L'esperto risponde

Intestino "irritabile" e depressione

11 Dicembre 2007

Salve,
sono un ragazzo di 26 anni, e da circa 8 anni ho dei sintomi ricollegabili alla sindrome dell’intestino irritabile: dolore e tensione all’addome accompagnato da meteorismo, con flatulenza ed eruttazioni frequenti.
Questi sintomi non sono molto acuti, ma sono abbastanza frequenti (quasi tutti i giorni), con dei peggioramenti quando mangio particolari sostanze, come verdure, ortaggi, legumi, oppure alimenti contenenti del latte o sostanze che possono irritare l’ intestino.
Quando i sintomi peggiorano compaiono altri sintomi come astenia, senso di fiacchezza e spossatezza generale, che si riflettono poi in un senso di disagio, cattivo umore, malessere diffuso.

Tutti questi sintomi diminuiscono o scompaiono del tutto nel momento in cui assumo un prodotto (di cui non cito il nome) contenente vitamine, sali minerali e fermenti lattici.
Tuttavia, dopo qualche giorno, i sintomi si ripresentano.
Vorrei far presente che soltanto ultimamente ho scoperto che questi sintomi possono essere ricollegati a tale sindrome.

In passato, vivendo anche un periodo di stress dovuto all’università, mi sono rivolto ad uno psichiatra che mi ha diagnosticato una depressione con attacchi di panico e per circa 3 anni (dai 21 ai 24 anni) ho assunto psicofarmaci (a base di paroxetina).
Assumendo questi farmaci sono scomparsi tutti i sintomi.

Da quando ho smesso di prenderli un po’ alla volta si sono ripresentati questi problemi intestinali, influenzando anche il mio umore.
Attualmente però, avendo finito l’università, non vivo più una situazione di stress.
Pertanto, mi è venuto un dubbio.
Ho fatto la seguente riflessione: se curo l’ intestino assumendo fermenti lattici migliora anche il mio umore. Se curo l’umore scompaiono i sintomi relativi all’intestino.
Poiché so che le due cose sono collegate tra di loro, ma non riesco ancora a capire quale sia la causa e quale l’effetto, volevo un consiglio da lei su cosa fare.
Secondo lei dovrei cercare di curare l’intestino o l’umore?

Il mio medico di famiglia è contrario ai psicofarmaci e mi ha detto semplicemente che ho la colite e che non si può curare.
Questa sua riposta ha contribuito ad abbassare ulteriormente il mio umore, dato che questo problema mi impedisce di vivere una vita normale, provocandomi molti disagi.
Inoltre le volevo chiedere… prendere troppi fermenti lattici può fare male?
Quanti ne posso prendere?
In attesa di una risposta la ringrazio.

Caro ragazzo di 26 anni,
l’associazione depressione e sindrome dell’intestino irritabile è nota da tempo, così come sono noti gli effetti benefici sull’intestino di farmaci che migliorano la disponibilità di neuromediatori (come quelli che hai assunto durante la fase peggiore della tua depressione), perché sono gli stessi neuromediatori che lavorano nel “cervello–cervello” e nel “cervello-intestinale” e che non sono disponibili in modi e quantità adeguate nella depressione e nella sindrome dell’intestino irritabile.

È possibile usare quei farmaci a dosi basse, inutili per modificare il tono dell’umore, per agire invece sulla sindrome dell’intestino irritabile. Per farlo, però, non pasticciare con i farmaci  ma fatti seguire da un gastroenterologo.
L’uso di fermenti lattici non ha controindicazioni note, per cui non preoccuparti di eventuali effetti collaterali.
Il dosaggio di solito è indicato nelle confezioni dei singoli prodotti.
Saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

 

31 Luglio 2007

Salve sono un ragazzo di 25 anni e da circa 10 anni soffro di colon irritabile. Ho praticamente problemi 24 ore su 24: meteorismo, tensione addominale, stipsi alternata a diarrea, alitosi, ipersudorazione, areofagia... tutti sintomi che aumentano di molto sotto stress come per esempio a lavoro. In genere sono una persona ansiosa ma questi sintomi accentuano ancora di più la mia emotività. Ciò ha comportato anni fa anche la decisione di lasciare l’università in quanto non mi sentivo a mio agio per i miei problemi...
All’inizio questo problema si manifestava solo a scuola, poi anche a casa. Sono stato da molti medici, dal medico di famiglia al gastroenterologo e, senza considerare l’ aspetto economico, non ho mai risolto nulla.
Mi sono stati prescritti fermenti, antispastici, diete: cure seguite sempre in modo preciso ma che non hanno mai risolto neanche leggermente il problema. Il fatto è che da 10 anni a questa parte tutta la mia famiglia ha gli stessi problemi... e da circa un anno anche la mia ragazza...
L’ultimo medico dal quale sono stato, mi ha detto di rivolgermi ad uno psicologo, ma io sono sfiduciato e mi sento di malumore per i problemi che ho e non il contrario.
Quando i sintomi si acutizzano emano un cattivo odore... e ormai sento cattivo odore anche sugli asciugamani appena usati. Mi sento come se avessi dentro di me un batterio o un fungo che mi provoca questi sintomi e che soprattutto contagia gli altri.
Grazie
Sergio82

Caro Sergio,
penso che l’ultimo medico dal quale sei stato avesse ragione: dovresti andare, magari con i tuoi familiari, dallo psicologo, per due ragioni.
In primo luogo lo stress che ti peggiora i sintomi può essere controllato meglio se vieni aiutato.
In seconda battuta, visto che la situazione ancora non si chiarisce, ha bisogno di un aiuto anche per non perdere la fiducia e continuare a cercare una soluzione.
Anche se mi sembra che la tua situazione sia piuttosto seria, in questa sede e senza conoscerti posso solo darti i consigli generici che forse i avranno già dato sino ad ora: dieta ricca di frutta e verdura, abbondante idratazione e sport praticato regolarmente, magari uno sport di combattimento che funziona molto bene contro lo stress ed è un forte esercizio aerobico.
Potresti guardare sul sito dell’AIGO , associazione italiana gastroenterologi ospedalieri, dove rivolgerti vicino a casa tua per un parere specialistico e di buon livello.
Buona fortuna

Dr. Stefano Pallotta

 

 

9 Luglio 2007

Buongiorno Dottore,
spero tanto mi dia una risposta celere, perché ormai sono disperata...
Mi hanno diagnosticato la sindrome dell'intestino irritabile dopo che, eseguita la colonscopia per problemi di semidiarrea mattutina (una sola scarica), ho cominciato a soffrire di episodi quindicinali di colite notturna, con coliche molto forti e scariche al mattino. Il medico mi ha consigliato di prendere ***, e da quando lo sto assumendo- una compressa la sera- al mattino ha sempre una fastidiosa tensione addominale con forte espulsione d'aria... tutto termina con il pranzo del mezzogiorno.
Non capisco cosa mi stia succedendo, l'endoscopista, ancora dopo la colonscopia mi ha suggerito di seguire una psicoterapia, ma ho tanta paura di non tornare più come prima!!!
Mi aiuti, la prego...
La ringrazio infinitamente.

Cara amica,
spero che non sia successo nient’altro di disperante nel frattempo.
Vedo che ti sei già rivolta ad un Collega gastroenterologo e penso che tu abbia fatto bene, perché la terapia impostata mi sembra corretta, ed eventualmente potrà essere migliorata nel corso delle prossime visite di controllo se non sei completamente soddisfatta dei risultati. L’aspetto più rilevante che tu segnali mi sembra però quello della paura di non tornare più come prima, dell’essere disperata, del non capire cosa succede al tuo corpo. Per queste ragioni, immagino, il Collega ti ha suggerito la psicoterapia, e penso che possa essere una buona idea almeno fissare un colloquio con lo psichiatra per individuare quale forma di terapia possa esserti più utile, considerando che è possibile utilizzare diversi approcci, come la terapia farmacologica, la terapia comportamentale ed eventualmente altre ancora.
Saluti

Dr. Stefano Pallotta

 

7 Luglio 2007

Egr. Dott Pallotta,
da qualche anno vivo con difficoltà eventi normalissimi del quotidiano a causa dell'ansia che mi prende la pancia in basso a sinistra ma soprattutto con estremo gonfiore: tutto ciò mi fa sentire in imbarazzo al lavoro e tra la gente.
Attualmente la situazione non è gravissima ma, in passato, il gastroenterologo mi ha curato con cicli di 3 mesi di ***, ***, ***.
Dato che sto ricominciando ad avere tanto gonfiore e ansia non vorrei ritornare a quei periodi in cui ho avuto anche tanti attacchi di panico.
Sono una persona solare, con tanti interessi ma non riesco a portarli avanti come vorrei perché non mi sento a mio agio e, quando fisso ad esempio un appuntamento, comincio ad agitarmi giorni prima a scapito della mia pancia e del mio sistema nervoso.
Come posso tamponare e prevenire?
In passato mi sono anche rivolta ad una psicologa.
P.S. Prima di lavorare nell'ufficio in cui sono da più di otto anni, non avevo mai avuto attacchi di panico.
La ringrazio tanto per l'aiuto che vorrà darmi.
Cordiali saluti

Cara amica,
penso che la tua situazione vada trattata su più fronti, per avere efficacia.
Un primo aspetto, che è maggiormente di mia competenza è quello dell’intestino irritabile, o più sensibile del normale, agli stimoli che gli vengono dall’ambiente e dal tuo sistema nervoso. Per rinforzare e tranquillizzare l’intestino ti consiglio il programma alimentare presente sul sito e, sinteticamente, di mangiare molta frutta e verdura, di bere molta acqua e di praticare regolarmente uno sport, anche se non in maniera agonistica.
Il secondo fronte è quello legato all’ansia, agli attacchi di panico, all’agitazione anticipatoria prima degli appuntamenti importanti.
Il tuo gastroenterologo stesso, in passato, ti ha curata con antidepressivi e ansiolitici, e hai avuto una buona risposta. Forse è venuto il momento di affrontare il problema in maniera diretta, non per i sintomi gastrointestinali che collateralmente provoca, ma in quanto disturbo psichico importante di per sé. In questo potranno di certo aiutarti figure professionali come lo psicologo e lo psichiatra, che ha competenze più direttamente collegate alla terapia farmacologica.
Saluti e auguri di pronta guarigione

Dr. Stefano Pallotta

27 Maggio 2007

Buongiorno Dott. Pallotta,
sono davvero disperata, poiché è da un paio di anni che soffro di diarrea che si ripresenta almeno una volta ogni due mesi, ma nell'ultimo mese non posso più vivere: ho sempre la pancia gonfia e movimenti intestinali. Questo mi genera uno stato depressivo e non riesco a pensare ad altro. Mi sembra che tutti i vestiti mi evidenzino la pancia gonfia e così esco sempre meno, sebbene io abbia 21 anni. Cosa posso fare?
Ora seguo una cura di *** e ***, ma mi sembrano piuttosto inutili.
Grazie
Stefi

Cara Stefi
potresti cercare di valutare con uno psicologo o psichiatra se tu non abbia bisogno di un supporto per affrontare tutto questo nervosismo e stato depressivo. I tuoi sintomi intestinali potrebbero forse essere indagati meglio in ambito specialistico, per esempio da un gastroenterologo che possa vederti e valutare tutta la tua storia e le indagini che sono state fatte. Se queste indagini, estese sino ad un limite ragionevole, dovessero in effetti confermare l’assenza di evidente patologia organica alla base della tua sintomatologia, si potrebbe pensare ad una sindrome dell’intestino irritabile.
In attesa di questi risultati ti consiglio comunque di provare a praticare regolarmente uno sport, perché questo aiuta a normalizzare la funzione gastrointestinale, e di consumare regolarmente frutta tre volte al giorno e verdura, cruda o cotta, due volte al giorno. A questo associa carne, uova o pesce, e almeno due litri di liquidi al giorno. Parte della frutta e verdura potrebbe essere sostituite da Benefibra, in caso di eccessivo gonfiore addominale. Potresti entrare anche nella sezione di questo stesso sito dove una Collega Dietologa fornisce consigli più dettagliati, o magari entrare nel programma alimentare personalizzato, presente sempre sul sito.
Ciao

Dr. Stefano Pallotta