L'esperto risponde
Intestino "irritabile" postinfettivo
2 Febbraio 2008
Salve,
le scrivo per avere maggiori informazioni sugli anomali sintomi intestinali che ho da circa otto mesi.
Il mio problema si verifica agli inizi di giugno quando, dopo tre giorni di febbre alta e diarrea, ho iniziato ad avere un leggero gonfiore che invece di migliorare è aumentato col passare del tempo.
Non so se il gonfiore e questa influenza intestinale siano correlate, so solo che tutto è sorto dopo quegli episodi.
Ora, oltre al gonfiore, che sembra aumenti di giorno in giorno senza dare mai tregua, ho continuo senso di sazietà per non parlare delle mie difficoltà digestive.
Ho usato il *** e, per un breve periodo, il *** associato ai fermenti lattici ma non hanno sortito alcun effetto.
Ho il dubbio che questo problema sia scaturito anche da un lungo periodo di stress e ansia che è aumentato dopo un aborto spontaneo ed il conseguente raschiamento nel mese di ottobre.
Inoltre sono stata operata dopo soli dieci giorni dalla nascita di stenosi del piloro ma non credo che questo problema sia legato al mio disturbo.
Mi rendo conto che si tratta di una situazione un po’ complicata ma avrei bisogno di consigli per riuscire a trovare una soluzione.
Non riesco assolutamente a convivere con questo gonfiore.
In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente e la ringrazio.
Dovresti valutare la possibilità di un vero consulto gastroenterologico dal vivo, dove fare un punto degli eventuali esami da te fatti fino ad ora ed eventualmente decidere se eseguirne altri, orientandosi verso un meteorismo “funzionale” o verso altre patologie organiche dell’apparato digerente.
Potrebbe anche trattarsi della “famigerata” sindrome dell’intestino irritabile post-infettiva, in cui la lieve infiammazione che residua dopo una gastroenterite continua a causare sintomi anche dopo l’eliminazione del virus o del batterio responsabile dell’infezione vera e propria.
Per trovare un centro specialistico di gastroenterologia adeguato e vicino al tuo domicilio visita il sito internet della società italiana di gastroenterologia ospedaliera: www.aigo.org.
Rimane purtroppo il fatto che i sintomi funzionali dell’apparato digerente, e tra questi il gonfiore addominale, che pure incidono certamente sul benessere quotidiano, non sono affatto facili da trattare.
Saluti
Dr. Stefano Pallotta
23 Agosto 2007
Salve dottore,
sono una ragazza di 24 anni, all'ultimo anno di università, premetto che conduco una vita molto "normale": mangio bene, non fumo, non bevo, e anche se non molto regolarmente pratico sport. Non ho mai avuto problemi legati all'intestino, fino all'estate scorsa, quando in vacanza in Sicilia, sono stata male per una settimana (nausea, forti dolori, diarrea e difficoltà digestive) e al rientro dall'esame delle feci è risultata la presenza di Blastocystis hominis.
Il mio medico curante ritenne allora di non intervenire con una cura, nonostante io continuassi ad avere dei disturbi, soprattutto quando mangiavo fuori casa o cibi un po’ più elaborati.
Il tutto è andato avanti fino a marzo, quando stressata dal permanere dei disturbi mi sono rivolta ad una gastroenterologa, la quale anche lei ha ritenuto di non dover curare il parassita, dandomi invece una cura per "sospetto colon irritabile" ( ***, ***, fermenti lattici), a seguito di una serie di analisi ed ecografie da cui non risultava nulla di rilevante.
Dopo tre mesi di questa cura e risultati che tardavano a venire mi sono rivolta ad un'altra gastroenterologa, la quale mi ha fatto rifare le analisi delle feci, da cui risultava ancora il Blastocystis hominis, e quindi mi ha prescritto una cura per eliminarlo (*** per 7 giorni).
Al termine della cura il parassita non è più risultato.
Tuttavia, credo forse a causa del lungo periodo in cui il mio intestino è stato "sottosopra", ancora mi restano dei sintomi (dolori addominali soprattutto dopo i pasti, flatulenza e a volte diarrea) e che, anche se non quotidiani, sono sempre fastidiosi per una ragazza di 24 anni che svolge una vita sociale, (anche perché io cerco di stare il più attenta possibile a mangiare "leggero").
Ecco il punto è che sto assumendo Benefibra da 3 giorni, però non so se per una coincidenza o per beffa, sono stata male da quando l'ho assunto con dolori piuttosto forti dopo mangiato e diarrea. Vorrei sapere da lei se l'assunzione di Benefibra nel mio caso può essere controindicata.
La ringrazio per la sua attenzione e per il suo lavoro
Alice
Cara Alice,
esiste una varietà di colon irritabile che si chiama post-infettiva ed è probabilmente questo il tuo caso, come sostanzialmente suggerisci tu stessa.
L’introduzione di grosse quantità di fibre nella dieta produce inizialmente i peggioramenti che hai descritto e non è prevedibile se questa fase durerà a lungo o meno.
Io suggerirei di dimezzare la dose di fibre che stai assumendo e provare una dieta molto povera di pane, pasta e legumi, che sostituirai con carne, pesce, uova e riso per una o due settimane.
Poi ritorna alla dieta normale.
Nonostante tutto questo, la forma "post-infettiva" di intestino irritabile potrebbe persistere, ed in questo caso ti consiglio di tornare dalla seconda collega Gastroenterologa che ti ha già conosciuta per una visita di controllo.
Auguri
Dr. Stefano Pallotta
2 Luglio 2007
Gentile Dott. Pallotta,
sono una ragazza di ventitré anni. Quattro mesi fa, a seguito di un episodio influenzale acuto caratterizzato da febbre, vomito, forti crampi intestinali e diarrea, ho visto cambiare radicalmente la mia attività intestinale, fino ad allora sostanzialmente regolare. Ho iniziato a soffrire di gonfiore e tensione addominale, senso di evacuazione incompleta e feci acquose, poco formate. Ho inoltre notato un calo ponderale di circa 2kg negli ultimi due mesi (attualmente peso 49Kg per 1,60m), nonostante le mie abitudini alimentari non siano variate. Il mio medico di base mi ha prescritto una terapia antibiotica a base di *** e antispastica a base di *** e, a seguire, un integratore di fermenti lattici, ma la situazione non è migliorata.
Conduco uno stile di vita sano, pratico sport (nuoto) con una frequenza di 2/3 allenamenti settimanali e seguo un'alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, ma sto vivendo un periodo di tensione che temo peggiori i sintomi descritti. Le chiedo un parere e un consiglio sul da farsi.
Grazie per la cortese attenzione.
Cordiali saluti
AnnaMaria
Cara Annamaria di 23 anni,
il tuo mi sembra un esempio tipico di sindrome dell’intestino irritabile del tipo post-infettivo.
Dopo una forte infezione gastrointestinale alcune cellule infiammatorie rimangono nel tessuto dell’apparato digerente senza una chiara spiegazione anche dopo l’eliminazione degli agenti patogeni originali. Tali cellule infiammatorie rendono l’intestino più sensibile alla distensione e tendente alla motilità esagerata, dando feci acquose e tensione e dolore addominale.
Il tuo medico di base si è mosso bene, sino a ora, ma se non osserva risposta alla terapia, e questo devi dirglielo tu, potrebbe inviarti da uno specialista per valutare se introdurre, ad esempio, dell’amitriptilina.
Buona guarigione
Dr. Stefano Pallotta
