L'esperto risponde

Contaminazione batterica del piccolo intestino

22 Aprile 2010

Gentile dottore, tramite breath test al glucosio mi è stata rilevata una contaminazione batterica dell'intestino tenue da batteri metano produttivi. Da molto tempo ormai (circa tre anni) i sintomi che manifesto sono: mal di pancia e fastidi addominali, gonfiore e meteorismo, reflusso e irregolarità intestinale. Dai diversi controlli non è mai emerso niente se non, per l'appunto, questa contaminazione batterica del tenue.
Vorrei capire se questa cosa può essere la causa dei miei malesseri, che via via diventano sempre più costanti e frequenti. Il meteorismo, poi, mi dà sempre giramenti di testa e senso di instabilità: è una cosa normale?
Le chiedo in ultimo quale potrebbe essere la causa di questa contaminazione batterica e se, trascurata nel tempo, potrebbe portare a conseguenze importanti. Questo perché mi sono chiesta...chissà da quanto tempo ne soffro! Ora sono in procinto di curarla con antibiotici ma sto allattando e di conseguenze dovrò aspettare.
Sto assumendo Benefibra da circa 15 giorni, nella speranza di regolarizzarmi un po'. Grazie infinite.

Gentile signora, quella che le è stata diagnosticata viene definita clinicamente SIBO (= small intestinal bacterial overgrowth, sovracrescita batterica del piccolo intestino) responsabile della cosiddetta Sindrome da contaminazione batterica del piccolo intestino, una condizione patologica cronica intestinale ad eziologia batterica, caratterizzata da un'abnorme proliferazione nel lume del piccolo intestino di batteri anaerobi e batteri coliformi, generalmente presenti nel colon, causata da modifiche nell'ecosistema intestinale, normalmente mantenuto dall'equilibrio tra flora batterica e fattori ambientali. Clinicamente tale sindrome può manifestarsi come una sindrome malassorbitiva, con sintomi quali diarrea cronica, calo ponderale, meteorismo e, se presente da molti anni, con segni da carenza nutrizionale come l'anemia macrocitica (da deficit di vitamina B12).
Le principali condizioni che favoriscono l'instaurarsi di una sovracrescita batterica del piccolo intestino sono difetti anatomici e motori, malnutrizione, immunodeficienza ed età avanzata, ma ultimamente si è visto come la SIBO insorga anche nei pazienti affetti da sindrome del colon irritabile. La sindrome da contaminazione batterica del piccolo intestino si cura con successo con una terapia antibiotica per 7-10 gg e di norma è seguita da un breath test di controllo che confermi l'avvenuta decontaminazione.
Nel suo caso, vista anche la delicatezza della sua attuale condizione (allattamento in corso) le consiglio di rivolgersi al collega gastroenterologo che le ha richiesto il breath test; inoltre, le consiglio, una volta risolto il problema della contaminazione batterica tramite antibiotici, di affrontare quella che, in assenza di altre patologie organiche gastrointestinali che da quello che mi scrive sono state escluse, nel suo caso sembra esserne la causa, e cioè la sindrome del colon irritabile.

Dr. Stefano Pallotta


5 Luglio 2007

Salve, martedì e oggi ho fatto il breath test al lattulosio, consigliato dal gastroenterologo in seguito a coliti e diarrea. Il breath test al lattosio è risultato negativo mentre al lattulosio positivo.
Siccome non mi hanno saputo dire cos'è il lattulosio e cosa lo contiene in modo tale che non mangi gli alimenti che mi fanno male, visto che da mesi sto male e sono passata da 46 Kg a 38,5 Kg poiché ogni cosa che mangiavo mi faceva star male ma anche la paura di mangiare per avere queste coliche.
Spero in una sua immediata risposta e la ringrazio per aver dedicato il suo tempo.
Arrivederci

Caro amico,
il lattosio è lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati, che tutti assorbiamo da neonati e che invece non tutti assorbono da adulti, per cause genetiche.
Se non lo si assorbe il lattosio presente nel cibo fermenta nell'intestino e dà diarrea e meteorismo.
Il lattulosio invece non si assorbe mai, non è presente in nessun normale alimento e al contrario è usato come componente nei lassativi. Il test al lattulosio serve per verificare dopo quanto tempo dall'ingestione i batteri intestinali sono posti i contatto con il lattulosio e così determinare se il transito oro-ciecale è regolare o se vi è contaminazione batterica del piccolo intestino.
In quest'ultimo caso alcuni batteri sono risaliti dal colon al piccolo intestino, cosa che non dovrebbe avvenire, e bisogna studiare la causa della contaminazione e trattarla, associando un trattamento antibiotico volto alla eradicazione dei batteri stessi dal piccolo intestino. I batteri infatti sottraggono al tuo metabolismo una parte dei nutrienti che assumi e in questo processo producono molto idrogeno, che determina il gonfiore di pancia e di dolori. Secondo me dovresti proseguire la gestione del caso con il gastroenterologo, perché è l'unico che può proporti il giusto iter diagnostico-terapeutico.

Saluti

Dr. Stefano Pallotta