L'esperto risponde

Malattia da reflusso e dispepsia

13 Maggio 2010

Mi chiamo Arianna ho 39 anni da circa 10 anni soffro di disturbi allo stomaco le varie gastroscopie fatte rivelano un ristagno biliare, cardias beante e gastrite. Ho provato tutti i tipi di IPP ma senza alcun risultato anzi con più tensione addominale mi è stato consigliato l'intervento di funduplicatio ma anche questo non ha portato giovamento anzi ha peggiorato il quadro clinico. Infatti in seguito ad una ph impedenziometria fatta dopo l'intervento risulta ancora un refluso patologico sia acido che biliare. Da 2 anni un medico mi aveva prescritto il *** ed io finalmente stavo bene. Adesso però ho dovuto sospenderlo perché sono rimasta incinta e sto veramente male, ha qualche consiglio da darmi?

Come sicuramente le avranno detto la gravidanza potrebbe acuire la sintomatologia dispeptica di cui soffre, limitando inoltre notevolmente i farmaci che possono essere assunti. In tale contesto inoltre non mi è possibile effettuare prescrizioni terapeutiche specifiche, per cui le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno specialista gastroenterologo che saprà sicuramente seguirla e consigliarle i provvedimenti terapeutici adatti allo stato in cui si trova attualmente. Per quanto riguarda i provvedimenti non di tipo farmacologico i consigli che posso darle sono quelli che valgono per tutti i pazienti che soffrono di reflusso gastro-esofageo e cioè quello di evitare l’assunzione di cibi contenenti menta e cioccolato (compatibilmente con le voglie della gravidanza!), di aspettare almeno 2 ore dal pasto prima di coricarsi, e di dormire con un rialzo di circa 10 cm sotto i piedi del letto dalla parte della testa

Dott.ssa Francesca Chiesara

 

19 Novembre 2009

Buon giorno Dottore,
mi chiamo Roberta, ho 30 anni e da circa 6 mesi soffro di bruciore allo stomaco, reflusso gastrico e ho molte difficoltà nel digerire. Due mesi fa mi sono sottoposta ad una esofagogasroduodenoscopia che ha riscontrato una gastropatia reattiva ed un ristagno biliare.
Il mio medico curante mi ha prescritto una compressa di ***** da prendere al mattino appena mi sveglio e una bustina di ******* dopo i pasti principali.
Nonostante siano passati due mesi, ed io abbia eliminato dalla mia alimentazione quegli alimenti che stimolano l'acidità (caffè, cioccolato, pomodoro, succhi di frutta, bibite gasate, cibi fritti,arance) non ho trovato quasi nessun giovamento. Cosa devo fare?

I suoi sintomi potrebbero essere inquadrati sia come dispepsia (difficoltà a digerire) che come reflusso GE (bruciore di stomaco, rigurgito). La diagnosi endoscopica non aiuta a chiarire poiché evidenzia elementi aspecifici (sarebbe stato più utile disporre di un esame istologico di biopsia gastrica per valutare la gastrite e la presenza di Hp). Comunque dal momento che la terapia con omeprazolo non ha portato beneficio mi sembra più probabile che si tratti di dispepsia funzionale. In assenza di altri elementi consiglio di provare un ciclo di terapia con procinetici e di verificare la presenza di intolleranze alimentari (RAST alimenti) adattando la dieta di conseguenza.
Saluti

Dr. Baldi

 

15 Giugno 2009

Salve Volevo chiedere alcuni consigli
In questo mese ho fatto alcuni esami per dolori allo stomaco e ecografia colicisiti fegato ecc
la gastroscopia ha riscontrato gastrite e esofagite da reflusso
il medico mi ha prescritto omeoprazolo e gaviscon
ma accuso anche mal di pancia
ho problemi di stitichezza
Volevo sapere se i medicinali che prendo possono avere controindicazioni
e cosa prendere per mal di pancia
mi è capitato giorni fa di andare in bagmo dopo 3 giorni prima ho fatto feci dure e a seguito mi è venuta la diarrea
In attesa di sue notizie saluti
Antonio

Caro Antonio, non ci sono problemi di controindicazioni dei farmaci che le hanno prescritto in caso di stipsi, anzi , alcune volte possono causare diarrea.

La malattia da reflusso complicata da esofagite che le causa ddolori allo stomaco si cura facilmente con la terapia che le è stata prescritta, ma purtroppo tende a ripresentarsi più volte nel corso del tempo. A questo proposito il Suo Medico sarà certamente in grado di aiutarla nel cambiamento dio quegli stili di vita che favoriscono il reflusso e suggerirle le norme igienico sanitarie più adatte.

Per i disturbi funzionali dellapparato digerente come stitichezza, diarrea, gonfiore addominale sono spesso utili una dieta ricca di fibre vegetali e di liquidi, così come la pratica regolare di attività fisica sportiva intensa, compatibilmente con età e stato cardiovascolare, e lastensione da eccitanti come fumo, caffè e cioccolato. Sappia però che ci possono voler anche 2 mesi prima di vedere dei cambiamenti.

Saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

25 Aprile 2008

Salve dr. Pallotta
Da alcuni mesi ho sempre problemi di pesantezza alla bocca dello stomaco indipendentemente da quello che mangio.
Il mio medico mi ha prima prescritto un procinetico poi, con l’aggravarsi della situazione, è passato ad IPP.
Prossimamente farò una gastroscopia perché temo possa trattarsi di esofagite.
Il mio problema è che durante gli attacchi di mal di stomaco il dolore si diffonde su tutto il lato sinistro del petto provocandomi tachicardia e aumento della pressione associata a giramenti di testa e senso generale di spossatezza.
Il lansoprazolo è riuscito ad attenuare tali sintomi ma spesso mi sembra che non faccia effetto.
Cosa mi consiglia?
Grazie

Caro amico con dolore toracico e sospetto di esofagite,
nei casi di malattia da reflusso resistente al primo IPP di prima generazione di solito si tenta con una dose superiore e/o passando ad un IPP di seconda generazione.
La diagnosi di malattia da reflusso potrebbe essere confermata da esofagite alla gastroscopia, oppure buona risposta sintomatica dopo un periodo di due settimane con IPP a dose doppia, oppure da una pH-impedenziometria positiva, sia con che senza IPP.
La velocità d’azione del farmaco, peraltro, potrebbe essere ridotta perché i sintomi che tu associ al reflusso non sono sintomi tipici, e quindi i tempi necessari nel tuo caso potrebbero essere più lunghi. In ogni caso ti consiglio di valutare la situazione direttamente con il tuo medico di base.
Saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

18 Marzo 2008

Salve dott. Pallotta

vorrei dei consigli riguardo alla mia salute ho 33 anni e da 9 anni che soffro di reflusso gastroesofageo ed ernia iatale, diagnosticato dopo varie endoscopie, e da rx addome, da allora prendo ipp prima *** ed ora da un 4 anni *** al di, e nonostante le cure, diverse volte soprattutto a stomaco vuoto non mancano i bruciori al petto, sono un soggetto molto ansioso e questo non mi giova certo a favore però ho paura di fare l’intervento chirurgico per il reflusso, perché mi e stato sconsigliato da diversi gastroenterologi e anche dal mio medico curante, ma so anche che il reflusso prolungato in esofago può causare complicanze serie, a questo ultimamente si sono aggiunti dei dolorini nella zona sinistra dell’addome insieme pancia gonfia e flatulenza.
Cosa mi consiglia, la ringrazio

Le consiglio di rivolgersi ad un centro specializzato perché è necessario valutare se il suo problema sia dovuto ad una incompleta inibizione del reflusso acido, che potrebbe essere corretta anche solo tramite un aumento della dose di farmaco, oppure alla presenza di reflusso non acido o anche a cause non legate al reflusso, come un tratto ansioso particolarmente sviluppato.
Solo dopo si potrà anche parlare di intervento e metterla nelle mani di chirurghi specialisti di questo tipo di chirurgia.
Saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

4 Gennaio 2008

Gentilissimo dott. Pallotta,
sono una ragazza di 21 anni, nel gennaio 2006 dopo avere effettuato una gastroscopia mi è stato diagnosticato un polipo iperplastico del cardias, poi eliminato tramite una polipectomia ed una lieve esofagite da reflusso di grado A .
Premetto sono un tipo molto nervoso.

Dopo avere assunto *** la situazione si è risolta, l’unico mio problema ora è stipsi.
Oggi ho rieffettuato una gastroscopia di controllo ed è risultato tutto nella norma, anche l’esofagite è guarita, ma è stato riscontrato un polipo al tratto Z dell’esofago.

Mi devo preoccupare? Il medico ha detto che non è niente di cui preoccuparsi, ora aspetto i risultati della biopsia.
A cosa devo l’insorgenza di questi polipi?
La ringrazio anticipatamente, cordiali saluti
Corinne

Cara Corinne,
i polipi iperplastici sono spesso dovuti ad una infiammazione senza conseguenze della mucosa dell’apparato digerente, e non te ne devi preoccupare.
La presenza di esofagite e la buona risposta al farmaco antisecretivo che citi indicano che sei affetta da malattia da reflusso gastroesofageo.
Si tratta di una patologia per lo più leggera ma cronica, per la quale potrai in futuro dover ripetere più volte la terapia che hai già provato.
Se questo accadrà, e se ripeterai la gastroscopia, non stupirti di eventuali nuovi polipi che si dicono “ glandulocistici”: sono polipi benigni che spesso si trovano in chi assume quel tipo di terapia. Per quanto riguarda il futuro ricorda che l’esercizio fisico regolare, una dieta equilibrata ed un buon controllo del peso corporeo sono di giovamento nella tua patologia.
Saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

17 Dicembre 2007

Gentilissimo Dott. Pallotta
le scrivo perchè vorrei avere da lei un parere e dei consigli circa la situazione di mia madre.
A fine agosto, mia madre di 57 anni, ha cominciato ad avvertire delle coliche all'addome superiore accompagnate da vomito.
Il medico curante le prescrisse una ecografia limitata all'addome superiore dalla quale si riscontrò un calcolo alla coliciste.

Il 9 novembre le venne praticato l'intervento di colecistectomia, tutto sembrava procedere bene... ma dopo una settimana dall'intervento si ripresentarono gli stessi sintomi di prima: coliche, vomito, borbottii alla stomaco avvertibili anche a distanza, casi di diarrea alternati a casi di stitichezza.

A questo punto ha ripetuto le analisi del sangue i cui valori risultano essere tutti perfetti, ha fatto un'ecografia all'addome completo, ma neanche questa ha evidenziato niente, allora si è proceduto con una gastroscopia dalla quale è stata  diagnosticata gastrite e ernia iatale.
La cura prescrittale è stata la seguente:
(…)

In tutto questo mia madre ora è un po’ scoraggiata perché non riesce a stare bene e anche spaventata che la nuova cura possa farla stare di nuovo peggio.
Mi hanno consigliato di farle prendere il Benefibra, Lei cosa ne pensa?
La ringrazio anticipatamente e porgo i miei più sentiti saluti

Sarebbe necessario visitare e parlare con Sua madre per dare un opinione.
Sembrerebbe che le sia stata diagnosticata una malattia da reflusso con sintomi atipici, che potrebbero essere anche dovuti, ad una associazione malattia da reflusso e sindrome dell’intestino irritabile.
Pertanto le dico: provi a seguire la terapia consigliata dal suo medico, eventualmente associando Benefibra nella dose di un cucchiaio da minestra tre volte al giorno prima dei pasti.

Provi almeno per 15 giorni prima di valutare gli effetti.
Per la malattia da reflusso, che causa quella bocca acida, ho già descritto una serie di accorgimenti nella dieta e nelle attività quotidiane che possono migliorare la situazione.
Se il sapore acido dovesse rimanere anche dopo adeguata terapia per adeguato periodo, consiglio di riprovare con un inibitore della pompa protonica di ultima generazione e, in caso di insuccesso, eseguire una pH-impedenzio-bili-metria per valutare la presenza di reflusso acido, non acido e biliare ed eventualmente candidare sua madre ad intervento chirurgico di plicatura laparoscopica del fondo gastrico secondo Nissen.
Saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

 

26 Novembre 2007

Egr. Prof. Pallotta ho 38 anni e vorrei esporle il mio problema.

Innanzitutto le faccio un breve sunto della mia storia clinica: 4 anni fa sono stato operato di calcoli alla colecisti e da oltre 1 anno sono in cura con antidepressivi (SSRI) 30 mg/die. Questo perché da circa 1 anno sto avendo forti nausee tali da far pensare a me e al mio psichiatra che la terapia farmacologica fosse inadeguata; senonché dopo i vari aggiustamenti del caso e la continua persistenza della nausea, la mia psichiatra ha pensato che il problema fosse di altra natura e più precisamente a un reflusso gastro-esofageo.
Di conseguenza ho effettuato ad Aprile la EGDS con la seguente diagnosi:
Esofago: mucosa cardiale lievemente iperemica.
Stomaco: ad uncino medio. con mucosa rosea e soffice nel fondo e nel corpo. Moderata iperemia e strisce della mucosa antrale. Biopsie per ricera HP. Peristalsi valida. Piloro pervio. Non si segnala ristagno biliare.
Duodeno: privo di lesione con mucosa regolare.
Conclusioni: Modestissime note di esofagite cardiale e antrite. HP negativo.
Terapia: Randum 2 cps prima dei pasti principali per 1 mese e solo in caso di nausea, Ursobil 1 cps al giorno per 1 mese.
Ho mostrato l’esame al mio medico di condotta che mi ha rassicurato sul fatto che “dalla gastroscopia non risultava che io soffrissi di un vero e proprio reflusso gastro-esofageo” prescrivendomi dei farmaci procinetici (***).
Orbene dopo un mese di terapia la situazione non era migliorata, sebbene non soffrissi e tutt’ora non soffro di bruciori retrosternali e quanto altro, ho continuato ad avere quel fastidioso prurito nella gola e una recente visita ORL ha evidenziato un’iperemia al cavo orale suggestivo di reflusso.
Egr. dottore vorrei porle alcune domande:

1) Essere stato operato alla colescisti può aver determinato un cambiamento delle mie abitudini digestive?
2) Il coricarsi dopo pranzo può influire?
3) Essere vegetariani e alimentarsi principalmente di verdure ecc ha un suo peso?
4) Essere un soggetto ansioso e in cura con antidepressivi può col tempo aumentare la secrezione acida? e soprattutto quanto lo stress, l’ansia possono incidere sul fenomeno del reflusso?
5) Ho letto che durante il trattamento a lungo termine con IPP è stato osservato un aumento della frequenza di comparsa di cisti ghiandolari gastriche che rappresentano la fisiologica conseguenza della pronunciata inibizione della secrezione acida.
Dette formazioni cistiche sono di natura benigna e reversibili, cosa si intende per trattamento a lungo termine?

Nel ringraziarLa se vorrà rispondermi colgo l’occasione per porgerVi cordiali saluti.

La ringrazio di questa promozione sul campo a Professore, ma non lo sono.

Le rispondo brevemente per il numero di argomenti che tocca:
1) È possibile un maggiore reflusso biliare dopo la colecistectomia, con modesta gastrite senza infezione da Helicobacter. È possibile anche l’insorgenza di una leggera diarrea.
2) Coricarsi dopo pranzo è controindicato nel sospetto di malattia da reflusso, perché favorisce il reflusso.
3) Un’alimentazione vegetariana risulta più leggera e causa meno il reflusso di un’alimentazione che includa o sia ricca di grassi di origine animale.
4) Lo stress e l’ansia aumentano la secrezione acida e questo può, a sua volta favorire il reflusso. La secrezione acida, però, è facilmente inibita dall’assunzione di inibitori della pompa protonica.
5) Le formazioni polipoidi gastriche che si osservano in alcuni pazienti sotto terapia cronica con inibitori della pompa protonica sono solitamente di tipo glandulocistico e sono benigni al 100%. 
Nella mia esperienza tali polipi non sono reversibili se non tramite polipectomia endoscopica.
Per trattamento a lungo termine si intende un trattamento con una durata superiore ai 6 mesi. Rimane in ogni caso la benignità di tali polipi.
Saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

25 Settembre 2007

Gentile Dottore buongiorno,
Ho 52 anni, non fumo bevo solo 2 bicchieri di vino ai pasti per lo più vino bianco o rosato frizzante.
Da un po’ di tempo mi succede che a distanza di 2 / 3 ore dopo i pasti faccio fatica a digerire.
E soprattutto faccio molta fatica ad eruttare e mi viene lo stimolo di farlo di frequente.
Poi se sono disteso a letto… non ne parliamo non riesco ad eruttare e mi devo alzare in quanto mi sembra di soffocare.
Ultimamente dopo mangiato anche in bianco mi sento dei forti bruciori di stomaco.
Sono molto stitico e faccio fatica ad andare di corpo.
Quando lo faccio espello delle feci dure tipo sassolini e il più delle volte mi devo aiutare con le dita.
Circa 4 5 anni fa ho eseguito una gastroscopia dalla quale si è evidenziata una esofagite da reflusso con ernia iatale. Ma non avevo i sintomi che ho ora. Soprattutto eruttavo bene.
Proprio ieri sera ho assunto del *** alla menta per vedere se migliorava la situazione ma questa notte sono stato molto male. Non so se dovuto al ***….o altro che non so spiegarmi.
Le chiedo cortesemente di cosa potrebbe trattarsi e cosa devo fare.
Sono molto allarmato.
RingraziandoLa e con l’augurio di una sua pronta risposta porgo distinti saluti
Massimo

Caro Massimo,
i problemi apparentemente sono due.
Il primo è la malattia da reflusso di tipo erosivo (infatti avevi l’esofagite alla gastroscopia precedente) che è una patologia cronica che tu hai e che attualmente non stai curando, con il solo ***, e che pertanto ti procura fastidi vari.
Parlane di nuovo con il tuo Medico Curante e valutate cosa fare.
Il secondo problema è la stipsi, che potrebbe essere dovuta a molti fattori, ma che, prima del trattamento farmacologico, richiede una modificazione dello stile di vita (sport regolare) e dell’alimentazione (molti liquidi- almeno 2 litri al dì, e molte fibre vegetali - almeno 3 porzioni di frutta e 2 di verdura al dì).
Fatte tutte queste cose per almeno due mesi, se la stipsi rimane è indicata una visita dallo specialista gastroenterologo o proctologo per la valutazione delle cause.
Saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

28 Agosto 2007

Buon giorno dottore,
mi rivolgo a lei con la speranza che possa darmi un consiglio.
Da ben 2 anni soffro di un brutto fastidio alla gola. Ho una quasi continua sensazione di qualcosa in gola. Alle volte il fastidio è talmente grande che fatico a respirare e soprattutto a mangiare. Nell'arco di questi 2 anni ho fatto diversi esami: lastre, ecografia al collo (mi hanno trovato una microcalcificazione alla tiroide ma mi hanno detto che ciò non c'entra), esofagoscopia.
Non mi hanno trovato nulla ma il mio problema persiste.
Il mio medico dice che può essere un fattore nervoso. È vero che prendo 8 gocce di *** al mattino e 8 alla sera, ma è anche vero che spesso il problema c'è anche se sono tranquilla e spensierata. In questi 2 anni, capita ogni tanto (ogni 3 mesi circa) che qualche pezzettino me lo ritrovi in bocca. È qualcosa di color giallo di consistenza e grandezza come metà lenticchia con una forte puzza di marcio. Alle volte sento fastidio e se ho appena mangiato parte del cibo (che sento in gola) mi torna su.
Se potesse darmi un parere ne sarei molto felice.
Grazie
Grisel

Cara Grisel,
dal Suo racconto si potrebbe pensare ad un diverticolo esofageo, ma la gastroscopia lo avrebbe rivelato, alla malattia da reflusso o ad un disordine motorio esofageo.
Quest’ultimo problema può essere valutato solo tramite una manometria esofagea, un esame che si può eseguire ambulatorialmente in molti reparti di gastroenterologia italiani.
Per quanto riguarda invece la malattia da reflusso potrebbe forse essere più utile eseguire un tentativo terapeutico con inibitori della pompa protonica ad alte dosi per due settimane e vedere come vanno i sintomi. Si considera, di solito, che una riduzione dei sintomi di almeno l’80% dopo la terapia di due settimane rappresenti un indizio molto importante di presenza di reflusso patologico.
Entrambe queste soluzioni potranno essere valutate da un gastroenterologo di Sua fiducia che possa visitarla di persona.
Distinti Saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

23 Agosto 2007

Buongiorno dottore,
ho 30 anni e l'altro giorno mi sono rivolta al medico perché negli ultimi tempi ho avuto problemi di deglutizione e acidità con rari casi di reflusso.
A volte quando mangio ho lievi colpi di tosse.
Premetto che durante queste vacanze ho mangiato male e infatti adesso mi sto regolarizzando.
Il medico mi ha prescritto per 10 giorni *** e ***.
Mi ha comunque detto di fare una gastroscopia.
Lei pensa sia il caso di farla o basta aver cura nell'alimentazione?
Grazie
Palma

Cara Palma,
capisco bene che tu vorresti da me una rassicurazione per non fare un esame invasivo che il tuo Curante ha consigliato ma che pensi sia troppo fastidioso rispetto al problema di malattia da reflusso che, dici, ti affligge. Non posso darti questa rassicurazione perché, in effetti, non ho potuto visitarti e conoscerti come ha potuto fare Lui, e credo che l’indicazione ad una gastroscopia all’inizio di una sospetta storia di reflusso sia corretta.
Non preoccuparti, è un esame breve e assolutamente non doloroso: certo è fastidioso, e bisogna avere un certo autocontrollo, che però può essere facilitato dalla sedazione cosciente che l’endoscopista potrà praticarti.
Per quanto riguarda l’alimentazione, questa è certo molto importante nella malattia da reflusso, e potrai trovare consigli precisi a riguardo nella sezione della mia Collega dietista.
Distinti saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

21 Agosto 2007

Salve,
mi chiamo Antonio, vorrei chiedervi a cosa è dovuta questa sintomatologia.
Ho spesso dei dolori simili a bruciori o spasmi nelle zone periferiche dell'ombelico specialmente a destra che vanno dall'alto verso il basso e si irradiano in corrispondenza sulla schiena, mentre altre volte ho delle contrazioni nella parte superiore dell'addome, sotto costale, che prende tutto il tratto da sx verso destra, senza bruciori solo contrazioni.
Ho effettuato una colonscopia dalla quale è emerso soltanto un colon fortemente spastico.
Si può parlare di colon irritabile o colite spastica, che ne pensa?
E quale cura mi consiglia farmacologica o di prodotti tipo fibre?
Grazie attendo risposta

Caro Antonio,
non potrei proprio consigliarti altro che approfondire l’origine di questa sintomatologia con il tuo Medico Curante, poiché la descrizione che ne dai non mi permette di orientarmi meglio e, comunque, bisognerebbe poterti visitare prima di fare qualunque ipotesi.
Che la colonscopia recentemente eseguita sia nella norma è un fatto positivo, ma non esaustivo delle indagini che potrebbero essere indicate nel tuo caso.
Distinti saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

21 Agosto 2007

Egregio prof. Pallotta,
sono una ragazza di 26 anni e purtroppo soffro dal 2002 di MRGE.
L'ultimo controllo l'ho fatto nel 2004 e la diagnosi era questa: MRGE con esofagite recidivante e gastrite con reflusso duodeno gastrico.Mi è stato prescritto il *** e di interromperlo ciclicamente (usando il *** e il *** al suo posto) ma ho constatato che, se sospendo con *** mi sento davvero male: il reflusso ricomincia e non solo ho un fortissimo bruciore allo stomaco.
In più mi si gonfia la pancia di gas e a volte (forse scioccamente mi dica lei) vorrei “aiutarmi” in tal senso dando il via ad eruttazioni forzate.
Ci tengo a precisare che sono anche un tipo molto emotivo e sono parecchio sotto stress in quanto in procinto di laurearmi.
Lei cosa mi consiglia? Dovrei ripetere la gastroscopia?
Inoltre vorrei aggiungere anche il fatto che mi è stato diagnosticato, un paio di anni fa, un polipo al colon con conseguente asportazione.
Quindi penso proprio di avere anche qualche problema al colon.
Grazie mille e spero mi risponda presto.
Distinti saluti

Gentile amica,
purtroppo la malattia da reflusso non ha, attualmente, alcuna cura farmacologica eziologica, che risolva cioè la tendenza dell’esofago di alcune persone a venire bagnato dal reflusso più della media. Pertanto è ben possibile che, in alcuni casi, la necessità di farmaci sintomatici come l’inibitore della pompa protonica che ti è stato prescritto a cicli, sia in realtà una necessità continua. Vista la rapidità d’azione di questi farmaci è stata anche proposta la terapia di mantenimento al bisogno, permettendo ai Pazienti di assumere il farmaco per due o tre giorni dopo ogni episodio sintomatico.

In generale i problemi con questa terapia sono di ordine economico (abbastanza costosa) e psicologico, poiché l’idea di assumere una terapia per tutta la vita ci disturba e ci rende timorosi di possibili eventi avversi legati al farmaco.
I veri effetti collaterali indesiderati (diarrea o mal di testa) si evidenziano a breve termine dopo l’assunzione della terapia, solo in pochi soggetti, e sono reversibili sospendendo la terapia o cambiando tipo di inibitore della pompa protonica.
Non sembrano indicate le “eruttazioni forzate” che descrivi, che anzi sfiancano sempre più l’esofago, o la ripetizione di una gastroscopia, vista l’assenza di sintomi allarmanti e la giovane età. Consiglierei piuttosto di ripetere la colonscopia dopo cinque anni dalla precedente, se il polipo asportato era di tipo adenomatoso.
Il tuo Medico Curante potrà ricavare questa informazione dal referto dell’esame istologico, cioè al microscopio, del polipo asportato, che sicuramente sarà stato consegnato dopo la precedente polipectomia.
Distinti saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

16 Luglio 2007

Gentile Dottore,
ho 50 anni e circa 3 anni fa, dopo una gastroscopia, mi hanno diagnosticato reflusso gastroefageo e ernia iatale.
Ho fatto per un anno consecutivo la cura che mi hanno prescritto e cioè *** al mattino e due volte al giorno prima di mangiare. Una pastiglia di *** e ***. Quando ho mal di stomaco, pastiglie di ***.
Facendo questa cura regolarmente stavo bene, ma il mio medico di famiglia mi ha detto che non la posso fare sempre, così ho smesso. Il reflusso però lo sento sempre, così prendo a periodi alterni ***.
Da un po’ di tempo soffro di gonfiore addominale abbinato a stipsi e così per andare in bagno prendo la marmellata lassativa (vado solo con quella) 2 volte a settimana, qualche volte una tisana.
Per sentire meno gonfiore prendo una tisana al finocchio dopo i pasti e mi fa fare molta aria; potrei provare con Benefibra? Quando si prende: al mattino, alla sera o a qualsiasi ora? Premetto che bevo molta acqua, non bevo bibite gassate e mangio molta frutta e verdura.
La ringrazio sin d’ora se mi potrà dare qualche consiglio.
Antonella

Cara Antonella,
penso che Tu possa avere due problemi diversi ( la malattia da reflusso gastroesofageo e la stipsi) e non correlati.
In primo luogo la cura iniziale che descrivi per la malattia da reflusso era certamente efficace ma, come giustamente ha fatto notare il tuo medico, probabilmente troppo forte e non indicata per un periodo così lungo. La terapia di mantenimento nel lungo periodo si deve basare sulla ricerca della dose minima efficace per il controllo dei sintomi, ed è anche ammessa la possibilità della terapia “ al bisogno” che stai impiegando ora. Per una messa a punto migliore della terapia ricorda che ci sono anche delle regole dietetiche per i pazienti con reflusso, che potresti valutare con la mia collega dietologa su questo stesso sito, e riparla con il tuo medico perché ci sono molti gradi intermedi di terapia tra la “dose fissa 3 volte al giorno “ che facevi prima e la “dose singola al bisogno” attuale, che potrebbero essere più adatti alle tue necessità.
Per quanto riguarda la stipsi associata a meteorismo, potresti sicuramente provare a sostituire la marmellata lassativa con un integratore di fibre come Benefibra, con il vantaggio che questo prodotto non essendo metabolizzato dai batteri intestinali non produce gas, e non è irritante per la mucosa intestinale come altri lassativi. Benefibra può essere assunto a qualsiasi ora, ma è meglio assumerlo prima dei pasti per avere il massimo effetto.
Cari saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

23 Giugno 2007

Salve dott. Pallotta sono un ragazzo di 28 anni e da circa tre quattro mesi soffro in generale a tutto l'apparato digerente e così ho fatto una gastroscopia e mi è stata diagnosticata un’esofagite da reflusso con tre erosioni ecc... lo stomaco non ha infiammazioni, è tutto a posto... ho incominciato la cura e sembra di aver risolto anche se a volte ritorna l'acidità e le continue eruttazioni ma non è questo il mio problema è da un po’ che soffro di gonfiore alla pancia se mi piego per prendere qualcosa da terra premendo la pancia la sento gonfia ed è come se mi tornasse tutto quello che ho mangiato nella bocca a volte sento anche dei dolori premendo nella zona dell'ombelico; per quanto riguarda le feci, vado regolarmente anche due tre volte al giorno ma non sempre sono feci molli ma molto dure e a volte con della sostanza mucosa una volta ho fatto anche dei pallini bianchi attaccati alle feci ho fatto tutti gli esami del sangue, tutti sulle feci: due esami del sangue occulto in due mesi separati tutti e due su tre campioni, uova e parassiti, chimico fisico, salmonella yersinia e campilobacter tutti con esito negativo ma non sto ancora bene e questo problema mi sta rovinando la vita non riesco più a essere me stesso. Premetto che sono un tipo molto nervoso e ansioso e da un anno che ho cambiato lavoro e faccio sollevamento pesi e ho cambiato anche l'alimentazione prima facevo solo due pasti al giorno ora anche 7 pasti tutti regolari senza molti grassi dolci bibite gassate ecc. Dott. mi consiglia di fare una colonscopia o non serve visto che gli esami sono tutti negativi?
Può essere causato dall'esofagite? La prego mi aiuti a capire, non ce la faccio piu!

Caro ragazzo di 28 anni,
mi pare di capire che tu soffra di malattia da reflusso gastroesofageo di tipo erosivo (esofagite con erosioni) con sintomi tipici (acidità, eruttazioni, rigurgito di cibo durante il piegamento del tronco) che può essere controllata efficacemente con la terapia medica a base di inibitori della pompa protonica.
La malattia è causata dalla tendenza, in alcune persone, del muscolo sfintere esofageo inferiore ad aprirsi in momenti inopportuni, permettendo appunto la risalita dell’acido, il bruciore e, alle volte, anche il rigurgito del cibo. Durante il sollevamento di pesi o durante gli esercizi con gli addominali questo muscolo, poi, è messo ulteriormente sotto pressione, e pertanto lo sport che hai scelto forse non è il più adatto a te. Suggerirei uno sport aerobico, simmetrico, magari da praticare singolarmente ma con dei compagni di corso, come un’arte marziale, ad esempio, che ti sarebbe utile anche per il nervoso e l’ansia.
Gli altri sintomi che individuo sono il gonfiore addominale, le feci di consistenza variabile, ora formate e dure, ora molli, ed il muco nelle feci. Questi sintomi non sono segno, specialmente a 28 anni, di nessuna sicura patologia organica, ma suggeriscono piuttosto una sindrome dell’intestino irritabile.
Se vuoi fai pure una colonscopia ma non la consiglio perché penso sia inutile, nel tuo caso.
Sarebbe meglio una visita dallo specialista per poter parlare di dieta, abitudini di vita, per visitarti e mettere a punto la terapia della malattia da reflusso.
Coraggio e saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

6 Giugno 2007

Gent.mo Dottor Pallotta,
Sono un insegnante, 40 anni, conduco una vita piuttosto sedentaria, fumo poco, consumo qualche decaffeinato, bevo solo un bicchiere di vino a pasto e da molti anni soffro di una fastidiosa sindrome dispeptica, con rallentamento della digestione e forte meteorismo addominale. Alcuni anni fa, il quadro è peggiorato avendo dovuto assumere *** per diversi mesi, a dosi di 30mg/die.
Tratto il problema, come da indicazione del mio specialista, con inibitore di pompa protonica (pantoprazolo 40mg /die) e levosulpiride (1 cmp prima dei pasti). Ho provato a sostituire levosulpiride con altre molecole, tipo domperidone, con risultati insoddisfacenti (la levosulpiride influisce negativamente sulla libido e devo sospenderla, di tanto in tanto). Inoltre, faccio largo uso di carbone vegetale e simeticone, per alleviare il meteorismo. L’anno scorso ho effettuato una gastroscopia, che mi ha rivelato una modesta esofagite da reflusso ed ernia jatale. Ultimamente, pero’ ho sospeso il carbone vegetale ed il simeticone a favore di complessi probiotici, vitamine ed integratori di acido alfa linoleico (non mangio pesce), notando un lieve miglioramento complessivo, con migliore eliminazione del gas addominale, senza però riuscire ancora a risolvere la fastidiosa sindrome...
Quali sono le sue indicazioni a proposito?
Potrei risolvere almeno i problemi gastro-esofagei con intervento chirurgico?
Come posso bandire il forte meteorismo?
RingraziandoLa anticipatamente, porgo distinti saluti.
Carmine

Caro Carmine, insegnante di 40 aa,
purtroppo non mi dici come mai hai dovuto assumere tutto quel cortisone, e questo potrebbe falsare la mia interpretazione di quello che ti può essere successo. A giudicare dai dati che fornisci, tu soffri sicuramente di malattia da reflusso gastroesofageo (erosioni alla gastroscopia, presenza di ernia iatale, efficacia della terapia con inibitore della pompa protonica) ma non ci sono dati per poter valutare se vi sia o meno una componente dei tuoi sintomi legata al rallentamento dello svuotamento gastrico e quindi se vi sia indicazione alla terapia cronica con levosulpiride. Il gonfiore post prandiale potrebbe anche derivare da una sindrome dell’intestino irritabile o dalla presenza di contaminazione batterica del tenue. Il successo della terapia a base di probiotici potrebbe orientare verso questa seconda ipotesi, pur non essendo diagnostico, e pertanto potresti indagare questo aspetto tramite un test del respiro al glucosio.
In presenza di una sintomatologia mista (reflusso + meteorismo) è probabile che l’intervento di fundoplicatio, che potrebbe risolvere il problema reflusso, non migliori il problema meteorismo e, pertanto non lo ritengo indicato nel tuo caso.
Ovviamente, per proporti una terapia bisognerebbe conoscerti, visitarti e capire meglio la tua storia medica e gastroenterologica. Per questo se i tuoi sintomi compaiono spesso ti consiglio di parlarne al tuo medico ed eventualmente di ritornare dal gastroenterologo che ti ha prescritto l’inibitore della pompa protonica. Un consiglio di validità generale è quello di dedicare almeno una o due ore di tempo ad una pratica sportiva regolare almeno due giorni alla settimana, come prevenzione cardiovascolare e per regolare la peristalsi.
Saluti

Dr. Stefano Pallotta