo.
Speriamo le sia di aiuto!
Cordiali saluti
D.ssa Diana Scatozza
28 Ottobre 2008
Gentile dottoressa,
mi accade talvolta di alternare durante l'evacuazioni feci dure e consistenti a feci molto morbide e granulose che mi mettono in allarme.
Premetto che faccio un'alimentazione a base di pane integrale, zucchine carote e frutta, nonché Benefibra in polvere che aggiungo a volte al cibo e a volte sciolgo in acqua.
Come potrei modificare l'alimentazione per aumentare la consistenza fecale?
Mi dia un consiglio perché sono in ansia.
Buongiorno!
L’alternanza della consistenza delle feci, se non è accompagnata da nessun altro sintomo o manifestazione clinica, può essere imputabile ad un’alterazione della motilità dell’intestino, in assenza di altre patologie.
In questo caso, un rimedio efficace potrebbe essere quello di consumare ogni giorno un alimento che, per le sue modalità di metabolizzazione intestinale, può regolarizzare la consistenza delle feci, quali verdura cotta (carote, spinaci, erbette, verza) o frutta cotta (mele, pere, prugne secche e rinvenute in acqua).
In questo modo, fornendo all’intestino in modo costante una fonte di fibra e di zuccheri fermentabili, può riprendere la regolarità della motilità.
Inoltre, è importante mantenere costante anche l’apporto di acqua, consumandone circa 1,5-2 litri ogni giorno, e di olio, consumandone circa 3-4 cucchiai da minestra ogni giorno.
Mi faccia sapere.
Grazie!
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
7 Ottobre 2008
Buongiorno dottoressa,
scrivo per mia suocera che ha 59 anni.
IL 26 settembre è stata operata di polipectomia.... e in seguito all'operazione le hanno trovato dei diverticoli.
Ora la mia domanda è cosa può mangiare?
In attesa di una sua risposta porgo distinti saluti.
Felicia
Gentile Signora Felicia,
l’alimentazione nei casi di diverticolosi del colon è molto simile a quella che usualmente si suggerisce nei casi di intestino irritabile, perché l’obiettivo è lo stesso: preservare la mucosa e i diverticoli dai rischi di infiammazione.
Pertanto, si suggerisce solitamente di eliminare o di consumare con moderazione alcuni tipi di alimenti, quali:
- verdure con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi, lattuga.
- legumi
- frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas, fragole, frutti di bosco, pere, uva.
- salumi piccanti
Si suggerisce, inoltre, di consumare con moderazione caffè, tè e alcolici e di bere, invece, almeno 1,5-2 litri di acqua ogni giorno, soprattutto a digiuno.
Cerchi anche di utilizzare almeno 3-4 cucchiai di olio ogni giorno, perché l’olio aiuta il processo di “lubrificazione” del materiale fecale. Inoltre, proprio per favorire la funzionalità intestinale, dovendo limitare il consumo delle verdure crude, può ricorrere a passati di verdura, minestroni senza legumi, carote e zucchine lessate.
Spero di essere stata di aiuto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
6 Ottobre 2008
Gent.ma dott.ssa Scatozza,
sono una donna di 35 anni alta mt. 1.72 e peso (ahimè) 71 kg!
Durante l'estate (complice il relax e il buon cibo) sono aumentata circa 3-4 kg. che mi si distribuiscono irrimediabilmente tra pancetta e cosce.
Le preciso che sono una golosa di dolci e ho un lavoro piuttosto sedentario, anche se cerco di ovviare muovendomi sempre in bicicletta tra casa-ufficio e scuola.
Pranzo a casa con mio marito tutti i giorni tranne due quando mi fermo a mangiare fuori. L'alvo è regolare. Assumo un farmaco antiepilettico quale stabilizzatore dell'umore per pregressi episodi depressivi. Ora sto bene.
Le chiederei quindi qualche consiglio su come correggere le mie abitudini per perdere qualche chilo e rimanere in forma a lungo.
Grazie per la sua gentilezza.
Elena
Cara Signora Elena,
capisco bene il problema! Purtroppo, la distribuzione del tessuto adiposo è geneticamente determinata e, nel sesso femminile, prevale proprio nella zona gluteofemorale.
Per cercare di controllare il problema, le indico alcuni suggerimenti che non richiedono una particolare fatica.
Prima di tutto, è fondamentale effettuare sempre la prima colazione, con latte parzialmente scremato e tre cucchiai da minestra di cereali.
Cerchi di fare due spuntini al giorno, a metà della mattina e del pomeriggio, uno con un vasetto di formaggio magro (ricotta, fiocchi di latte) e l’altro con un frutto, evitando le banane e l’uva.
Ai pasti principali, cerchi di iniziare il pranzo e la cena con la verdura, cruda o cotta, perché sazia senza essere molto calorica, e prolunga la sensazione di sazietà. A questo proposito, le ricordo che la patata, i legumi e il mais non sono verdure.
Non consumi più di 60 gr. di pasta o di riso una volta al giorno, con condimenti molto semplici, come il pomodoro fresco, senza soffritto, o le verdure.
Dia la precedenza alla carne magra, al pesce, ai legumi lessati come secondo piatto, ai formaggi magri, come il quartirolo, i fiocchi di latte, il primosale e la ricotta di latte vaccino e, fra gli insaccati, scelga la bresaola.
Per quanto riguarda il pane, ne consumi uno piccolo e solo quando non consuma la pasta o il riso.
Limiti il consumo di olio a due cucchiai da minestra al giorno, che devono servire sia per condire, sia per cucinare. A questo proposito, utilizzi le modalità di cottura più semplici, come quella al vapore, ai ferri, alla griglia, al forno, al cartoccio.
Ricorra all’impiego delle pentole antiaderenti, che la aiutano a consumare meno olio. Cerchi di ridurre l’apporto di sale e, soprattutto, si abitui, se già non lo fa, a bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno. Se ha l’abitudine di bere il caffè utilizzi, al posto dello zucchero, un goccio di latte o il dolcificante e se ha l’abitudine di bere alcolici, ne limiti il consumo a un bicchiere per la cena.
Spero che ciò la aiuti nel suo intento.
Grazie per avermi scritto!
Dott.ssa Diana Scatozza
1 Ottobre 2008
Dottoressa Scatozza,
volevo aggiornarla su come stanno andando le cose.
Le racconto un po’ la mia giornata.
Colazione: caffè e orzo.
Pranzo: insalata di orzo o insalata di pasta o pane o pizza alla soia.
Cena: prosciutto cotto, insalata (scondita), 1 frutto, gelato.
Non ho mai smesso di prendere Benefibra e attualmente, da sabato scorso, come
già tempo addietro mi aveva consigliato anche lei, sto assumendone 2 buste al
giorno di cui una al mattino a digiuno (in realtà dopo aver bevuto il caffè e
l'orzo ma ciò equivale ad essere a digiuno, giusto? e le fibre arrivano
ugualmente nell'intestino, o sbaglio?) e una la sera dopo cena (e qui credo di
sbagliare, meglio assumerla prima di cena? da sta sera farò così!). In più
prendo anche motilex: 1 cp prima di pranzo e 1 cp prima di cena. Questo è il
quinto giorno che seguo questa terapia ma ancora niente. Nessun risultato. Devo
pazientare ancora un pò? Oppure devo solo dire a me stessa che il vero problema
è un'alimentazione non equilibrata ma soprattutto insufficiente per cui il mio
fisico si difende come può?
Grazie dottoressa...
Enza
Cara Enza, buongiorno!
Grazie per avermi aggiornata.
Andiamo per ordine: cinque giorni possono essere insufficienti per avere un riscontro obiettivo. Proseguirei, quindi, ancora per un po’: mi darei circa 3 settimane di tempo.
È altrettanto indubbio, tuttavia, che le sue considerazioni sull’alimentazione sono corrette: la ridotta quantità di cibo riduce di per sé lo stimolo meccanico sulle pareti muscolari dell’intestino e la carenza di lipidi rende il materiale fecale molto secco.
Cerchi, quindi, di bere almeno 1,5-2 litri di acqua ogni giorno, per idratare il più possibile sia la fibra di Benefibra sia le feci.
E se provassimo a condire l’insalata della sera? Potrebbe essere un grosso aiuto….
Aspetto sue notizie.
A presto!
Dott.ssa Diana Scatozza
29 Settembre 2008
Buongiorno sono una ragazza di 31 anni e dall'eta' di 17 ho cominciato ad avere problemi intestinali. Inizialmente ho iniziato con evacuazioni immediate piene di muco… però dopo l'evacuazione il tutto tornava nella norma.
Dopo alcuni anni si e' trasformato in coliche intestinali…credo per l'eccessiva aria che si formava nell'intestino infiammatissimo… quindi quest'aria premeva sulle pareti infiammate e mi creava spasmi e contrazioni micidiali da farmi ansimare dal dolore e farmi sudare freddo!!!
Così ho richiesto di fare inizialmente il clisma opaco poi successivamente colonscopia e gastroscopia. Dalla parte intestinale avevano trovato una proctite e una infiammazione della mucosa intestinale (poi si è scoperta l'intolleranza al lattosio) e con la gastroscopia mi hanno trovato una duodenite cronica. Infatti io lamento proprio in quella posizione dove finisce il duodeno ed inizia l'intestino una sensazione di tessuto vivo privo di copertura (esempio una mano senza pelle… la sensazione che provo è questa) ma tutti l'hanno sempre sottovalutata.
L'aria che mi si forma sento proprio che nasce lì e si intoppa… infatti se schiaccio la pancia… sento che le bolle di aria cominciano a muoversi proprio da quel punto… spero sia chiara la descrizione non facile.
Come alimentazione devo dire che ho moltissima confusione perché per stare bene devo andare in bagno tanto e per farlo devo assumere fibra (mangio molti finocchi crudi… che sono gli unici che non mi creano particolare disturbo) ora sto introducendo i cereali i minestroni però devo dire che l'aria è peggiorata tantissimo… soffro di flatulenza anche dolorosa!!!!
Ormai mi sono isolata da tutti perché questa situazione mi crea ENORME disagio… non esco più con amici e sto rendendo difficile la vita anche a chi mi sta vicino!!!
Ora sto assumendo dei probiotici (***) e *** … per ora però la situazione è negativa non so se per l'inizio di questa cura o per i cereali che ho iniziato a mangiare… tutte le sere mangio riso integrale con avena e kummut con un filo di olio di oliva.
Ho veramente bisogno di aiuto per capire cosa fare… non so più come curarmi e a chi rivolgermi visto che tutti i primari ai quali mi sono affidata non hanno fatto altro che imbottirmi di antibiotici tranquillanti (senza alcun risultato) e sorridere dicendomi: signorina deve convivere con questo… deve fare aria? la faccia!!!!!!!!! Per me risposte di questo genere non sono professionali. Una persona che ha studiato e ha preso una laurea in questo settore (gastroenterologia…etc) deve prendersi a cuore ogni caso e studiarlo per cercare di aiutare ad alleviare o guarire la situazione che fa soffrire il paziente.
La mia vita si è interrotta nel 99 quando ho cominciato a peggiorare seriamente… ma ad oggi non so più che fare!!! Potrebbe essere acidosi? Disbiosi? Si può guarire… come si cura? La prima cosa che andava capita era da dove nasceva questa infiammazione (forse l'intolleranza al lattosio) e in un secondo momento curarla per non farla degenerare… ma ormai sono passati 10 anni!!!!
Aiutatemi.
Grazie
Saluti
Manuela
Gentile Signora Manuela,
cerco di cogliere il suo grido di dolore!
Il quadro che descrive è molto simile a quello di un intestino irritabile, dove i fattori che possono aver determinato la situazione possono anche essere molteplici (intolleranza, stati d’ansia, disbiosi).
Detto questo, l’alimentazione può essere sicuramente un aiuto per controllare i sintomi, ma, altrettanto di sicuro, non penso possa risolvere il problema.
Innanzitutto, cerchi sempre di frazionare l’alimentazione della giornata in 5-6 pasti poco abbondanti, perché il sovraccarico di cibo crea una stimolazione meccanica che può peggiorare i sintomi.
Inoltre, è fondamentale bere moltissima acqua, 2 o più litri ogni giorno, soprattutto a digiuno, preferibilmente naturale. Elimini, se li consuma, caffè, tè, bevande a base di cola, alcolici.
Ho visto che consuma i cibi integrali: li elimini, perché la fibra grezza contenuta irrita ulteriormente la mucosa dell’intestino e peggiora lo stato infiammatorio.
Lo stesso vale per le verdure e la frutta molto fibrose (carciofi, sedano, carote crude, melanzane, peperoni, finocchi, lattuga, kiwi, ciliegie, ananas, fragole, frutti di bosco, pere, uva) e per i legumi.
Vanno molto bene, invece, i passati di verdura, carote e zucchine lessate, minestroni di verdura senza legumi: sono di aiuto anche per mantenere la funzionalità intestinale.
Elimini anche le spezie piccanti, se le usa (pepe, peperoncino).
Consumi con moderazione anche i prodotti lievitati freschi (pane, pizza, focaccia) e si rivolga ai prodotti da forno secchi (grissini, cracker, pane azzimo, fette biscottate).
Usi anche 3-4 cucchiai di olio ogni giorno: mantiene le feci morbide ed evita, quindi, che il loro passaggio sia eccessivamente traumatico per la mucosa dell’intestino. Se possibile, riduca anche il consumo di aceto di vino e lo sostituisca con quello di mele, meno acido.
L’integrazione con i fermenti lattici è molto utile, per cui prosegua.
Provi così… spero le sia di aiuto!
Mi faccia sapere.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
24 Settembre 2008
Sono una ragazza di 35 anni che, purtroppo da 16 anni, soffre di anoressia di tipo restrittivo.
Ho fatto tanti passi avanti, ho lavorato assiduamente dal punto di vista psicologico, meno dal punto di vista della nutrizione perché lì faccio più fatica a vedere dei progressi a e attualmente sono seguita da una psicologa e da una nutrizionista. Ho problemi di stipsi.
Non vado di corpo per niente e così sono costretta ad assumere ogni sabato sera 2 cp di *** e poi sabato mattina ad usare un clistere per liberare l'intestino.
Ancora, questo è da sottolineare, mangio pochino e non in modo tanto corretto: come invece la mia nutrizionista vorrebbe!!!
E soprattutto non riesco ad usare l'olio. Però, ovvio, così non posso continuare: mi rovino la salute e il mio povero intestino mi urla di smettere di prendere quella robaccia.
Una psicologa dell'Aidap (la migliore associazione che abbia trovato e che si occupa dei disturbi dell'alimentazione) mi ha consigliato di iniziare con Benefibra. Ne prendo 1 bustina al giorno ma niente. E ormai da mesi e mesi...
Ora, visto che tutti parlano benissimo di Benefibra, vorrei aumentare la dose. E passare, almeno inizialmente a 3 buste al giorno. Poi appena mi si metterà in moto l'intestino ridurrò... Secondo voi, è sbagliato procedere così?
È che da troppo tempo nella mia pancia è tutto fermo e secondo me il mio caso è parecchio ostinato... Per questo pensavo ad una dose così massiccia...
Almeno inizialmente...
Vorrei poi chiedere quando è più opportuno assumere Benefibra?
Prima dei pasti, ad esempio della colazione o dopo?
Si deve bere abbondantemente?
Se ne inizierò a prendere tre buste al giorno, come e quando assumerle?
Dimenticavo... Nel frattempo mi prometto che migliorerò il mio modo di mangiare. Introdurrò l'olio, qualche passato di verdura e seguirò il più possibile ciò che la nutrizionista mi dice. Perché voglio guarire!!!
La vita può essere meravigliosa e molto dipende da noi... Grazie, mille!!!
Gentile Signora,
l’idea di assumere più buste di Benefibra al giorno può essere corretta, ma inizierei con 2 al giorno, per una settimana, e passerei a 3 solo nel caso in cui la situazione non migliorasse.
La modalità di assunzione ottimale è a stomaco vuoto, con abbondante acqua.
È molto importante, però, che l’assunzione dell’acqua avvenga anche durante la giornata, perché maggiore è la quantità di acqua maggiore è il livello di idratazione delle feci e ciò è tanto più necessario nel caso in cui decidesse di aumentare il numero di assunzioni quotidiane. Ideale è assumere almeno 2 litri di acqua ogni giorno.
E devo dire che anche l’idea di introdurre un piccolo cucchiaio di olio sarebbe di molto, molto aiuto… proprio per aiutare a rendere alla vita la meraviglia che ha.
Un grosso in bocca al lupo.
Mi tenga aggiornata, mi fa piacere.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
17 Settembre 2008
Vorrei che lei mi spiegasse in maniera comprensibile il seguente esito:
Ho effettuato una colonscopia il 01-09-08 e il referto è il seguente:
Si risale con estrema difficoltà fino al cieco, per viscere allungato, convoluto, rigido per verosimili fenomeni perivisceritici.
La mucosa di tutti i tratti esaminati appare rosea e lucente, con presenza di numerosi piccoli pseudopolipi di dimensione variabile tra 2 e 4 mm localizzati soprattutto nei tratti di destra. Si eseguono biopsie del colon dx, colon sx, e retto per valutazione istologica. (Non ho ancora ritirato l'esito delle biopsie)
I miei disturbi si concentrano specialmente nel periodo estivo con fastidioso meteorismo accompagnato da leggero mal di pancia e periodi con scariche diarroiche, e sensazione di indolenzimento leggero alla pancia.
Questi disturbi mi deprimono un po'.
Come cura assumo dei fermenti lattici per circa 2 mesi nel periodo estivo aggiungendo un paio di cicli con Benefibra.
Circa l'alimentazione vorrei dei suggerimenti.
Grazie per l'attenzione.
Assunta
Gentile Signora,
durante l’esame, l’endoscopista ha fatto difficoltà a salire fino alla parte dell’intestino (il cieco) dove, normalmente, si arriva con lo strumento, a causa del fatto che l’intestino è più lungo del normale e, conseguentemente, forma più anse del normale. La rigidità viene attribuita al fatto che l’intestino è difficilmente estensibile a causa della presenza di “cicatrici” determinate da fenomeni infiammatori che hanno interessato le pareti esterne dell’intestino (perivisceritici).
La colonscopia, inoltre, ha rilevato la presenza di piccole formazioni (pseudopolipi) delle quali va definita la natura, che conoscerà con l’esame istologico, ma che, solitamente è benigna.
La terapia con fermenti e Benefibra va bene per controllare il meteorismo.
Per quanto riguarda l’alimentazione, andrebbero evitati, o consumati con molta moderazione, i tipi di verdura e di frutta molto fibrosi o con semini, quindi: sedano, carote crude, lattuga, pomodori, melanzane, cavolfiori, radicchio, cipolle, kiwi, frutti di bosco. Ideali sono le verdure al vapore, con particolare riferimento alle carote e alle zucchine, e i frullati di frutti senza semini. Inutile dire che va moderato anche il consumo di alcolici, caffè o bevande a base di cola, tè.
Ideale, invece, è bere almeno 2 litri di acqua ogni giorno, frazionandola in più bicchieri giornalieri, soprattutto a stomaco vuoto.
Spero di essere stata comprensibile.
Cordialmente
22 Luglio 2008
Dottoressa Scatozza,
volevo innanzitutto ringraziarla per avermi risposto... Sa, sono stata tanto felice di leggere ciò che mi ha scritto...
Seguirò il suo consiglio: da domani e per 10 giorni comincerò a prendere due buste di Benefibra: una al mattino a digiuno e l'altra la sera dopo cena.
(prima di cena o dopo cena? mi potrebbe far sapere?)
Volevo poi farle sapere con mio grande orgoglio che ho iniziato a condire la verdura che mangio a pranzo con un cucchiaio di olio.
Per altri non sarà niente ma per me è una grande conquista!
Infine la vorrei ringraziare ancora tanto per la dolcezza e la cortesia presenti fra le righe che mi ha scritto!
E... può contarci: la terrò aggiornata.
Un caro saluto,
Enza
Cara Signora Enza,
sono lieta di esserle stata di aiuto. Soprattutto, so che usare il condimento rappresenta un grosso sforzo e, di conseguenza, una grande conquista, ed è giusto che ne sia orgogliosa.
La mia risposta arriva sicuramente in ritardo, perché avrà già provato il prodotto. In ogni caso, sarebbe più opportuno assumerlo a digiuno, perché la fibra contenuta arriva nell’intestino con più facilità.
A questo punto, mi saprà già dire come sta.
Aspetto il suo riscontro.
A presto!
Dott.ssa Diana Scatozza
2 Luglio 2008
Buongiorno,
ho 33 anni sono alta 1.60 e peso 50 kg, da circa due anni soffro di problemi di ritenzione idrica alla pancia e gambe.
Pratico 7 ore di palestra alla settimana, uso creme e rimedi naturali consigliati dal medico ho pure riequilibrato l'alimentazione...
In parte il problema è migliorato con due sedute al mese di linfodrenaggio, ma appena smetto il problema si ripresenta.
Ho fatto le analisi complete del sangue che hanno eliminato il dubbio di eventuali malattie tipo tiroide ecc. ho fatto anche una visita dal cardiologo anche li tutto perfetto.
Possibile che sia lo stress a scatenare questa problematica???
Si può guarire da questo problema visto che non è neppure ereditario (nella mia famiglia nessuno presenta problemi del genere)??
Grazie e buona giornata.
S.
Gentile Signora,
se ha osservato un miglioramento con le sedute di linfodrenaggio è molto probabile che il problema che lamenta sia di origine circolatoria. Il linfodrenaggio, infatti, è un ottimo trattamento il cui risultato, però, è momentaneo, per cui il trattamento non andrebbe mai interrotto.
Forse, più che lo stress, potrebbe essere lo stile di vita o alimentare: le 7 ore di palestra sono molto utili, ma l’attività più utile per la circolazione è il camminare, mentre la sedentarietà è la più grande nemica.
Probabilmente lo fa già, ma un altro rimedio utile sia per la circolazione sia per la ritenzione idrica è quello di bere almeno 2 litri di acqua ogni giorno, soprattutto lontano dai pasti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
2 Luglio 2008
Non ho dolori addominali ma mi sento sempre gonfia come una palla non riesco a risolvere questo problema.
Sono allergica al nickel ma non so se questo c’entra qualcosa.
Vorrei un consiglio.
Grazie
Buongiorno!
Non escludo che il problema sia proprio l’allergia al nickel, perché lo si trova in una serie infinita di alimenti di consumo comune, quali: legumi, frutta secca, cereali integrali (in particolare avena) cacao e derivati, molte verdure (asparagi, carote, cipolla, pomodori, sedano, broccoli, cavolfiori cicoria, spinaci, cetrioli), spezie (alloro, noce moscata, pepe, chiodi di garofano, cannella), alcuni frutti (ciliegie, banane, meloni), latte vaccino pastorizzato e derivati, vino, lievito, frutti di mare.
Inoltre, anche altri alimenti di uso altrettanto comune (aglio, lattuga, patate, mele, pere, uva, prugne, albicocche, agrumi, uova, birra, acque minerali, carne…) ne contengono quantità minori.
A questo punto, dato che non si può escludere tutto dalla propria dieta, proverei a individuare se ci sono uno più alimenti, fra quelli elencati, che consuma con continuità, indipendentemente dalla stagionalità, e proverei a eliminarli uno alla volta, cercando di individuare quali sono quelli che peggiorano lo stato di gonfiore.
Mi tenga informata.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
27 Giugno 2008
Gentilissima Dott.ssa Scatozza
le ho già scritto il giorno 27/5/08 per problemi di gonfiore addominale, meteorismo… in pratica di colon irritabile.
Mi ha dato dei buoni consigli (carote, zucchine e patate lesse), acqua e olio durante l'arco della giornata e frullati.
Ma ad es. a colazione cosa mi consiglia, bevo spesso anche il latte di riso o quello senza lattosio e mangio yogurt ma a volte risulta dannoso anche quello.
Volevo tra l'altro informarla che ho già provato una cura con Benefibra in polvere ma non mi ha dato nessun risultato positivo (un misurino tutte le mattine a digiuno), anzi spesso favoriva attacchi di dissenteria… crede che dovrei insistere e riprovare per cicli più lunghi?
Grazie ancora per la sua disponibilità
Cordialmente
Silvia
Gentile Signora Silvia,
sono molto lieta di sapere che i suggerimenti forniti siano stati utili e la ringrazio per avermi scritto nuovamente. Mi fa piacere.
Per quanto riguarda la colazione, non mi stupisce più di tanto che lo yogurt possa creare un problema, perché a volte, anche se raramente, i fermenti e/o le tracce di lattosio contenuti possono acuire lo stato di irritazione.
Proverei, quindi, ad assumere per un periodo del tè, molto diluito e leggero, non eccessivamente caldo, eventualmente macchiato solo con un goccio di latte, con 2 o 3 fette biscottate: in genere, questo tipo di colazione, se il tè è veramente leggero, non crea alcun problema.
Per quanto riguarda Benefibra, mi sembra che il suo intestino sia molto sensibile alla sua azione: proverei, per sfruttare al meglio l’effetto della fibra, ad assumerlo a giorni alterni oppure a utilizzare mezzo misurino ogni giorno e, anziché assumerlo a digiuno la mattina, quando la funzionalità intestinale è sicuramente più elevata, a prenderlo in un altro momento della giornata. Penso che un paio di settimane siano sufficienti per osservare eventuali differenze.
Spero di esserle stata di aiuto anche questa volta.
Mi tenga aggiornata.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
24 Giugno 2008
Dott.ssa Scatozza,
scrivo per chiederle un consiglio.
Sono una ragazza di 35 anni che da 16 anni a questa parte soffre di anoressia.
Diciamo subito che adesso sto molto meglio del mio periodo di fase acuta ma non ancora bene.
Attualmente sono seguita a Rimini da una psicologa e da una nutrizionista, entrambe molto brave.
Le descrivo qui di seguito una mia giornata tipo poi le pongo il mio quesito.
Colazione: 2 fette biscottate con marmellata e 1 panino da 80g.
Pranzo: insalata di mare e pomodori (sconditi).
Merenda: 1 mela.
Cena: prosciutto cotto 80g e insalata (scondita) 300g.
Spuntino serale: gelato 200g.
E così, a parte qualche variante, tutti i giorni.
Però non vado di corpo... Da anni ormai. E ogni settimana uso 2 cp di *** + 1 clistere.
Io capisco che il mio transito intestinale è rallentato così come tante altre funzioni del mio corpo e so bene che solo con un'alimentazione sana, equilibrata, varia e quantitativamente sufficiente le cose migliorerebbero in via definitiva.
Tuttavia faccio molta fatica a cambiar modo di mangiare.
E nel frattempo volevo fare tutto il possibile per migliorare le cose.
Una dottoressa dell'Aidap mi ha consigliato Benefibra.
Da circa due mesetti prendo una bustina di Benefibra a digiuno, prima di colazione.
Ma a parte una maggior facilità ad andare di corpo coi miei soliti lassativi, non ho notato nient'altro.
Cosa faccio, continuo a prenderlo ugualmente?
Ha qualche consiglio particolare da darmi?
Posso infine dirle che da parte mia ci sarà il max impegno per guarire da questa subdola malattia che mi ha fatto sprecare tanti anni della mia vita!
La ringrazio tanto per avermi ascoltata e aspetto una sua risposta fosse anche solo per ripetermi che vincere questa malattia si può... E io devo e voglio farlo.
Un caro saluto...
Enza
Cara Enza,
mi scuso nel ritardo nella risposta, ma avevo sospeso per due settimane per motivi personali.
Mi fa piacere sapere che si sta impegnando per risolvere la situazione e che l’impegno è premiato dal rendersi conto che la situazione migliora nel tempo. Purtroppo, come saprà e come ha avuto modo di constatare di persona, il percorso è molto lungo e molto faticoso, ma può portare a risultati molto buoni, per cui, la forza psicologica che sicuramente sta impegnando avrà un esito positivo. Già adesso, mi sembra di capire, la situazione è notevolmente migliorata. Si tratta ora di proseguire sul percorso ormai intrapreso, ma l’aspetto più difficile, l’intraprenderlo, ormai fa parte del passato.
Per quanto riguarda il problema intestinale, il suggerimento di Benefibra è valido, perché la fibra contenuta regolarizza il livello di idratazione del materiale fecale e ne favorisce, di conseguenza, la propulsione nell’intestino. Infatti, ha rilevato una maggiore facilità nella defecazione. Può essere che la sua risposta alla formulazione liquida sia migliore, per cui può proseguire senza problemi ad assumerla.
Potrebbe essere utile anche provare ad assumerne, per un periodo di 10 giorni, 2 al giorno, la mattina e la sera, per vedere se la funzionalità intestinale migliora: nel caso, potrebbe poi proseguire assumendone 1 o 2 a giorni alterni. Importante è che beva anche molta acqua e, perché no, anche un cucchiaio di olio per condire ogni giorno potrebbe essere di molto aiuto: cosa ne dice di provare?
Grazie per avermi scritto e, se ritiene, mi tenga aggiornata.
Un grosso in bocca al lupo!
Dott.ssa Diana Scatozza
6 Giugno 2008
Buongiorno,
Avrei delle brevi domande quando ha tempo di rispondermi:
1) essendo soggetto a colon irritabile mi capita anche di avere diarrea da stress lavorativi ed emotivi. in questi casi il mio appetito si abbassa e mangerei poco. credi mi debba sforzare ad introdurre più o meno la stessa quantità stando attento alla "qualità"?
2) quando ho feci liquide c'e' muco. Le analisi del sangue vanno bene. Mi devo preoccupare del muco o non e' indice di niente (se non magari irritazione momentanea)?
3) se mangio formaggi grassi (non sono più abituato) o per esempio tortellini ricotta e spinaci con ragù (non mangio mai queste cose), mi sento in digestione lenta il giorno dopo e poi ho diarrea. Può essere che non sono più abituato a certi cibi (visto che ora seguo dieta da colon irritabile senza salse e grassi) o può essere qualcos’altro?
Se è solo disabitudine, dovrei insistere (e con che frequenza) per riabituare il corpo o continuare ad evitare questi cibi il più possibile visto il mio colon irritato?
4) una digestione lenta in caso di cibi più elaborati che mi rallenta l'appetito il giorno seguente e' normale?
Grazie e buona giornata
Buongiorno!
Procedo per ordine:
- nei casi di diarrea, solitamente, l’appetito tende ad aumentare. Tuttavia, la reazione dipende dalla causa che ha scatenato la diarrea e, spesso, se questa è su base emotiva, l’appetito può ridursi. In questo caso, darei la precedenza ai cibi che reintegrano sali minerali, quali frutta e verdura. Per la quantità mi baserei in modo da soddisfare lo stimolo dell’appetito.
- la presenza di muco è un segno di irritazione intestinale, per cui, se gli esami sono normali, non mi preoccuperei. È opportuno, in ogni caso, tenere la situazione sotto controllo, ripetendo gli esami con una certa frequenza.
- poiché mi ha citato i formaggi e i tortellini con la ricotta, potrebbe essere anche una forma di intolleranza al lattosio. Per appurarlo, può essere utile effettuare il breath test per l’intolleranza al lattosio.
- la digestione può rallentare, ma se inficia l’appetito del giorno seguente può voler dire che è troppo lenta, o per alterazione della motilità gastrica o delle secrezioni biliari o pancreatiche.
Grazie per aver scritto.
Dott.ssa Diana Scatozza
28 Maggio 2005
Buongiorno,
dopo alcuni esami ematici ho riscontrato che valori di colesterolo alti (tot. a 250). Mi hanno consigliato oltre che a seguire una corretta dieta, anche di assumere un cucchiaio al dì di fibre in polvere per favorire l'eliminazione dei grassi in eccesso.
Cosa ne pensa?
Qual è il prodotto che mi consiglia?
Grazie
Simone
Signor Simone, buongiorno!
Il suggerimento che le è stato fornito è corretto. In realtà, la fibra viene fermentata nell’intestino dai batteri e dalla fermentazione si producono alcune sostanze che, dopo l’assorbimento, riducono la produzione di colesterolo da parte del fegato.
Oltre alla fibra naturale contenuta in frutta, verdura, legumi, cereali integrali, qualsiasi altro prodotto che contenga fibra in polvere può andare bene.
Buona scelta!
Dott.ssa Diana Scatozza
23 Maggio 2008
Buongiorno potrebbe darmi un aiuto telematico.
Ho 45 anni e mi hanno diagnosticato con la colonscopia una sindrome aderenziale e un colon più lungo del normale e pieno di curve... quindi le mie saltuarie ma terribili crisi di stitichezza probabilmente continueranno ad accompagnarmi per il resto della vita, visto che sconsigliano operazioni o laparoscopie.
Mi saprebbe consigliare una dieta alimentare giusta ed equilibrata, visto che se esagero con le fibre mi sembra che le crisi peggiorino notevolmente.
La ringrazio anticipatamente per l'aiuto,
un cordiale saluto,
Antonella
Gentile Signora Antonella,
purtroppo, la sua considerazione relativa alla cronicità della convivenza con il problema è vera!
Dal punto di vista alimentare, deve mettere in conto che tutte le verdure e i frutti a elevato contenuto in fibra o con semini andrebbero consumati con moderazione, quindi: melanzane, finocchi crudi, carciofi, peperoni, pomodori con buccia, lattuga, cavoli, kiwi, ananas.
È opportuno frazionare l’alimentazione in 5-6 piccoli pasti giornalieri, per non sovraccaricare meccanicamente l’intestino
Inoltre, è indispensabile bere almeno 2 litri di acqua ogni giorno, per effettuare una sorta di lavaggio intestinale e idratare il materiale fecale per favorirne la progressione nelle anse intestinali.
Può provare anche a utilizzare Benefibra, perché la fibra contenuta, a catena corta, normalizza la consistenza fecale, che, nei casi di intestino lungo, tende ad aumentare per la maggior permanenza delle feci nelle anse intestinali, che favorisce il riassorbimento di liquidi dall’intestino e rende le feci più dure.
Spero di esserle stata di aiuto!
Dott.ssa Diana Scatozza
22 Maggio 2008
Gent.Le dott.ssa Scatozza,
Le scrivo perché ho bisogno di un consiglio...
a causa di un virus intestinale, negli ultimi tempi ho il colon molto infiammato.
Il medico mi ha prescritto una cura a base di fermenti e ferro che sto seguendo.
La colite infiammata mi crea però gonfiore e tensione addominale dopo i pasti.
Ho 25 anni e lavoro come segretaria in uno studio di Milano.
Al mattino la sveglia suona alle 6.30 perché con il treno impiego circa un'ora a raggiungere il lavoro.
A causa degli orari di lavoro (faccio un part-time) pranzo ogni giorno alle 14.30...
Desidero chiederLe se può consigliarmi un regime alimentare da seguire in modo da non irritare ulteriormente l'intestino, riducendo magari il gonfiore e l'infiammazione selezionando cibi indicati, e per non arrivare affamatissima all'ora di pranzo e cena.
Grazie mille per la Sua disponibilità.
Stefania
Gentile Signora Stefania,
a parte gli alimenti che solitamente si sconsiglia di consumare nel caso di intestino irritabile, penso che potrebbe esserle utile frazionare l’alimentazione in piccoli pasti quotidiani.
Questo, nel suo caso, prevede che lei faccia due spuntini durante la mattinata, in modo tale da non rimanere a digiuno per molte ore e da non gravare meccanicamente l’intestino a pranzo.
Gli spuntini dovrebbero essere sostanziosi, consumando in uno un formaggio fresco (ricotta o fiocchi di latte) e, nell’altro, un frutto come, ad esempio, la banana.
La stessa considerazione vale per il pomeriggio, dove, però, dato che pranza verso le 15, con un intervallo di tempo ridotto tra il pranzo e la cena, lo spuntino può essere più leggero, come uno yogurt con uno-due frutti, come la pesca, le albicocche o le nespole.
Può esserle di aiuto, inoltre, bere molta acqua, circa 1,5-2 litri al giorno, soprattutto lontano dai pasti.
Spero di esserle stata di aiuto.
Dott.ssa Diana Scatozza
5 Maggio 2008
Buon giorno,
sono una ragazza di 20 anni e peso 72.5 sono in sovrappeso.
Come posso calare se assimilo ogni cosa che mangio?
Distinti saluti
Angela
Cara Angela,
tutti assimiliamo, in condizioni normali, ciò che mangiamo! Il problema è la differenza che esiste nella quantità di calorie che ognuno di noi utilizza ogni giorno per vivere e per svolgere le attività quotidiane.
Se ha la sensazione di aumentare di peso pur mangiando poco o normalmente, potrebbe essere utile valutare il suo dispendio energetico tramite un esame non invasivo, la calorimetria indiretta che molti ospedali effettuano. Una volta calcolato il dispendio energetico, si può valutare se vi sono i presupposti per perdere peso e, dopo aver stimato il suo fabbisogno calorico giornaliero, si può impostare un programma alimentare specifico.
Spero di non averla delusa!
Diana Scatozza
29 Aprile 2008
Buongiorno dott.ssa Scatozza,
mi trovo a scriverle per avere dei suggerimenti in merito alla mia situazione così stressante in quanto mi sto ingrassando a vista d'occhio seguendo una dieta equilibrata di proteine frutta e verdura pochi carboidrati.
Sono disperata e avvilita, qualunque cosa ingerisco il mio stomaco e la mia pancia crescono di volume in maniera sconsiderata provocandomi malessere e sensazione di sazietà.
Faccio fatica anche a respirare, ho l'affanno, questo mi irrita molto.
Ho problemi anche con l'intestino, passo giorni di stipsi, giorni con diarrea, altri normali.
Le mie feci sono sempre poche, mai abbondanti.
Cerco di mangiare fibre, ma queste mi rendono ancor più gonfie.
Allora cerco di alternare, ma nulla è sempre tutto uguale.
Soffro con dolori alle gambe, ho 40 anni e peso 75kg credo, spero non di più, sono alta 155cm, sono in una situazione difficile, non riesco più a perdere nemmeno un etto.
Le chiedo aiuto Dott.ssa, non so più cosa fare, la mia mente si sta perdendo per questo, la prego mi aiuti.
Anticipatamente la ringrazio e le porgo distinti saluti.
Stefania
Cara Signora Stefania,
affrontiamo un problema per volta.
Partiamo dall’intestino.
L’alternanza di diarrea e di stipsi è spesso indicativa della presenza di uno stato di irritabilità intestinale. Per questo, si può curare l’alimentazione, selezionando il tipo di fibre da utilizzare, che la aiuta anche a ridurre la sensazione di gonfiore.
A questo proposito, andrebbero evitati, o consumati con molta moderazione, i tipi di verdura e di frutta molto fibrosi o con semini, quindi: sedano, carote crude, lattuga, pomodori, melanzane, cavolfiori, radicchio, cipolle, kiwi, frutti di bosco. Ideali sono le verdure al vapore, con particolare riferimento alle carote e alle zucchine, e i frullati di frutti senza semini.
Inoltre, potrebbe essere utile l’uso di Benefibra che normalizza la consistenza delle feci, cedendo o assorbendo acqua in base allo stato di idratazione delle stesse.
Arriviamo al problema del peso. La sua descrizione di una dieta equilibrata a base di proteine, frutta, verdura e con pochi carboidrati dovrebbe aiutarla a perdere peso. Se ciò non avviene, si può ipotizzare la presenza di una qualche situazione che rema contro.
Potrebbe essere un problema ormonale, come, ad esempio, una disfunzione tiroidea, o metabolico, come il rallentamento del metabolismo.
È possibile valutare l’aspetto metabolico effettuando un esame non invasivo, la calorimetria indiretta, che misura il dispendio energetico a riposo. Non so dove Lei risieda, ma quasi tutti gli ospedali più grossi hanno il calorimetro.
La disponibilità di questa informazione permette di poter capire se il paziente è nella condizione, o meno, di rispondere a una dieta moderatamente ipocalorica.
In ogni caso, dato che, come lei stessa scrive, la situazione che mi ha descritto sta diventando un cruccio rilevante, le suggerisco di rivolgersi a qualche mio collega (medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione) che possa inquadrare la situazione e consigliarle, con tutte le informazioni disponibili, il percorso più indicato.
Mi aggiorni su come procede.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Diana Scatozza
28 Aprile 2008
Buongiorno Dottoressa,
Sono affetto da colon irritabile che mi passa puntualmente in vacanza.
Quando torno alla vita di tutti i giorni mi torna un po' quella tristezza di sottofondo che mi crea problemi insieme allo stress lavorativo (chiamerei il tutto ansia).
Il mio colon irritabile si manifesta con diarrea o gonfiore di stomaco o ritardo svuotamento gastrico (chiamerei dispepsia nervosa) soprattutto quando lavoro.
Vorrei sapere come mi devo comportare dal punto di vista dell'alimentazione durante quei giorni: devo fare attenzione alla qualità dei cibi o anche alla quantità?
Mi porto il problema da più di un anno ed all'inizio non sapendo di essere affetto da colon irritabile ho ridotto i miei pasti pensando di far riposare il tratto intestinale ma non ho fatto altro che perdere peso.
Ora vorrei cercare di recuperarlo ma non ce la faccio: quando ho dispepsia sopra elencata o diarrea non ho appetito e mangio meno.
Dovrei continuare lo stesso regime comunque anche se mi sento ancora pieno? Ho sentito dire che il colon irritabile non ha diretta influenza sul peso e si può averlo ed ingrassare allo stesso tempo?
Me lo può confermare?
Infine, e' vero che il fisico assorbe solo il cibo necessario e per questo non si ingrassa?
Palestra e nuoto potrebbero giovare facendomi aumentare la massa muscolare e quindi il peso nonostante colon irritabile?
Grazie per i consigli
Buongiorno!
Procediamo per gradi.
Nei casi di intestino irritabile si deve modificare il ritmo alimentare ma non la quantità totale di cibo. Pertanto, è utile frazionare l’introito giornaliero utile al nostro fabbisogno in 5-6 pasti poco abbondanti, per non sovraccaricare funzionalmente il tratto gastrointestinale. Può essere utile variare anche la qualità del cibo, limitando il consumo degli alimenti che possono creare problemi di digestione e/o di fermentazione alla flora batterica dell’intestino, quali: verdura e frutta fibrosa o con semini (carciofi, carote crude, lattuga, melanzane, peperoni, pomodori con buccia, kiwi, ananas, frutti di bosco), cibi lievitati, alcolici. Ideali sono carote e zucchine al vapore e bere almeno 1,5 litri di acqua, preferibilmente naturale, a digiuno.
Nei momenti di dispepsia può essere utile ricorrere ai passati di verdura e ai frullati di frutta: nutrono senza chiedere l’intervento eccessivo del sistema digestivo.
Quanto al rapporto fra intestino irritabile e peso, non ci sono evidenze a favore di una correlazione, fermo restando che, come meccanismo di difesa, si tende a introdurre una minor quantità di cibo e, spesso, a perdere peso, come è capitato a lei.
La palestra e il nuoto rafforzano la massa muscolare indipendentemente dal problema intestinale, per cui possono essere di aiuto.
Allo stesso modo non ci sono evidenze che l’intestino assorba solo quello che serve: se così fosse, il sovrappeso e l’obesità non sarebbero un’emergenza di salute nei paesi industrializzati!
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
27 Aprile 2008
Salve ho 30 anni e un problema di peso... ho un’ernia iatale che qualche volta mi dà dolori allo stomaco e vado più volte al giorno in bagno, il sotto e intorno al seno e nel petto ho dolori anche semplicemente premendo e sono gonfia però nonostante vari controlli non è risultato nulla, seguo una terapia a base di *** a cambio di stagione, ho provato varie diete ma invece di dimagrire mi hanno provocato più fastidi e sedute più lunghe in bagno (amo la verdura ma stimola troppo lo stomaco) può aiutarmi consigliandomi qualche suo collega valido e della mutua??
P.S.: ho fatto tutte le analisi possibili e inimmaginabili non ho problemi né di tiroide né diabete né altro tranne problemi di poliposi nasale e facciale che mi crea problemi e bevo parecchio in attesa di risposta ringrazio
Catia
Gentile Signora Catia,
posso suggerirle di rivolgersi all’ANSiSA, l’associazione degli Specialisti in Scienza dell’Alimentazione, di cui è disponibile anche il sito in Internet (www.ansisa.it), chiedendo il nominativo dei miei colleghi presenti nella sua zona e afferenti al SSN.
Inoltre, molte ASL in tutta Italia offrono il Servizio di Dietologia convenzionato con il SSN.
Sicuramente la ASL centrale della sua città le sa fornire le sedi dove il servizio è presente.
Spero di esserle stata di aiuto.
Dott.ssa Diana Scatozza
26 Aprile 2008
Buongiorno sono Gloria 40 anni affetta da sclerosi multipla, periodo difficile conseguenze: alimentazione sbagliata perché non tutti i giorni ho appetito e quando lo recupero mangio quello che trovo.
Faccio attività fisica 4 giorni alla settimana, piscina e palestra ma non riesco a tornare al peso iniziale (1.72 x 62).
Ho addome sempre gonfio, dolori, e quindi perennemente stressata.
Grazie.
Cara Signora Gloria,
fermo restando che, al momento, non vi sono dati scientifici che documentino l’utilità dell’alimentazione nel frenare il decorso della SM, l’utilizzo di alcuni alimenti si è, invece, dimostrato utile nel contrastare i processi infiammatori della malattia.
Fra questi, tutti i cibi ricchi di acidi grassi insaturi, soprattutto omega-3, mentre sono sconsigliati gli alimenti che apportano grassi saturi.
Pertanto, i suggerimenti che solitamente vengono forniti sono i seguenti:
- ridurre il consumo generale di grassi
- consumare carne solo due volte alla settimana, preferibilmente carni bianche, come pollo e coniglio
- assumere cinque porzioni di frutta, soprattutto verdure a foglie verdi, e verdura
- consumare il pesce almeno 4-5 volte la settimana
- utilizzare soprattutto olio extravergine di oliva come condimento.
Per quanto riguarda il problema dell’appetito, provi a ricorrere all’uso dei frullati di frutta e dei centrifugati o dei passati di verdura, perché hanno il vantaggio di non richiedere un eccessivo impegno digestivo e riempitivo gastrico, oltre a non essere eccessivamente saporiti. Inoltre, la verdure passate o centrifugate possono essere di aiuto anche per controllare il problema del gonfiore intestinale, che, spesso, è dovuto a un consumo di fibre eccessivo per le potenzialità digestive della flora intestinale.
Nella speranza di esserle stata di aiuto, la saluto cordialmente
Dott.ssa Diana Scatozza
25 Aprile 2008
Salve Dottoressa,
mi chiamo Elisa. Ho 19 anni, sono alta 1,62 e peso 52 chili.
Non sono grassa, ma neppure magrissima. Il mio problema è che ci sono giorni in cui la mia pancia sparisce, altri in cui mi gonfio (a parte i periodi di ovulazione). Volevo che mi consigliasse o che mi proponesse una dieta adeguata (settimanale) per il gonfiore e magari anche per perdere anche un po' di massa grassa.
Svolgo periodicamente attività fisica.
La ringrazio!
Cara Elisa, buongiorno!
Non si può proprio dire, dai parametri che mi ha fornito, che sia in sovrappeso, ma, al contrario, il calcolo dell’Indice di Massa Corporea (IMC) dà un valore (19.84) che si avvicina al limite inferiore del range di normalità (19).
Pertanto, il suggerimento che posso fornirle è sicuramente quello di sviluppare la tonicità della massa muscolare, praticando attività sportiva, come corsa, nuoto, rafforzamento degli addominali, perché lo sviluppo muscolare avviene a discapito della massa grassa.
Per quanto riguarda il problema del gonfiore addominale, il suggerimento base è quello di bere, se già non lo fa, almeno 1,5-2 litri di acqua ogni giorno, soprattutto a digiuno, frazionandola nell’arco della giornata. Inoltre, può cercare di limitare il consumo delle verdure e dei frutti molto fibrosi o con semini.
Data la sua giovane età, tuttavia, è più probabile che il problema del gonfiore addominale dipenda dalle fasi del ciclo, come ha già osservato lei, piuttosto che da un’alimentazione scorretta, che, peraltro, necessita un’anamnesi alimentare per essere individuata.
Grazie per aver scritto!
Dott.ssa Diana Scatozza
25 Aprile 2008
Buongiorno dott.ssa Scatozza,
La consulto per dei consigli dietetici relativamente alla mia salute. Ho 46 anni (47 tra due mesi) e sono stato operato due volte (la prima nel 1989 e la seconda nel 2004) per poliposi intestinale familiare (sindrome di Gardner) con ileorettoanastomosi la prima volta e proctocolectomia totale la seconda.
Attualmente eseguo controlli periodici (gastroscopie) per presenza di polipi gastroduodenali, che vengono durante i controlli asportati con biopsia loro.
Causa loro presenza nello stomaco e nel duodeno soffro di reflusso gastroesofageo ricorrente e a causa di esso, credo, noto difficoltà del cardias ad aprirsi e, quindi, di eruttazione da parte mia con conseguente "peso" all'altezza dello stomaco.
Le chiedo, stante questo mio quadro clinico, quali sono gli alimenti che non provocano, e mangiando i quali non si verifica, reflusso gastroesofageo e tutto ciò ad esso correlato.
Grazie.
Buongiorno a lei!
Spero di riuscire a fornirle i suggerimenti più idonei.
La domanda che pone è molto corretta, perché alcuni alimenti sono sconsigliati nei casi di reflusso gastroesofageo, anche se, più che provocarlo, lo favoriscono.
Si tratta degli alimenti che impegnano lo stomaco in un processo digestivo lungo, favorendo la secrezione gastrica acida e, conseguentemente, il reflusso.
Tra questi:
- Tutti i tipi di verdura con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi (meglio lessati), lattuga. Lo stesso vale per i legumi.
- I frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas. Inoltre, è consigliabile eliminare la buccia.
- Cibi molto proteici e/ grassi, come le carni rosse e la selvaggina
- Salumi piccanti (salame ungherese, calabrese)
- Formaggi molto stagionati
- Pane fresco
- Bevande gassate
- Alcolici
Sono indicati: formaggi a pasta molle, carote o zucchine lessate, patate, carne bianca e pesce cucinati in modo semplice, bresaola, prosciutto crudo e cotto, pane raffermo o secco (cracker, grissini, pane azzimo), acqua in quantità elevata (circa 2 litri ogni giorno), soprattutto a digiuno, olio extravergine di oliva come condimento, preferibilmente utilizzato crudo.
Ma, oltre alla qualità del cibo, è importante anche la quantità che si introduce per ogni pasto, perché l’eccessivo riempimento gastrico favorisce meccanicamente il reflusso. Quindi: frazionare l’alimentazione in 5-6 piccoli pasti giornalieri, senza mai lasciare lo stomaco vuoto per più di 2-3 ore. Il succo gastrico, infatti, se non viene tamponato dal cibo, può refluire nell’esofago e, per l’acidità che lo caratterizza, portare a un’esofagite.
Spero che i miei suggerimenti possano essere efficaci.
Mi aggiorni!
Dott.ssa Diana Scatozza
19 Aprile 2008
Salve sono un ragazzo di 24 anni e soffro da almeno 2 anni di stitichezza (1 max 2 evacuazioni a settimana), forse dovute alla mancanza di fibre (mangio solo frutta ma verdura niente tranne la lattuga) e al troppo stress lavorativo (12 ore al giorno da lunedì al sabato) e infatti l'evacuazione arriva nel week end quando sono un po’ più libero.
Negli ultimi due mesi oltre a gonfiore e stitichezza ho avvertito forti dolori addominali e un forte dolore al fianco sinistro (penso sia la parte dell'intestino), ho fatto una visita e il gastroenterologo mi ha prescritto: stipsi cronica associata ad algie addominali.
Mi sono state prescritte Benefibra una bustina al giorno- *** 2 buste al giorno prima dei pasti- *** 2 capsule al giorno.
Mi è stato detto di mangiare molta frutta tra cui i kiwi e le pere e gli agrumi, e di eliminare le mele e le banane.
Ho eliminato il caffè e l'ho sostituito con l'orzo, come verdura oltre alla lattuga mangio bietola e spinaci (il resto della verdura non la gradisco), di consumare i legumi solo una volta a settimana (io non riesco a rinunciare ai fagioli).
Ora vi porgo alcune domande:
1) da quanto ho letto sul vostro sito i kiwi e gli agrumi sono controindicati, cosa devo fare? Se li elimino non posso mangiare mica solo pere!!!
2) il peperoncino va eliminato?
3) le banane?
4) se tolgo i legumi che tipo di pasta devo mangiare??? pasta con zucchine e pasta al pomodoro... e poi?
Grazie per le eventuali risposte
Buongiorno!
Ha ragione: le informazioni sembrano opposte, ma, in realtà, non è così.
Nelle forme acute di intestino irritabile si sconsiglia, solitamente, il consumo di tutti gli alimenti che possono peggiorare, direttamente o indirettamente, lo stato di irritazione della mucosa dell’intestino, come le verdure molto fibrose, i frutti con semini (kiwi, frutti di bosco) e la verdure e i frutti molto ricchi di vitamina C (peperoni, pomodori, kiwi). Gli stessi, invece, nelle fasi di remissione sono fondamentali per contrastare il problema della stitichezza.
Pertanto, rispondo alle sue domande nel modo seguente:
1) kiwi e agrumi: meglio ridurne il consumo in fase acuta, consumando, oltre alle pere, le prugne, le pesche e, molto utili, i frullati di frutta, perché limitano l’impegno digestivo della flora intestinale
2) peperoncino: meglio limitarne il consumo, come pure quello del pepe.
3) banane: si possono consumare
4) legumi: l’eliminazione non impedisce il consumo della pasta che può essere condita in molti altri modi altrettanto gradevoli, come quelli suggeriti da lei, con zucchine o altre verdure, oppure con olio e parmigiano, zafferano, acciughe e prezzemolo.
Spero di averle chiarito la discordanza.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
19 Aprile 2008
L’assunzione di legumi a pranzo mi porta un gonfiore addominale e meteorismo come posso ovviare a questo disturbo continuando una dieta a base di legumi perché per lo più vegetariana?
L’unico sistema è quello di passare i legumi, perché, in questo modo, la fibra contenuta viene già parzialmente frazionata, con la conseguenza di non impegnare eccessivamente la flora intestinale.
Dott.ssa Diana Scatozza
19 Aprile 2008
Buon giorno dott.ssa,
ho una bambina di 8 mesi che ha sempre dormito di notte e da quando l'ho svezzata (a 6 mesi) non dorme più la notte o comunque ogni ora si sveglia piangendo e facendo aria.
Ho provato a togliere il parmigiano e formaggino poiché io ho problemi di intolleranze al lattosio e per una settimana ha dormito e ora di nuovo da capo...
La bimba non è mai stata stitica mentre da quando mangia le pappette vado avanti a supposte di glicerina e un preparato a base di erbe ma con nessun risultato.
Mi son chiesta se ha delle allergie e volevo chiederle che tipo di esami si possono fare su una bimba così piccola oppure se secondo lei è qualche altro problema?
Grazie.
Cordiali saluti
Micaela
Gentile Signora Micaela,
l’associazione di aria e stitichezza potrebbe essere considerata normale durante lo svezzamento, perché l’intestino si abitua gradualmente a digerire e assorbire i cibi diversi dal latte.
Può essere che l’intestino della sua bimba sia ancora in fase di adattamento, sebbene, solitamente, i sintomi si risolvano più velocemente dei due mesi che ha indicato.
Anche in un bimbo piccolo è possibile valutare l’eventuale presenza di allergie, partendo, ad esempio, dalla valutazione degli eosinofili (un tipo di globuli bianchi) nel sangue, che, solitamente, aumentano in presenza di allergie. Personalmente, non penso sia tratti di un problema allergico, perché, solitamente, le forme di allergia si associano a sintomi generali, come eruzioni cutanee o rinite, oltre a determinare, con più frequenza, diarrea.
Potrebbe anche essere il tipo di pappa che utilizza, anche se, immagino, ne avrà già sperimentati tipi diversi. Se così non fosse, provi a cambiare tipo.
Il fatto che l’eliminazione del formaggino e del parmigiano abbia temporaneamente migliorato la situazione potrebbe anche indicare una difficoltà nel digerire il tipo di grassi contenuti nei latticini, nei quali i grassi sono presenti in forma differente rispetto a quella del latte, perché, se si trattasse di un’intolleranza al lattosio, la bambina non sarebbe stitica ma diarroica.
Come vede, le possibilità sono diverse, ed è difficile poter esprimere un parere unico.
Le suggerisco di parlarne con il suo pediatra di fiducia, che, conoscendo la bimba, può avere più informazioni di me per ipotizzare la causa più probabile.
Non le sono stata di molto aiuto!
Mi farà piacere ricevere un suo aggiornamento.
Grazie.
Dott.ssa Diana Scatozza
7 Aprile 2008
Buongiorno dottoressa Scatozza,
ho 33 anni e l'anno scorso a maggio 2007 mi è stata diagnosticata una gastrite da Helicobacter pylori mentre a novembre 2007 un'allergia al nichel?
Quali alimenti soprattutto frutta e verdura posso mangiare per alleviare i miei due problemi?
Grazie
Eugenia
Gentile signora Eugenia,
gli alimenti utili nei casi di gastrite da H. pylori sono quelli che non chiedono un grosso impegno digestivo allo stomaco e che, quindi, non stimolano eccessivamente la secrezione gastrica.
Pertanto:
- formaggi a pasta molle e tendenzialmente poco grassi (fiocchi di latte, ricotta di latte vaccino, stracchino)
- carote o zucchine lessate
- patate
- carne bianca e pesce cucinati in modo semplice
- bresaola, prosciutto cotto
- pane raffermo o secco (cracker, grissini, pane azzimo)
Inoltre, è utile bere acqua in quantità elevata (circa 2 litri ogni giorno), soprattutto a digiuno, e utilizzare l’olio extravergine di oliva come condimento, preferibilmente crudo.
Vanno evitati gli alcolici, le bevande gassate, il caffè e il tè.
Per quanto riguarda l’allergia al nichel, gli alimenti che lo contengono in quantità determinanti sono:
- cacao
- fagioli, lenticchie
- frutta secca
- asparagi, lattuga spinaci
- cereali
- ostriche
- liquirizia
- margarina
Fortunatamente, sono anche gli stessi cibi sconsigliati nelle gastriti!
Le ricordo, inoltre, di evitare assolutamente di assumere cibi in scatola e di cucinare in pentole smaltate, in teflon o alluminio, ma di usare esclusivamente stoviglie di vetro o di acciaio inox 100%.
Grazie per avermi scritto.
Dott.ssa Diana Scatozza
2 Aprile 2008
Salve dott/ssa,
ho quasi 33 anni, sono alta 1.60 e peso 57.5.
Vorrei chiederle alcuni consigli al riguardo della mia alimentazione perché ho problemi di irritabilità intestinale ed una PANCIA GONFIA e molliccia,
le descrivo intanto la mia giornata tipo:
COLAZIONE: 1 bicchiere di latte p.s. con 1 pacchetto *** + caffè
SPUNTINO: 1 Yogurt alla frutta ***
PRANZO: Secondo con contorno (oppure) solo pasta
SPUNTINO: non sempre riesco a farlo
CENA: Secondo con contorno
Svolgo un lavoro sedentario di almeno 9 ore e purtroppo non svolgo attività in palestra (causa di tempo e famiglia con una bimba di 6 anni).
Mi può dare gentilmente qualche consiglio?
Cosa dovrei modificare nell'alimentazione e che prodotto poteri prendere?
La ringrazio anticipatamente,
Elvia
Gentile Signora Elvia,
temo di poterle consigliare poco, perché l’alimentazione che mi ha descritto è praticamente perfetta!
L’unica cosa che, forse, posso suggerirle, perché non è specificata nella sua descrizione, è quella di non consumare legumi e verdure e frutti molto fibrosi o con semini, come carciofi, sedano e carote consumati crudi, melanzane, peperoni, lattuga, pomodori, spinaci, kiwi, fragole, ananas, fichi. Ideali sono le carote e le zucchine lessate, oltre alla patata che, però, non è una verdura ma si considera un’alternativa del pane, e, tra i frutti, mele, pere, pesche. Vanno molto bene, invece, i passati e i frullati.
Importante è anche il consumo di una quantità adeguata di olio ogni giorno, pari a 3-4 cucchiai da minestra, per sfruttare l’azione lubrificante delle feci e delle pareti intestinali.
Per il gonfiore addominale, che potrebbe dipendere, almeno in parte, dalle verdure sopra citate, potrebbe provare ad assumere Benefibra, perché la fibra contenuta, il PHGG, aiuta a contrastare il gonfiore, normalizzando sia la consistenza sia il volume delle feci e favorendo lo sviluppo della flora batterica intestinale.
So di non averla aiutata molto, ma, come le ho detto, il suo stile alimentare è ineccepibile!
Cordialmente
Dott.ssa Diana Scatozza
2 Aprile 2008
Salve dottoressa.. Io da anni soffro di S.I.I.
Qual è la corretta alimentazione da seguire?
La ringrazio tanto..
Cordiali saluti
Giorgio
Egregio Signor Giorgio,
ha fatto bene a porsi il problema dell’alimentazione, perché può fornire un aiuto fondamentale nei casi di intestino “irritabile”.
A questo proposito, le suggerisco di consumare con moderazione i seguenti alimenti:
- verdure e frutti con elevato contenuto in fibra (carciofi, sedano crudo, carote crude, melanzane, peperoni, finocchi crudi, lattuga, kiwi, ananas, fragole, fichi). Ottimi, invece, zucchine e carote lessate e i passati di verdura in generale.
- legumi
- pane fresco (da preferire i prodotti da forno secchi)
- alcolici
- caffè/tè
- cioccolato
Può, invece, consumare tutti gli altri tipi di alimenti, purché cucinati con modalità di cottura semplici.
Beva almeno 2 litri di acqua naturale ogni giorno, soprattutto a stomaco vuoto, ed eviti di sovraccaricare l’intestino, frazionando l’alimentazione in 5-6 piccoli pasti quotidiani.
Inoltre, utilizzi come condimento ogni giorno 3-4 cucchiai da minestra di olio, preferibilmente extravergine di oliva, perché l’olio svolge un effetto lubrificante sul materiale fecale.
Può provare anche a utilizzare Benefibra, perché contiene una fibra vegetale che, arrivata nell’ultimo tratto dell’intestino, può essere utile per contrastare i sintomi che caratterizzano l’intestino irritabile: gonfiore, stitichezza/diarrea, dolore spastico.
Spero di esserle stata di aiuto.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
11 Marzo 2008
Soffro di colon irritabile da anni ed ultimamente mi è stata diagnosticata esofagite di grado B da reflusso gastrico.
Al di là delle cure farmaceutiche tra cui anche l’uso di Benefibra le chiedo qualche consiglio sull’alimentazione avendo sentito e letto spesso cose diverse e contrastanti.
Tipo, per farle degli esempi banali: kiwi sì kiwi no, pomodori sì e no, contraddizioni anche sulle banane ecc. credo di aver trovato unanimità solo su: insaccati, caffè, tè, dado brodo, sughi elaborati, verdure crocifere, carne grassa e poi su frutta, verdura e legumi un caos oserei dire.
Le chiedo gentilmente un suo parere.
Buongiorno!
Purtroppo ha ragione, perché le opinioni sono spesso discordanti.
È vero, tuttavia, che alcuni alimenti che potrebbero essere consumati con tranquillità nei casi di esofagite da reflusso come, ad esempio, i legumi, sono, invece, sconsigliati nei casi di intestino irritabile.
Oltre alla scelta dell’alimento, vanno considerate anche la quantità e la modalità di cottura: sempre considerando l’esempio dei legumi, il passato di legumi può essere tollerato nei casi di intestino irritabile e di reflusso gastroesofageo, i legumi lessati, invece, tendono a non esserlo nei casi di intestino irritabile, mentre sono tollerati nei casi di reflusso, purché consumati in quantità moderata e all’interno di un pasto composto da una limitata quantità di cereali.
Già l’abbinamento legumi e verdura può determinare un riempimento e un rigonfiamento gastrico eccessivi, che possono peggiorare il reflusso.
Come può orientarsi? Applicando alle regole generali la sua esperienza personale, perché non tutti gli alimenti peggiorano la sintomatologia in soggetti affetti dallo stesso problema, e tenendo ben presente la regola comportamentale di frazionare l’alimentazione in 5-6 pasti giornalieri di quantità limitata, anziché caricare l’apporto di cibo su 2-3 pasti.
Fatte queste considerazioni, i kiwi e i pomodori, ad esempio, sono controindicati nell’intestino irritabile, perché ricchi di semini e intrinsecamente acidi (contengono elevate quantità di vitamina C), ma possono essere tollerati nel reflusso gastroesofageo se consumati in quantità limitata (1-2) e assieme a un alimento che svolga funzione “assorbente”, come un cereale secco (grissino, fetta biscottata): kiwi e pomodori, infatti, stimolano la secrezione gastrica acida, che è uno dei fattori coinvolti nella sintomatologia del reflusso. La presenza nello stomaco di un prodotto secco, che assorbe il succo gastrico, riduce il rischio di accentuazione della sintomatologia.
Ma la stessa considerazione vale anche per gli altri tipi di frutta, dato che tutti contengono fibra e vitamina C, seppur in quantità diverse.
I prodotti grassi, che abitualmente non creano problemi nell’intestino irritabile, possono peggiorare i sintomi del reflusso perché richiedono tempi più lunghi di digestione e di conseguente stimolazione della secrezione gastrica. Allo stesso modo, tuttavia, una fetta di carne magra ai ferri può peggiorare i sintomi del reflusso, perché le proteine sono digerite soprattutto nello stomaco, stimolando la secrezione gastrica: moderando la quantità di carne e abbinandola a un prodotto secco il rischio di peggioramento si riduce notevolmente.
È un problema di scelta di alimento, quantità consumata, modalità di preparazione e abbinamento con altri alimenti “complementari”.
Temo di averle confuso ancor di più le idee.
Nel caso, mi riscriva.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
8 Marzo 2008
Buongiorno, ho preso l'indirizzo dal sito sul colon irritabile e spero sia quello giusto per un parere della dietologa.
Una domanda: è possibile che la pizza margherita mi crei pesantezza e difficoltà di digerire?
Se mangio la pizza la sera mi sento pieno e gonfio il giorno dopo e non so se è meglio mangiare lo stesso normale come se niente fosse o mangiare leggero o per niente.
Grazie per il consiglio e la disponibilità.
Daniele
Signor Daniele, buongiorno!
Sicuramente la pizza può dare i sintomi che lei ha descritto e, anzi, direi che è un’evenienza molto frequente.
La sensazione di pienezza, gonfiore e pesantezza deriva dal fatto che essa è lievitata e che, spesso, la pasta è poco cotta. Inoltre, la quantità di condimento presente è, in genere, molto elevata e non sempre di buona qualità.
In realtà, molti pazienti sperimentano che quando la pizza è cucinata con ingredienti di qualità (mozzarella di bufala, pomodorini, olio extravergine di oliva, poco sale), è condita senza eccessi e, soprattutto, è ben cotta, non crea alcun problema. L’ideale, è consumare una pizza sottile e croccante. Per non peggiorare la situazione, sarebbe meglio anche non abbinarla alla birra che, essendo anch’essa lievitata, può rinforzare l’effetto negativo.
Per quanto riguarda il giorno dopo, cerchi di bere molta acqua, soprattutto non gassata e a stomaco vuoto, e di consumare prevalentemente alimenti a elevato contenuto acquoso (verdure, frutta), abbinandoli alla carne bianca o al pesce ai ferri.
In ogni caso, non salti i pasti: è controproducente!
Spero di esserle stata di aiuto.
Dott.ssa Diana Scatozza
5 Febbraio 2008
Gentilissima dott.ssa Scatozza
le scrivo perché vorrei tanto dimagrire ma non ci riesco e non so più cosa fare...
Oggi faccio 3 mesi da quando ho partorito, sono alta 1e55 cm, peso 65kg e ho 23anni, vorrei dimagrire circa 10chili e tornare a come ero prima della gravidanza ma non so come fare, ho sempre voglia di mangiare. Mi potrebbe aiutare lei..
La ringrazio molto.
Saluti
Letizia
Gentile Signora Letizia, buongiorno e, soprattutto, complimenti per il lieto evento!
Purtroppo, perdere peso nei primi mesi successivi alla gravidanza non è semplice, perché il quadro ormonale, spesso, non è ancora ritornato del tutto alla normalità e, quindi, “rema contro”. Inoltre, se è in fase di allattamento, al di là del problema ormonale, qualsiasi alimentazione restrittiva dal punto di vista quantitativo è controindicata.
Pertanto, se sta allattando, le suggerisco di posticipare la perdita di peso al periodo post-allattamento.
Se, invece, non è in fase di allattamento, le posso fornire alcuni piccoli suggerimenti alimentari, non particolarmente rigidi, che possono aiutarla ad affrontare la situazione. Non posso prescrivere una dieta, perché dovrei valutare il suo quadro generale (stile di vita, abitudini alimentari, valutazione dell’andamento del peso nel corso degli anni….).
Ecco i suggerimenti:
- consumi sempre la prima colazione, con latte parzialmente scremato e 3 fette biscottate
- si abitui a fare sempre due spuntini al giorno, a metà della mattina e del pomeriggio, uno con un vasetto di yogurt bianco magro e l’altro a base di frutta fresca (circa 150 gr.), evitando le banane e l’uva.
- cerchi di consumare abbondanti quantità di verdura, cruda o cotta, perché sazia senza essere molto calorica. A questo proposito, le ricordo che patata, mais e legumi non sono verdure
- limiti il consumo di pasta a 60 gr una volta al giorno, con condimenti molto semplici, come il pomodoro fresco, senza soffritto, o le verdure, considerandola un piatto unico
- dia la precedenza alla carne bianca, al pesce, ai legumi, ai formaggi più magri (quartirolo, fiocchi di latte, primosale, ricotta di latte vaccino) e, fra gli insaccati, scelga la bresaola
- per quanto riguarda il pane, ne consumi non più di 50 gr. per pasto e solo quando non consuma la pasta
- limiti il consumo di olio a due cucchiai da minestra (20 gr.) al giorno, che devono servire sia per condire sia per cucinare. A questo proposito, utilizzi le modalità di cottura più semplici, come quella al vapore, ai ferri, alla griglia, al forno, al cartoccio. Ricorra all’impiego delle pentole antiaderenti, che la aiutano a consumare meno olio.
- cerchi di ridurre l’apporto di sale, abituandosi a insaporire con spezie e aromi (valorizzano il sapore del cibo molto più del sale!)
- beva almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno: è fondamentale!
- limiti il consumo di alcolici
- eviti i consumo di bevande zuccherate.
Inoltre, cerchi di fare almeno 30-45’ di camminata di buon passo ogni giorno: è un ottimo sistema per aiutare a controllare il peso e non impegna dal punto di vista organizzativo!
Nella speranza di esserle stata utile, la saluto cordialmente!
Dott.ssa Diana Scatozza
13 Gennaio 2008
Buongiorno,
sono mesi che sono preoccupato di avere spesso diarrea da colon irritabile.
Ho spesso nodi alla gola per l'ansia di stare male.
Ho l'impressione di saziarmi prima e ovviamente mangio meno di quanto facevo.
Il motivo è che il mio corpo si è abituato a vedere come abbastanza il poco che gli do (e quindi dovrei riabituarlo lentamente a mangiare sempre di più per tornare a mangiare come prima), o sono i nodi alla gola che ho quasi tutti i giorni a farmi sentire sazio prima (e quindi una volta passata l'ansia mia tornerei a mangiare subito come prima)?
Buongiorno!
Bella domanda...!
In realtà, è un circolo vizioso: l'ansia di stare male le crea la sensazione di nodo in gola, che la porta a mangiare di meno, per cui lo stomaco si abitua ad essere riempito poco e, se mangia un po' di più, si sente subito sazio, sensazione che peggiora quella di nodo in gola.
Ritengo, tuttavia, che, soffrendo anche di colon irritabile, l'ansia giochi un ruolo prevalente, "scaricandosi" su tutto il tratto gastrointestinale.
Il suggerimento che posso fornirle, quindi, è di parlarne con il suo medico curante, se già non lo ha fatto, chiedendogli di prescriverle, per un periodo limitato, un ansiolitico leggero: in questo modo, può, nell'arco di pochi giorni, differenziare una situazione organica da una nervosa: se la sintomatologia di "nodo in gola" e la sensazione di sazietà precoce si attenuano, è evidente la rilevanza della componente ansiosa.
A questo punto, può iniziare un programma di incremento graduale delle dosi di cibo, in modo da rieducare lo stomaco a digerire quantità maggiori di cibo.
Mi aggiorni su come procede.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Diana Scatozza
10 Gennaio 2008
Salve Dottoressa,
sono una ragazza che da circa un anno soffre di colon irritabile iniziato con stitichezza e attualmente è alternata con diarrea (tutte le mattine dopo mezzora dalla colazione) sorto in seguito ad un intervento chirurgico (asportazione di cisti endometriosica in laparotomia; tuttora sono affetta da endometriosi!) e ad un cumulo di stress psico-fisico (premetto che sono molto nervosa di carattere, ma non ho mai avuto problemi intestinali in tutta la mia vita!).
Il test alla celiachia, il breath test e il Ca 19.9 sono negativi, le analisi del sangue vanno bene. L'unico test positivo riguarda un'intolleranza ai lieviti (da 9 mesi ho abolito ogni tipo di lievito e cibo fermentato. La mia alimentazione è rigida, ma abbastanza equilibrata, cerco di variare il più possibile gli alimenti che posso mangiare, prediligendo cibi il più genuini possibile privi di conservanti, additivi, coloranti di qualsiasi tipo, freschi, ben cotti e consumati subito.
Mangio pasta, cereali, gallette di riso, pesce azzurro 4 volte alla settimana, carne magra due volte alla settimana, bresaola due volte al mese, un uovo al mese, latte di riso, orzo, farro e soia una volta alla settimana, frutta e verdura, parmigiano fresco).
Vorrei chiederle che tipo di formaggi potrei integrare e se potrei provare a mangiare di nuovo uno yogurt magro al giorno (alimento cardine da anni nella mia colazione o potrebbe darmi fastidio?
Mi aiuti! Non ce la faccio più, è veramente difficile!!! Pensa che Benefibra possa essermi di aiuto?
Grazie
Gentile Signora,
la sua alimentazione è più che perfetta& fin troppo!
Non mi è chiaro il perché abbia eliminato i formaggi, con l'eccezione del parmigiano, dato che non risulta un'intolleranza al lattosio. Se effettivamente questo problema non c'è, può tranquillamente reintrodurre altri tipi di formaggio, cominciando con quelli a pasta molle (crescenza, robiola, primosale, ricotta e mozzarella di latte vaccino).
Anche lo yogurt non dovrebbe crearle problemi, dato che è tollerato anche nei casi di carenza della lattasi, l'enzima responsabile dell'intolleranza al lattosio.
Provi, quindi, a reintrodurre yogurt e formaggi: non dovrebbero crearle problemi e, per di più, le sarebbero di aiuto per variare l'alimentazione.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
10 Gennaio 2008
Gentile dottoressa
potrebbe dirmi se l'estratto di fagiolo bianco utilizzato come integratore dietetico può interferire con l'assorbimento della pillola anticoncezionale?
Grazie e buon lavoro (...)
Gentile Dottoressa,
per stabilire se una sostanza può interferire con l'assorbimento di un farmaco sarebbe necessario effettuare degli studi specifici.
Tuttavia, dato che l'estratto di fagiolo bianco è, presumibilmente, di natura proteica, è improbabile che le proteine interferiscano con l'assorbimento dei farmaci, interferenza molto più probabile, invece, nel caso dei lipidi.
Sulla base di questo ragionamento che, però, si basa su presupposti di farmacologia che non si riferiscono specificamente all'estratto in questione, posso ipotizzare che non vi siano interferenze tra l'estratto di fagiolo e l'assorbimento dei farmaci estro-progestinici.
Cordialmente
Dott.ssa Diana Scatozza
30 Dicembre 2007
Cosa posso mangiare e bere dopo una colica renale?
Buongiorno!
Dato che le coliche renali sono provocate per lo più da calcoli formati da ossalato di calcio,
la misura preventiva più importante consiste nel limitare l’assunzione degli alimenti che lo contengono o che lo formano e di favorire il “lavaggio” renale, per diluire il più possibile la concentrazione di sali nelle urine.
Pertanto, è necessaria un'adeguata idratazione, ottenibile bevendo almeno tre litri di acqua, preferibilmente oligominerale, al giorno nel periodo estivo e almeno due in quello invernale.
Inoltre, è necessario ridurre l’apporto di sale, al massimo mezzo cucchiaino da tè al giorno, e di proteine animali, consumando la carne non più di 3-4 volte alla settimana.
Si consiglia, inoltre, di limitare anche l’apporto di zuccheri e di alcol, consumando al massimo mezzo bicchiere di vino al giorno.
I cibi che favoriscono la produzione dell'ossalato urinario, e che, quindi, vanno quasi evitati, sono la frutta secca (noci, nocciole, arachidi, mandorle), gli spinaci, il prezzemolo, il cioccolato, il cacao e alcuni tipi di tè.
Via libera, invece, alla frutta e alla verdura, ai cereali, ai legumi e al pesce.
Oggi è controversa anche la limitazione dell'assunzione dei cibi ricchi di calcio, come il latte e i formaggi, poiché le evidenze più recenti non correlano l’assunzione di tali cibi ad un aumentata incidenza di calcolosi.
Spero di esserle stata utile.
Dott.ssa Diana Scatozza
1 Dicembre 2007
Gent.ma Dott.ssa Scatozza,
navigando in Internet alla ricerca di una soluzione al mio problema di metabolismo ho trovato un articolo di Mariateresa Truncellito intitolato "Metabolismo: dagli la sveglia" in cui c’è un Suo intervento.
Rispondendo alle 10 domande da Lei formulate, io sono nella fascia da 6 a 10 sì:
"il tuo metabolismo è effettivamente lento. Fai fatica a bruciare ciò che mangi e tendi facilmente a ingrassare."
Io ho iniziato ad aver problemi di peso a 18-19 anni, ho fatto varie diete e diciamo che riuscivo a mantenermi intorno ai 4 kg di sovrappeso. (59 Kg / 1,58 m)
Mi sono sposata e dopo due anni (età 31 Kg 68) già in sovrappeso sono rimasta incinta e al termine della gravidanza pesavo 72 Kg, dopo aver partorito pesavo 64 Kg.
Sono stata a dieta dall’inizio poiché in famiglia c’erano casi di diabete, al 7° mese mi è venuto il diabete ed ho fatto l’insulina fino al giorno dopo il parto.
Dopo un anno e mezzo dal parto, visto che avevo preso 5 Kg ho deciso di tentare con un’altra dieta (delle intolleranze) che mi ha tolto i carboidrati (tranne 2 fette biscottate la mattina) e a giorni alterni il pane (50 gr) e di sera.
In un mese ho perso 6 Kg, l’unico problema è che la mattina dopo la sera che non mangiavo carboidrati avevo la glicemia alta; mi hanno spiegato che il mio corpo non avendo zuccheri in circolazione li produceva!!!
Ho smesso quella dieta e sono andata dal diabetologo che mi segue e la situazione non è migliorata molto, quando inizio una nuova dieta mi sgonfio, ma passato l’effetto momentaneo ricomincio a prendere Kg. di troppo...
Da luglio avendo anche problemi di orticaria frequenti sono andata da un allergologo che mi ha proibito degli alimenti perché secondo lui producono una sostanza che mi provoca l’orticaria e da fine luglio ho eliminato: pomodoro, kiwi, fragole, pesche, crostacei, frutti di mare, cacao, thè, caffé, bibite gassate… forse ne dimentico qualcuno…
Inoltre da un’ecografia fatta alla tiroide risulta che la mia tiroide si sta rimpicciolendo però le analisi escono bene.
Escono anche i valori del fegato un po’ sballati ed il colestorolo è leggermente più alto ma questo valore mi si era alzato in gravidanza e poi è rimasto outlier.
Sono mesi che sto a dieta ferrea (quella del centro diabetologico), inoltre non mangio quegli altri alimenti per l’orticaria e continuo a prendere peso sono arrivata 77,400 Kg.
Ho problemi di stitichezza, ci sono settimane che ogni giorno uso i microclismi di glicerina.
Faccio una vita sedentaria: inizio a lavorare alle 7,30 in ufficio, stacco alle 14 (tranne due gg a settimana che faccio il pomeriggio) e vado a casa, pranzo e mi metto a studiare (perché iscritta all’università) verso le 17,30 inizio a fare la mamma (mia figlia ha 2 anni e mezzo) e la donna di casa e alle 21,30 crollo sul divano. Raramente faccio la cyclette.
Insomma sono in crisi, non mi piaccio più, non mi va di guardarmi allo specchio e vorrei dimezzarmi!!!
AIUTO!!!!
Letizia
Gentile Signora Letizia,
raccolgo il suo grido di aiuto!
Il quadro che mi ha descritto è articolato: al di là del problema del diabete che non aiuta di certo a controllare o a perdere peso, la riduzione delle dimensioni della tiroide, associata alla comparsa delle manifestazioni di orticaria, potrebbe far pensare ad una malattia auto-immunitaria.
Il quadro della funzionalità tiroidea mi ha detto essere normale e, penso, siano stati valutati anche gli anticorpi anti-tireoglobulina e anti-perossidasi.
Nel caso tale dosaggio non fosse stato valutato, potrebbe essere utile effettuarlo.
Quanto al peso, il suggerimento che ritengo utile fornirle è quello di effettuare la valutazione del metabolismo basale. Il test che ha letto, infatti valuta in modo molto sommario l’entità del metabolismo, ma una valutazione precisa richiede l’esecuzione di un esame chiamato calorimetria. È un esame non invasivo, semplice da effettuare, che stima in modo molto preciso il dispendio energetico di base. Qualora il valore risultasse basso, ciò spiegherebbe la sua difficoltà a perdere peso, mentre, se il valore risultasse normale o, addirittura, elevato, si potrebbe cercare la causa della difficoltà nell’assetto ormonale.
La calorimetria è disponibile negli ospedali che hanno un servizio di Dietologia o di Nutrizione Clinica o un reparto di cura delle malattie metaboliche.
Mi aggiorni su quanto deciderà di fare.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
10 Novembre 2007
Mi chiamo Luisa ed ho 47 anni sono alta 1.60 e peso 68kg non trovo una dieta giusta causa gonfiori addominali quasi giornalieri.
Soffro di ernia iatale da scivolamento con reflusso gastroesofageo e sono stata operata per un calcolo al fegato nel mese di marzo con analisi del sangue perfette ma risulta fegato ingrossato soffro anche di colite.
Vengo curata con *** ma alle volte risulta inadeguato in quanto i sintomi persistono, inizialmente dopo l'operazione sembrava risolto il problema ma da agosto si è ripresentato ancora più tenace ed ho coliche quasi giornaliere.
Gentile Signora Luisa,
a parte l’ernia jatale con reflusso gastroesofageo, che non incide sul problema della colite, il calcolo biliare può averne, invece, peggiorato il quadro, interferendo nella liberazione della bile nell’intestino durante i pasti.
L’alimentazione che le suggerisco di seguire copre tutti gli aspetti, compreso il reflusso gastroesofageo.
I suggerimenti che le fornisco, quindi, sono i seguenti:
- bere ogni giorno almeno 2 litri di acqua, frammentata nell’arco della giornata;
- consumare a pranzo e a cena un’abbondante quantità di verdura, soprattutto cotta per non impegnare eccessivamente la flora batterica intestinale nel processo di digestione della fibra;
- frammentare l’alimentazione in 5-6 piccoli pasti, per non sovraccaricare, anche meccanicamente, sia lo stomaco sia l’intestino;
- consumare 3 cucchiai da minestra di olio ogni giorno;
- evitare i cibi integrali, perché la fibra contenuta può svolgere un’azione irritante, e il pane fresco (meglio i prodotti da forno secchi: cracker, grissini, pane azzimo);
- consumare con moderazionei tipi di verdura/frutta con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi (meglio lessati), lattuga, pomodori (a meno che non elimini la buccia). Lo stesso vale per i legumi. Per i frutti: kiwi, ciliegie, ananas. Inoltre, è consigliabile eliminare la buccia di tutti gli altri tipi.
Per cercare di controllare il problema della colite, può provare ad utilizzare Benefibra, perché il tipo di fibra contenuta, essendo a catena corta, è proprio indicata nei casi in cui è necessario non impegnare eccessivamente l’intestino, e svolge, inoltre, un effetto prebiotico, stimolando la crescita della flora batterica.
Mi aggiorni prossimamente.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
26 Ottobre 2007
Buongiorno dottoressa,
ho scoperto che una caratteristica del mio intestino è il dolicosigma: me lo hanno riscontrato dopo una colonscopia, che il mio medico di famiglia mi ha consigliato di fare come ulteriore indagine di controllo per una prostatite di origine batterica che si è manifestata ad aprile e che, nonostante cicli di antibiotici ecc. continua ogni tanto a darmi qualche fastidio.
Ho scritto anche al suo collega gastroenterologo su questo sito per chiedere lumi su possibili nessi tra il dolicosigma e la prostatite.
A lei chiedo se gentilmente può darmi qualche consiglio sulla dieta che dovrei seguire.
Ho 37 anni, svolgo un lavoro in ufficio piuttosto stressante, sono alto circa 1,70 e peso 63 kg.
Pratico sport almeno mezz’ora al giorno tutti i giorni della settimana.
Mangio molta frutta, verdure, proteine, pochi carboidrati, da quando ho la prostatite bevo più acqua (prima devo dire che probabilmente non arrivavo neanche a un litro al giorno).
In passato per questo motivo (credo) soffrivo un po’ di stitichezza, tendo ad accumulare molta aria
Spero di non aver fatto troppa confusione!
Grazie per la sua disponibilità.
Eugenio
Gentile Signor Eugenio,
non ha fatto nessuna confusione.
Il dolicosigma, come ormai saprà, consiste in una lunghezza maggiore dell’intestino sigma.
Il sigma, nell’ambito della funzionalità intestinale, svolge un po’ la funzione di “serbatoio” delle feci, perché il materiale fecale, dopo aver attraversato tutto il colon, arriva nel sigma, dove rimane prima di essere espulso tramite l’intestino retto.
Il sigma, inoltre, svolge ancora la funzione di riassorbire l’acqua contenuta nelle feci, per cui maggiore è il tempo di permanenza nel sigma, maggiore sarà l’indurimento delle feci.
È fondamentale, quindi, fare in modo che le feci arrivino nel sigma con un livello di idratazione elevato, soprattutto nel caso del dolicosigma, dato che il tempo di transito del materiale fecale è, per definizione, più lungo.
A questo proposito, è fondamentale che l’alimentazione sia il più possibile composta da cibi adeguati a fornire e a trattenere acqua il più possibile, oltre, naturalmente, ad introdurre una quantità di acqua elevata, circa 1,5-2 litri ogni giorno.
Pertanto, il suggerimento che posso fornirle è di consumare con molta moderazione i cibi seguenti:
- I tipi di verdura con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi (meglio lessati), lattuga. Lo stesso vale per i legumi.
- I frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas. Inoltre, è consigliabile eliminare la buccia
- Caffè e tè
Infatti, le verdure e i frutti molto fibrosi contengono fibra a catena lunga, che, se non adeguatamente idratata e fermentata dai batteri intestinali, può rallentare il transito intestinale, oltre a creare problemi di meteorismo.
Per il resto, direi che la sua alimentazione e il suo stile di vita sono più che sani.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
27 Settembre 2007
Mi chiamo Elisabetta, ho 41 anni sono alta 1,70 cm e peso la bellezza di 75 kg!!!!!
Sono anni che soffro di intestino irritabile... ho avuto parecchie visite con gastroenterologi e tutti mi hanno sempre dato la conferma della sindrome di cui soffro senza richiedermi esami invasivi ma solo con cure di antispastici al bisogno ...ecc
Il mio quesito è: cosa devo mangiare per non avere disturbi intestinali quotidiani?
Alla mattina bevo thè con poco latte e qualche biscotto, metà mattina una brioche o un piccolo panino e a pranzo sempre pasta condita in vari modi; alla sera mangio un secondo con verdura che potrebbe essere carote, patate, fagiolini e niente altro perché se mangio una foglia di insalata, una zucchina o pomodori, peperoni e melanzane, il giorno dopo sono guai grossi!!!
Dimenticavo: la mia sindrome si manifesta con dolore, gonfiore e diarrea e mal di schiena molto forte quando sento l’intestino in movimento.
Assumo a periodi il Benefibra e sinceramente quando sembra che io stia meglio per un motivo che non riesco a capire ci ricasco con dolore ecc... scusi la confusione con cui ho scritto questa lettera ma non riesco neanche a trovare un momento tranquillo per scrivere visto il ritmo quotidiano che ho!!!!
Resto in attesa di qualche piccolo suggerimento che possa migliorare la qualità della mia vita che spero migliori visto che i miei tre figli (13 anni + 2 gemelli di 8) hanno bisogno di una mamma sempre in forma e in salute perché altrimenti la giornata non gira nel verso giusto!!!!!
Grazie e buon lavoro
Gentile Signora Elisabetta,
la risposta al problema è contenuta, almeno in parte, nella sua lettera: l’intensità del ritmo quotidiano, soprattutto se protratta e se vissuta con eccessiva partecipazione emotiva, può alterare il controllo neurologico del tratto gastrointestinale e peggiorare i sintomi che Lei descrive.
La sindrome dell’intestino irritabile è una patologia organica disfunzionale, che può essere peggiorata dalle situazioni emotivamente pesanti. Inoltre, alcuni aspetti che ha descritto relativamente alla sua alimentazione potrebbero essere migliorati.
In particolare, sarebbe opportuno frazionare l’alimentazione in 5 piccoli pasti, includendo gli spuntini di metà mattina e di metà pomeriggio, per non sovraccaricare il tratto intestinale, impegnandolo nel processo digestivo, con una quantità eccessiva di cibo nelle 3 assunzioni descritte.
Inoltre, alcuni cibi andrebbero evitati o consumati con molta moderazione.
Tra questi:
- Tutti i tipi di verdura con elevato contenuto in fibra: carciofi, sedano, carote crude (indicate quelle lessate), melanzane, peperoni, finocchi crudi (meglio lessati), lattuga. Lo stesso vale per i legumi.
- I frutti fibrosi o con semini: kiwi, ciliegie, ananas. Inoltre, è consigliabile eliminare la buccia.
- Salumi piccanti (salame ungherese, calabrese).
- Formaggi molto stagionati
- Pane fresco
- Bevande gassate
- Alcolici
- Caffè e tè
Sono, quindi, indicati: formaggi a pasta molle, carote o zucchine lessate, patate, carne e pesce cucinati in modo semplice, bresaola, prosciutto crudo e cotto, pane raffermo o secco (cracker, grissini, pane azzimo), acqua in quantità elevata (circa 2 litri ogni giorno) e, soprattutto, bevuta a stomaco vuoto.
L’assunzione di Benefibra è indicata e le ricadute potrebbero essere imputabili a qualche alimento non idoneo assunto contemporaneamente al trattamento con Benefibra.
Spero che questi suggerimenti le siano di aiuto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Diana Scatozza
26 luglio 2007
Gentile Dott.ssa Scatozza,
ho 40 anni e da alcuni di questi soffro di intestino irritabile. Il mio disagio dipende dalla frequenza delle evacuazioni (in media due volte al giorno, talvolta di più) o dalla loro impellenza (soprattutto dopo mangiato). Il disagio diventa problema nella vita lavorativa e sociale, quando il bagno non è a portata.
Devo ammettere che non sono molto regolato nel cibo, ma mi sto sforzando di capire cosa introdurre e cosa eliminare dalla mia alimentazione. Ad esempio, si sente spesso dire che sono necessarie cinque porzioni quotidiane di verdura o frutta: non sono troppe nei casi come il mio?
La pasta e i carboidrati in genere, mi aiutano o no?
I fermenti lattici o i prodotti probiotici (da supermercato) hanno qualche effetto positivo? Infine, confesso di aver usato Benefibra ma di aver interrotto il trattamento perché dopo un iniziale miglioramento ho notato un aumento delle evacuazioni giornaliere.
È solo un'impressione, una tappa della terapia o un indice d’inefficacia del prodotto?
La ringrazio e la saluto cordialmente.
Stefano
Egregio Signor Stefano,
l’alimentazione indicata nella sindrome dell’intestino irritabile varia in funzione del tipo di sintomatologia.
Nel caso in cui prevalga la componente diarroica, rispetto a quella stitica, si possono consumare, con moderazione, tutti i tipi di frutta e di verdura, anche quelli normalmente sconsigliati nella variante stitica.
Il punto fondamentale è proprio quello che ha rilevato lei: le 5 porzioni possono essere eccessive, e si preferisce suggerire il consumo di 3 porzioni fra frutta e verdura.
Per quanto riguarda i carboidrati, non vi sono suggerimenti particolari, in quanto, a meno che non vi sia una componente di intolleranza al glutine o al lievito, non hanno influenza sulla sintomatologia.
Le suggerisco, tuttavia, di provare ad eliminare i prodotti lievitati freschi (pane, focaccia, dolci) e di sostituirli con quelli da forno secchi, per ridurre la componente fermentativa data dall’acqua, associata al lievito, presente nei prodotti freschi.
Anche i fermenti lattici (probiotici) possono essere di aiuto per ricostituire la flora intestinale.
Relativamente a Benefibra, può essere che la quantità adeguata a controllare la sua sintomatologia sia inferiore a quella abitualmente consigliata.
Provi a riprendere l’assunzione, riducendo la dose che assumeva in precedenza e variandola in funzione dell’andamento del sintomo.
Nella speranza di essere stata esauriente, la saluto cordialmente
29 Giugno 2007
Gentilissima Dott.ssa Scatozza,
come da Lei cortesemente richiesto, Le faccio avere mie notizie.
Ho seguito una "dieta" dove per oltre un mese ho abolito pasta e tutti i prodotti lievitati (pane, pizza, torte, ecc).
Il gonfiore non è assolutamente diminuito. Quindi, come Lei aveva ipotizzato, il problema non sta esclusivamente in questi prodotti, ma - presumo - anche nelle verdure e frutta sconsigliate.
Ora farò altri tentativi, ma mi piacerebbe molto essere seguita da un Dottore dietologa nella mia zona (Brescia/Valsabbia).
Sa consigliarmene uno?
Grazie infinite.
Francesca
Gentile Signora Francesca,
mi fa piacere leggere sue notizie, anche se, purtroppo, non ottime!
Concordo con l’idea di rivolgersi ad un medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione. Personalmente, non ne conosco nessuno, ma può rivolgersi alla nostra associazione, l’ANSiSA (Associazione Nazionale Specialisti in Scienza dell’Alimentazione), che ha sede a Milano, con il seguente recapito telefonico: 026436788, oppure inviando un email per richiedere informazioni all'indirizzo ansisa@iol.it.
Grazie per avermi aggiornata!
Dott.ssa Diana Scatozza
27 Giugno 2007
Salve Dottoressa,
sono una ragazza che da circa un anno soffre di colon irritabile iniziato con stitichezza e attualmente è alternata con diarrea (tutte le mattine dopo mezzora dalla colazione) sorto in seguito a un intervento chirurgico (asportazione di cisti endometriosica in laparotomia; tuttora sono affetta da endometriosi!) e ad un cumulo di stress psico-fisico (premetto che sono molto nervosa di carattere, ma non ho mai avuto problemi intestinali in tutta la mia vita!).
Il test alla celiachia, il breath test e il Ca 19.9 sono negativi, le analisi del sangue vanno bene. L’unico test positivo riguarda un’intolleranza ai lieviti (da 9 mesi ho abolito ogni tipo di lievito e cibo fermentato.
La mia alimentazione è rigida, ma abbastanza equilibrata, cerco di variare il più possibile gli alimenti che posso mangiare, prediligendo cibi il più genuini possibile privi di conservanti, additivi, coloranti di qualsiasi tipo, freschi, ben cotti e consumati subito.
Mangio pasta, cereali, gallette di riso, pesce azzurro 4 volte alla settimana, carne magra due volte alla settimana, bresaola due volte al mese, un uovo al mese, latte di riso, orzo, farro e soia una volta alla settimana, frutta e verdura, parmigiano fresco).
Vorrei chiederle che tipo di formaggi potrei integrare e se potrei provare a mangiare di nuovo uno yogurt magro al giorno (alimento cardine da anni nella mia colazione o potrebbe darmi fastidio?).
Mi aiuti! Non ce la faccio più, è veramente difficile!!! Pensa che Benefibra possa essermi di aiuto?
Grazie.
Buonasera!
Direi che la sua alimentazione è quasi perfetta! Le suggerisco, se già non lo fa, di limitare il consumo delle verdure fibrose (carciofi, sedano, lattuga, peperoni, melanzane), perché la fibra contenuta può essere irritante per la mucosa intestinale. Per quanto riguarda i formaggi, potrebbe provare con la ricotta, il primosale, lo stracchino, il quartirolo, tutti a ridotto contenuto lipidico e, quindi, digeribili più facilmente.
Quanto allo yogurt, non vedo motivi perché possa crearle problemi. Tuttavia, nell’ipotesi che la sindrome dell’intestino irritabile (SII) possa averle creato anche un’intolleranza al lattosio, proverei ad introdurre i formaggi e lo yogurt in tempi diversi: lo yogurt, infatti, non contenendo lattosio, viene solitamente tollerato anche da chi soffre di modesta intolleranza al lattosio.
Proverei, inoltre, ad utilizzare Benefibra, dato che la fibra contenuta è stata studiata appositamente per i casi di SII, essendo una fibra corta, a basso peso molecolare, che non irrita la mucosa intestinale, rimanendo sempre liquida, e che normalizza la consistenza delle feci, cedendo o assorbendo acqua in funzione del livello di idratazione delle feci.
Spero di esserle stata di aiuto.
Dott.ssa Diana Scatozza
21 Maggio 2001
Salve sono una ragazza di 25 anni ed ho sempre sofferto di colite, però da
qualche anno a questa parte mi sono sentita molto male ho fatto delle cure anche
con delle compresse che contenevano tranquillanti ma non ho avuto miglioramenti.
Cosi ho fatto la gastroscopia ed ho scoperto che oltre alla colite soffro anche
di gastrite e mi hanno trovato anche l'ernia iatale, mi hanno detto di stare
tranquilla che non mi avrebbe portato nessun problema e invece ho sempre sensi
di vomito e acidità. Evito di mangiare qualsiasi cosa mi faccia male però ora
sono arrivata al punto che mangio solo riso e pasta in bianco,carne,pesce non
grasso e pane. Non mangio altro infatti ho avuto una notevole perdita di peso.
Ho anche problemi nel bere l'acqua perchè se lo faccio durante i pasti
mi crea gonfiore di stomaco, mentre se la bevo lontano dai pasti mi crea sensi
di vomito. Sono condizionata in tutto. Lei potrebbe aiutarmi ad allargare la
mia alimentazione ad altri cibi che non mi facciano male a tutte queste cose?
Magari ci sono altri cibi che io non mangio e che mi servirebbero per stare bene.
Grazie e arrivederci.
Gentile Signora,
il quadro che descrive è molto chiaro e altrettanto tipico. L’alimentazione è indispensabile
per controllare il problema. Tuttavia, le suggerisco di interpellare anche un gastroenterologo,
perché esistono numerosi trattamenti farmacologici che possono sicuramente
ridurre il senso di acidità e lo stimolo al vomito, creando, inoltre,
un terreno più favorevole all’efficacia della terapia alimentare.
Nel suo caso, è fondamentale frazionare l’alimentazione
in 5-6 piccoli pasti quotidiani, per non sovraccaricare lo stomaco. Per tamponare
l’acidità, dovrebbe consumare in ogni pasto un prodotto
da forno secco e a basso contenuto in grassi, come il pane azzimo, per
favorire l’assorbimento del succo gastrico. Ciò vale sia per i pasti
principali sia, e soprattutto, per gli spuntini. Inoltre, deve consumare con
moderazione: verdure con elevato contenuto in fibra (carciofi, sedano, carote
crude, melanzane, peperoni, finocchi crudi, lattuga), legumi, frutti acidi e/fibrosi
(kiwi, ananas, arance, frutti di bosco, ciliegie, amarene, uva), pane fresco,
bevande gassate, alcolici, caffè/tè, formaggi stagionati, cioccolato,
farine integrali, aceto di vino.
Ideali, quindi: carne bianca, formaggi freschi, pesce al forno, prosciutto
cotto, zucchine e carote lessate, patate lessate, zuppe di cereali, riso e pasta
preferibilmente in bianco, mele, pere oppure frullati di frutta fresca, latte
parzialmente scremato, fette biscottate, miele, aceto di mele, gelato alla crema,
caffè d’orzo.
Qualche alimento in più ora c’è!
Dott.ssa Diana Scatozza
18 Maggio 2007
Salve,
io sono una sig.ra di 25 anni che ha problemi al colon e al pancreas.
Tre anni fa è nata mia figlia con il parto naturale, da allora
ho cominciato ad avere problemi di stitichezza, associandosi ad un forte dolore
nella parte destra della pancia. L'anno scorso ho consultato un urologo, perchè pensavo
fosse una colica renale (soffro anche di coliche), ma lui mi disse che il mio
metabolismo non era buono così mi fece fare le analisi del sangue. Da
queste risultò che avevo il pancreas intossicato, allora ho fatto un esame
per vedere se ero intollerante a qualche cibo,infatti mi hanno detto di non mangiare
carni grasse, lievito, zucchero bianco, latticini, caffé, cacao e tante
altri cibi. Con una piccola dieta sono riuscita a stare meglio, ma quando avverto
quei dolori dall'ecografia risulta che ho il colon spastico, così mi prescrivono
*** Io vorrei sapere da lei cosa devo mangiare e cosa invece evitare. Sono giovane
e molto golosa, quindi rinunciare sempre non è tanto facile. Per favore
mi aiuti. Nell'attesa di una sua risposta, la saluto.
Filomena.
Gentile Signora Filomena,
lo *** è un ottimo farmaco che permette di controllare i fenomeni
di contrazione spastica del tratto gastrointestinale. Purtroppo,
le cause di tali contrazioni possono essere numerose, e una di queste è proprio
la stitichezza, fermo restando che le contrazioni sono esse stesse causa di stitichezza,
per cui si instaura un circolo vizioso che si automantiene.
Sicuramente, un’alimentazione ben impostata le può essere di
aiuto, quanto meno per non peggiorare la situazione. A questo proposito, le suggerisco
di consumare con moderazione i seguenti alimenti:
- verdure con elevato contenuto in fibra (carciofi, sedano, carote crude, melanzane, peperoni, finocchi crudi, lattuga)
- legumi
- kiwi, ananas, fragole
- pane fresco
- torte
- bevande gassate
- alcolici
- formaggi a pasta molle
- caffè/tè
- carni rosse, selvaggina
- cioccolato
Può, invece, consumare tutti gli altri tipi di alimenti. In particolare,
beva almeno 2 litri di acqua naturale ogni giorno, soprattutto a stomaco vuoto,
ed eviti di sovraccaricare l’intestino, frazionando l’alimentazione
in 5-6 piccoli pasti quotidiani.
Inoltre, può provare ad utilizzare Benefibra, perché contiene
una fibra vegetale che, arrivata nell’ultimo tratto dell’intestino,
attenua la componente spastica, normalizzando il contenuto di acqua nelle feci,
e normalizza il transito intestinale.
Spero di esserle stata di aiuto.
Dott.ssa Diana Scatozza
26 Aprile 2007
Gentile Dottoressa,
Le scrivo in quanto ho ricominciato dopo una lunga interruzione ad allenarmi
in palestra con i pesi.
Il medico del centro mi ha consigliato il seguente schema alimentare:
Colazione: 2 yogurt + 30gr cereali/fette biscottate
Spuntino: 1 frutto + 3 mandorle/noci
Pranzo: 60gr pasta/riso + 150gr carne/200gr pesce + verdura
Spuntino: 60gr bresaola/cotto/crudo + 3 mandorle/noci oppure 150gr albumi
Cena: come pranzo SENZA carboidrati
Prima di andare a letto SE ho fame: 1 yogurt o 100gr ricotta magra
Il mio dubbio è: visto che ho problemi di colon irritabile (uso regolarmente
Benefibra e fermenti lattici), questa alimentazione potrebbe portare a riacutizzare
il problema?
Ora come ora la mia dieta è molto bilanciata, pur privilegiando i carboidrati
alle proteine (carbo a pranzo e cena, frutta come spuntino, etc).
La ringrazio per l'attenzione che vorrà prestarmi.
Stefania
Gentile Signora Stefania,
L’impostazione alimentare che le è stata proposta tende a
privilegiare l’apporto proteico, rispetto a quello glucidico,
e concentra i carboidrati nella prima parte della giornata.
In linea generale, è un tipo di impostazione che, ultimamente, è molto
utilizzata e non dovrebbe peggiorare il suo problema intestinale.
Anzi, dato
che riduce i carboidrati, potrebbe addirittura osservare un miglioramento. L’unico
alimento che potrebbe “remare” contro sono le 6 mandorle/noci quotidiane,
che provocano fenomeni di irritazione intestinale, essendo molto fibrose. Qualora
dovesse osservare un peggioramento, provi ad eliminarle, consumando solo il frutto
o le proteine della merenda.
Grazie!
Dott.ssa Diana Scatozza
